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Una Sfida

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Ti siedi e ti ritrovi di fronte al tuo avversario, situato al lato opposto del tavolino, ti tratta in maniera quasi amichevole, un sorriso gentile, uno sguardo rassicurante, nonostante la sua anima sia nera come l’inferno e i suoi siano gli occhi del diavolo.



Con un movimento agile, veloce e probabilmente abituato, estrae dalla tasca un cofanetto d’oro, non troppo decorato, elegante nella sua semplicità. Lo apre, all’interno è posto un mazzo di carte, carte da poker. Sei nervoso, consapevole del pericolo al quale ti sei posto, e per tale nervosismo, prendi dalla tasca una sigaretta e il pacchetto di fiammiferi, dopo pochi movimenti delle mani stai inalando la cenere del tabacco che arde, ti ritrovi immediatamente rilassato.



Lui si diletta con le carte, anzi, ci gioca per mescolarle. I classici trucchi da mazziere esperto. Ti chiede di tagliare il mazzo e tu allunghi la mano verso di esso, sollevi all’incirca metà mazzetto e lo poggi a fianco alla metà restante, lui le riunisce nel verso opposto e poi distribuisce le carte. Guardi le tue due carte, una veloce occhiata, il tempo necessario per memorizzarle e poi le riappoggi, coperte, sul tavolino. Lui mette 4 carte sul tavolino. Nel guardarle pensi che oramai la vittoria è tua, lasci intravedere un sorriso, quasi un ghigno, divertito dalla semplicità con cui ti sei portato alla vittoria, anzi, con qui il fato te l’ha servita. Un full d’assi. Quasi ti viene da ridere.



“La posta in palio è già stata stabilita” dice il tuo avversario, con tono impaziente ed incredibilmente sicuro di sé. “Perché non mostri le tue carte?”. Tu sei impaziente di farlo. Dai una tirata alla sigaretta, ti godi per qualche secondo il sapore della cenere, per poi espirare dalle narici. Il tuo volto ha un’espressione soddisfatta e appagata. Sai che stai per ottenere tutto ciò che desideri: donne, soldi, fama. Dentro di te benedici il gioco d’azzardo. Alla fine, prendi con la mano le due carte e le giri.



Silenzio. Nel volto del tuo avversario si dipinge un sorriso molto inciso e puoi notare i suoi occhi che brillano come rubini. Gira le sue carte. In quel momento ti viene un morso al cuore, lo senti affatticato, il tuo respiro si fa lento e pesante, cominci a sudare, a tremare e mentre guardi le carte ti cade la sigaretta dalla bocca. Scala reale.



“Avventato, amico mio. Se le tue erano buone, le mie sono migliori. Io non perdo mai.” Dice, il tutto mentre comincia a ridacchiare preso dalla follia. Si alza e dirigendosi verso di te, appoggia una mano sulla tua spalla, per rassicurarti. I tuoi occhi si chiudono, vedi solo il buio, come quando si abbassa una saracinesca. In quell’attimo pensi di essere stato avventato, giocare d’azzardo, la tua anima per i piaceri materiali.





A quanto pare è vero, ti dici.

Non si può vincere contro la Morte.

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