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Oggetto: Annotazioni/informazioni. Richiesta la compilazione di un profilo psicologico.

Qui sotto sono riportati gli appunti di Christopher Young, fratello di Daryl Young, salvati sotto forma di files sul suo computer, nominati Prologo.doc, Ch1.doc, Ch2.doc, e così via. Oltre ad essere stati riuniti in un unico documento, non sono stati alterati in alcun modo.

"Prologo: Due settimane dopo, ci fu un suono. Ci fu un ronzio. Veniva da quel posto sul tappeto, la parte vicina all'angolo. Il suo posto.

Ch1: Comincio a preoccuparmi. Prima ero distratto, ma ora la mia mente è lucida. Se ne sono andati, ed ora la faccenda mi preoccupa di più ogni minuto che passa. Una cosa amorfa dal colorito bianco, come il gesso. Un'orribile, incredibilmente orribile cosa. L'ho vista. L'ho vista sul tappeto, e mi ha spaventato. Mi ha guardato, sorridendo, con i suoi occhi bianchi non ancora del tutto sviluppati. Si è contorta verso di me. Emanava una specie di calore nauseabondo, e, osservando il mio disgusto, ne traeva giovamento. Ho sperato che avrebbe vissuto in uno degli armadi, ma si accontentava di strisciare per casa, lasciando tracce del suo passaggio. Sono abbastanza sicuro del fatto che se non avessi lasciato un asciugamano sotto la porta del bagno avrebbe provato a farmi compagnia mentre mi lavavo nella vasca da bagno.

Ch2: Oggi ha delle appendici. Non sono sicuro che prima ne avesse, ma ora ce ne sono di sicuro. Ne ha due, una per ogni lato, e striscia in giro a casaccio come una sorta di orrido insetto asimmetrico. Ha provato a seguirmi fuori mentre uscivo, ma gli ho dato un calcio e non ha osato una seconda volta. Mentre provo a dormire lui sbatte per casa, trascinando il suo corpo ovunque e lasciando residui in ogni dove. Ho portato il mio gatto da Daryl. La cosa non mi ha seguito. Potrà avere me, ma non avrà il mio gatto.

Ch3: Ora ha quattro appendici e comincia a sviluppare qualcosa di molto simile a un teschio sotto la sua pelle pulsante. Ha una bocca, una piccola bocca contorta, che temo verrà utilizzata per emettermi suoni contro. Tre delle appendici sono più lunghe della quarta, quindi si muove in giro camminando a cerchietti. Sta crescendo, e non smette mai di cambiare. Speravo che restasse qualche sorta di incomprensibile mostro, ma ora sono sicuro che stia diventando una persona, o almeno qualcosa di molto simile. Mi piacerebbe ucciderla. Mi chiedo se potrei.

Ch4: Le appendici si sono stabilizzate. È disgustoso, con piccoli, aberranti arti che si formano perfettamente. Al momento sono solamente pinne, sporgenze e vene di un colorito blu brillante sotto la sua pelle biancastra e traslucida. Si siede e mi fissa, come faceva il mio gatto. Ma invece di farlo con curiosità lo fa con aria affamata e con un'energia inquietante. Comunque, i suoi occhi riflettono la più piccola luce nell'oscurità, proprio come quelli del gatto. Sono onnipresenti ed enormi, verdi e gialli, e mi osservano mentre provo ad addormentarmi. Gli occhi non sono (ancora?) della stessa taglia, e questo rende la cosa ancora più snervante.

Ch5: Si siede in cima alle scale, aspettandomi e sorridendomi con i suoi occhi deformi e con la sua piccola bocca piena di dentini neri. La mia camera da letto è di sopra. Ho paura di salire. Ha anche mani e piedi, ora; le sporgenze hanno fatto posto a delle dita scheletriche. Ha cominciato a camminare e a scalare, e ci sono delle piccole impronte digitali bianche su ogni maniglia della casa. A questo punto penso che gli asciugamani non potranno aiutarmi.

Ch6: Può aprire le porte. Ora ne sono sicuro. La sua anatomia è simile a quella di una donna, ma penso sia un maschio. Continua a sorridermi e a fissarmi, ma non dice niente. Bella consolazione.

Ch7: L'altra sera avevo deciso di leggere il mio libro preferito mentre riposavo sulla sedia a dondolo, vicino alla finestra della mia camera da letto. Per tutta risposta, la dannata cosa si è piazzata in mezzo al corridoio, guardandomi di traverso, decisa a impedire ogni tentativo di fuga. Ha avuto successo. La frustrazione e la paura hanno fatto posto alla rabbia, ho spinto la finestra, facendo un buco nel vetro e ho lanciato il libro di fuori, nella notte. La cosa si è avventurata al piano di sotto, è uscita dalla porta principale, è tornata, e mi ha riportato il libro - un braccio serpeggiante contro il braccio della mia sedia, che ha depositato il libro sul mio grembo, con tanto di impronte scheletriche. Era la prima volta che mi si avvicinava così. Ero terrorizzato. Ho fissato la cosa e lanciato il libro sul tappeto. A pensarci, sarebbe stato meglio convivere con una cosa che strisciava sul pavimento! Questa, invece, mi derideva, mi tormentava e viveva, respirava, e osservava. Ha guardato il libro per un momento, poi si è rintanata in un angolo e mi ha guardato fissamente, con i suoi occhi enormi e la pelle intorno a loro completamente tirata in alto. Mi guardava e sorrideva con i suoi denti.

Ch8: La cosa ha cominciato ad avvelenare il mio cibo, o a nasconderlo, o entrambi. E ho scoperto che lo shampoo brucia la mia cute, e trovo delle sporgenze affilate come rasoi sui miei libri. Non contenta di andare in giro e di strisciare negli angoli, sta attivamente rendendo la mia vita miserabile.

Ch9: Comunque, non ho avuto scelta se non andare al supermercato locale per rimpiazzare i miei ormai inutilizzabili prodotti e per comprare cibo. Sapevo che sarebbe rimasta sempre a casa con me, accontentandosi di violare i miei spazi privati, ma ho sempre avuto il sospetto che avrebbe cominciato a seguirmi. La mia paura è stata confermata. Ho guidato fino al negozio, fatto la spesa, e guardato fuori. Niente di inusuale. Sono uscito dal negozio. Niente! Mi sono avvicinato alla mia macchina, credendo di aver visto quella cosa, ma mi sbagliavo. Alzando lo sguardo la vidi. Era lontana, forse tentava di nascondersi, ma era lì. Era lì e mi guardava, mezza nascosta da un albero. I nostri sguardi si sono incrociati ed io ho cominciato a tremare. Sembrava appagata. Ha riportato il suo corpo magro dietro l'albero, facendo una pausa, e infine ha sporto la testa per continuare a fissarmi. Ora i suoi occhi erano uguali, ma sembravano diventare sempre più grandi. Anche dalla distanza che ci separava, risaltavano sulla pelle corrosa che li circondava. Sorrideva, senza mostrare i denti. Credo che non volesse mostrarli in pubblico. Mi chiedevo cosa aveva in serbo per me, ma quando ho sbattuto le palpebre, era già sparita. Mi sono fermato per un momento, temendo di ritrovarmela vicino, ma non successe. Allora ho raccattato la spesa e sono tornato a casa. Ho parcheggiato, ho ritirato la posta, e, sotto casa, ho alzato lo sguardo, notando una luce sconosciuta nella mia camera. La sua figura si stagliava debolmente sulla mia finestra, intenta a fissarmi, aspettando che io la notassi. La sua forma assomigliava molto a quella di una persona, ora, anche se era più simile ad una specie di scheletro di un infante, con tanto di enormi occhi neri. Se l'avessi ucciso, le autorità sarebbero venute a cercarmi? Mi avrebbero arrestato per omicidio? Mi chiesi anche se non avrebbe cercato di raggiungermi infilando il suo braccio nel buco della finestra.

Ch10: L'altra notte mi sono seduto sul divano, facendo zapping, in disperata ricerca di una via di fuga o di una distrazione. Il telefono era vicino a me, ma ero troppo spaventato per chiamare aiuto. Devo dire, però, che la pressione stava diventando insopportabile. È tornata nel suo angolo, seduta come una sfinge, a dispetto del suo aspetto così umano. Così, quando ho incontrato l'ennesimo canale che trasmetteva statico, ha cominciato a sussurrare. L'ho ignorata, cambiando canale, sperando che la smettesse. Il suo bisbiglio cresceva lentamente di intensità e velocità, e mentre non si muoveva, i suoi occhi riflettevano l'immagine della televisione, le sue pupille si allargavano e il suo petto si gonfiava ritmicamente, coordinato al suo rantolio. Ho alzato il volume, e ho cominciato a cambiare canale velocemente. Informazioni, canali sportivi, cartoni, e, improvvisamente, la sua faccia era sullo schermo, con la lingua penzolante e la faccia blu, mentre singhiozzava, in cerca di aria e di pietà. La cosa era davanti a me e anche in televisione, mi fissava e sogghignava. Ho urlato, la stanza e la televisione sono diventate nere.

Ch11: È troppo. Ora capisco il cieco terrore che l'idea di una morte certa distilla istintivamente nella mente delle persone. Ho conosciuto il brivido dell'uccidere e la paura dell'essere scoperto, ma nè l'idea della ricompensa nè quella della fine della mia vita mi sembrano reali. Il solo pensiero di questa cosa, comunque, porta al mio cervello una paura nera, fredda ed insopportabile, lasciamo perdere la sensazione che provo quando la sento girare in camera mia e mi sveglio, trovando ferite, bruciature, tagli e piccole impronte bianche sul mio corpo. Voglio ucciderla, ma non so cosa succederebbe se ci provassi. Non so cosa fare.

Ch12: Lo dirò qui ed ora. Magari aiuterà. È passato un po', ma l'ho uccisa. Ho pulito tutto, ma l'ho fatto. Mi guardava, mi guardava, mi guardava e non la smetteva. Avrei dovuto sapere che non avrebbe mai smesso. L'ho stesa con un pugno e l'ho strangolata fino a quando non ho sentito la sua gola collassare sotto le mie dita. Ho lanciato il corpo lontano. All'inizio ho avuto degli incubi circa la creatura, urlante, della sua faccia che si frantumava come sangue misto a coriandoli di pelle. La polizia se n'era andata, ed io avevo la possibilità di leggere nel mio caldo letto, col mio gatto che dormiva accanto a me, e, al massimo, toccando con le zampette le pagine del libro. L'investigazione era finita, gli incubi erano finiti, ed io ero in pace. Allora il ronzio ricominciò. Il ronzio e il calore, ovunque. Posso vedere il suo riflesso nel mio computer.

Ch13: La mia casa, il mio letto, il mio corpo, ed ora i miei sogni. Ho di nuovo gli incubi, ma sono molto, molto peggiorati. Nei miei sogni è qui. Non ha gli occhi, ma è alto e mi parla con la sua bocca enorme, e ride, e urla, e sembra pronto a divorarmi. A volte capisco le sue parole, altre volte è incomprensibile, ma non riesco mai a ricordare la loro precisa natura quando mi risveglio. I sogni sembrano scuri, caldi e contorti, e mi chiedo se morire sia un'ipotesi così tanto drastica. Mi chiedo se dipenda dal fatto che la cosa mi uccida, oppure che lo faccia qualcun altro.

Ch14: Forse lo farò. Ho una pistola in una scatola, nell'armadio della mia camera da letto, e se vedessi la cosa guardarmi dal fondo della scale avrei tutto il tempo di correre e afferrare l'arma. Ma a chi sparerei? Mi sono preoccupato di questo leggendo questi appunti e comprendendo le mie intenzioni, ma non ho trovato nessuna prova esaminando la tastiera o il monitor. Mi conforto su questa faccenda credendo che la sua sia una forma di comprensione troppo primitiva e basata sulla fame per permettere dei pensieri complessi. Ma forse sono un idiota. Forse sa tutto. Comunque, è nei miei sogni, nella mia testa e in ogni mio risveglio, e voglio assolutamente finirla qui.

Ch15: Ho trovato la soluzione. Ho comprato un fucile. Se siamo entrambi nel suo raggio di fuoco, dovrebbe essere fatta. Auguratemi buona fortuna.

Ch16: Perchè non sono morto? Perchè non sono morto?

Ch17: Non capisco. Ho pulito il tappeto dopo quello che ho fatto, ma ora è imbrattato di sangue. Io mi chiedo se nel modo in cui è ridotta la mia testa, guardare quella cosa sia come uno specchio perché io ho sanguinato come una persona e la cosa ha sanguinato nero ed ora il sangue è ovunque e non ho guardato nello specchio, ma gli ho fatto saltare metà del teschio e ci sono pezzetti di carne blu e rossa ovunque e mi sta ancora fissando, sorridendo e sbavando. La tastiera è coperta di sangue, il mio, e non so quanto posso resistere ancora. Mi è rimasta solo un'idea, penso che andrò molto molto lontano."

Riportati qui sopra ci sono gli appunti sotto forma di diario di Christopher Young, ritrovato morto in una grotta vicino al corpo mutilato e parzialmente decomposto di Shaun Dawes, il suo giovane vicino e suo (ex) amico. La morte di Dawes è stata diagnosticata con una contusione alla testa seguita da uno strangolamento, ma la causa della morte di Young è tuttora indeterminata, anche se il corpo era in evidente stato malnutrizionale e il suo stato igienico completamente trascurato. Infatti, grazie al suo stato fisico e mentale che lo hanno condotto alla morte, è tuttora incerto come egli sia riuscito a guidare fino alla relativamente grande distanza da casa sua alla cava dov'è stato ritrovato.

È bene menzionare che nè le tracce di sangue fresco nè le armi che Young menziona nelle sue note sono state rinvenute in casa sua. La nostra squadra forense ha trovato tracce più vecchie sul suo tappeto e nell'angolo che probabilmente apparteneva a Dawes. Stiamo aspettando il resoconto dell'autopsia e richiediamo maggiori investigazioni da parte di ogni dipartimento coinvolto. Dobbiamo esaminare tutto, dal cadavere di Young ai suoi file; mentre scrivo questo, non siamo ancora riusciti a trovare nessuna prova di quello che ho menzionato in precedenza, fatta eccezione per un'intervista con "Daryl", il fratello di Christopher.

Per essere franco, anche l'intervista è stata infruttuosa; Daryl era distrutto dalla morte di suo fratello minore, ma ha detto che Young sembrava perfettamente a suo agio, e aveva parlato del fatto che sarebbe andato in vacanza e che lui avrebbe solo dovuto tenere il suo gatto per minimo una settimana. I due corpi sono stati ritrovati in seguito nella cava, ciò significa che se il maggiore dei fratelli Young è stato onesto (e non è affetto dalla psicosi del fratello), la deteriorazione mentale e fisica di Young è stata molto più veloce di quanto pensavamo all'inizio, molto più di quanto avrebbe potuto essere possibile. Vi terrò aggiornati passo per passo, ovviamente. È tutto così strano. Grazie dell'aiuto.

Dipartimento di Polizia.

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