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Mi chiamo Michele e la storia che sto per raccontarvi non è frutto della mia fantasia, ma è un avvenimento accadutomi veramente. Mi trovavo in un freddo weekend di dicembre in compagnia del mio amico Luca - un vecchio amico delle superiori - e ci aggiravamo per un paesino sperduto in Piemonte. Premetto che non siamo di quella zona, infatti proveniamo dal meridione e, allora, chiedemmo un po' in giro nella speranza di trovare qualche luogo dove passare la notte. Per nostra fortuna vedemmo delle luci in lontananza: era una vecchia osteria. Bussammo alla porta e ci aprì una donna anziana più morta che viva; sorpresa di vederci ci accolse nella sua osteria con gioia. Erano le 23:00 circa e, a causa della tarda ora, decidemmo di consumare un pasto veloce... giusto per corroborarci un po' il corpo stanco.

Dopo una decina di minuti l'anziana signora portò, su di un carrellino metallico, diverse pietanze particolarmente pesanti... dopotutto erano pur sempre le undici! Stranamente però, erano deliziose e le mangiammo con molta fame: ricordo ancora di come fosse delizioso quel vino rosso che accarezzava il palato inondandolo di gusto. Il primo avvenimento strano avvenne proprio durante il pasto che consumammo quella nottataccia. La vecchia donna, con una voce debole a malapena percepibile, ci raccontò di quella che sembrava essere una vecchia leggenda del luogo. Ci racconto di un'anima che si aggirava per i boschi circostanti il villaggio, ma la parte più strana, ma al tempo stesso interessante, era la natura di quell'anima: infatti pareva che fosse quella di un lupo morto chissà quanto tempo prima. Secondo la donna, questo lupo - non so proprio come definirlo... lo ammetto! - si aggirerebbe quasi ogni sera da quelle parti; la sua presenza è quasi sempre annunciata da ululati lontani ma che pian piano diventano sempre più vicini. La vecchia ci disse che possiamo capire di essere davvero in pericolo quando riusciamo a sentire addirittura il ringhiare e i passi della creatura che, famelica e aggressiva, si avvicina a noi nell'intento di assaggiarci. Onestamente, sia io che il mio amico Luca, non credemmo a questa storia che, secondo me, era solo una sciocca leggenda del luogo creata per spaventare i bimbi capricciosi.                                                

Andammo a dormire nelle stanze dell'osteria.

Entrammo in una stanza abbastanza accogliente e calda: c'erano due letti, un piccolo camino già acceso e una poltroncina scarlatta che creava un dolce contrasto con il colore avorio delle pareti. Fortunatamente portai con me i miei tanto amati libri. Mi sedetti sulla piccola poltroncina e incominciai a leggere; nel frattempo Luca si distese sul letto per riposare gli occhi. Dopo una mezz'oretta di tranquillità, sentimmo uno strano rumore al piano di sotto. Erano come dei passi strani e pesanti che facevano tremare, anche se lievemente, il pavimento. Pensai che probabilmente l'anziana donna stesse svolgendo dei lavori di pulizia del locale e allora mi rilassai. Passò un'ora intera, era tardi e i miei occhi erano sempre più stanchi, così decisi di coricarmi. Dopo dieci minuti circa, sentii in lontananza uno strano rumore: un verso strano e lontano che metteva i brividi, sembrava un vero e proprio... ULULATO. L'ululato diventava sempre più forte. Luca, spaventato, sobbalzò dal letto e, guardandosi intorno, mi chiese di spiegargli che cosa era successo.

Raccontai a Luca ciò che avevo ascoltato...

All'improvviso sentimmo gli stessi rumori al piano di sotto... ma questa volta più forti. Accadde un avvenimento che mi fece sobbalzare il cuore nel petto: la vecchia entrò di colpo nella nostra stanza dicendo in preda al delirio che il lupo stava arrivando per divorare le nostre carni e per rapire le nostre anime dannate. Ci invitò a fare i bagagli al più presto e di scappare. Onestamente pensai che la vecchia fosse pazza, infatti non ci voleva un genio per notare che nella sua mano destra impugnava una vecchia pistola da caccia. Decidemmo di assecondarla e preparammo le valigie per andarcene - fa nulla, meglio dormire per strada piuttosto che stare in compagnia di quella pazza isterica che avrebbe potuto farci fuori in qualsiasi momento-. Facemmo i nostri bagagli e ci preparammo a scendere le scale ma, signori ascoltate, è qui che accadde un avvenimento terribile... il vero e proprio perno principale della storia: la porta della locanda sembrava essere colpita da qualcuno o qualcosa. La vecchia impaurita sparò all'impazzata sul soffitto urlando di nasconderci. Vi giuro, non sapevamo se spaventarci per la porta che veniva colpita duramente da non so chi o per quella pazza che sparava così all'improvviso. Ci nascondemmo sotto il tavolo dell'ingresso che, avendo una tovaglia di pura seta che scendeva fino ai piedi del grande tavolo, rappresentava un buon luogo dove nasconderci. Io e Luca eravamo terrorizzati. All'improvviso il silenzio divenne padrone della stanza: la porta si aprì molto lentamente e, per nostra disgrazia, vedemmo delle zampe grigie che pian piano camminavano attorno al tavolo. Faceva freddo, sembrava che il sangue nelle nostre vene avesse smesso di circolare, era tutto così strano, pauroso... temevamo per la nostra vita. All'improvviso quello strano silenzio fu interrotto da quattro colpi di pistola che fecero morire la belva. Uscimmo da  sotto il tavolo e vedemmo la vecchia con la pistola fumante tra le mani e la bestia accanto a lei morta sul pavimento in una pozza di sangue. La vecchia ci guardò con occhi iniettati di sangue e ci disse di correre via perché il lupo si sarebbe risvegliato, essa non era una creatura mortale... Onestamente decidemmo di fuggire.

Non so che fine abbia fatto la vecchia né tanto meno la carcassa dell'animale. Raggiungemmo la macchina e ci preparammo alla partenza. Qui accadde l'ultimo inquietante avvenimento: sono sicuro di aver sentito un ululato simile se non uguale a quello della bestia provenire dai boschi circostanti... non siamo al sicuro.  

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