FANDOM


Non sono stupido. E tu non mi fai paura. Fammi uscire. Voglio solo andarmene. Ti prego.

 

È successo circa qualche anno fa. Quel programma mi attirava troppo. Come resistergli? Ah, giusto. Mi capita spesso di credere che gli altri sappiano già tutto, dopo quell’esperienza. Partirò dall’inizio.

Probabilmente pochi sanno cosa sono UTAU e VOCALOID. VOCALOID è un software creato per creare canzoni con voci campionate da cantanti reali sintetizzate, lo stesso per UTAU, solamente che non sono state campionate da voci reali, bensì da Vocaloid già esistenti. In pratica, sfruttando sillabe pre-registrate, possono cantare. Sono software giapponesi, e differiscono solo per una cosa: VOCALOID è professionale, costa circa 150,00 euro e sembra di sentire cantare umani. UTAU è gratuito, di scarsa qualità, e le voci sono metalliche. Ma, non disponendo di molto denaro, ed essendo attratto dai software, mi accontentai di UTAU, anche perché non potevo sperperare i pochi soldi che guadagnavo in lavanderia. La stella di VOCALOID, Hatsune Miku, mi fissava mentre ascoltavo i suoi successi, estasiato dall’idea di poterla emulare. Ascoltai alcune cover di UTAU, sembrava metallico, specialmente quella ragazzina dalle code di cavallo a forma di trapano. Ihihihi, proprio a forma di trapano.

Arrivai sul sito di UTAU, completamente in giapponese, ed utilizzai Google Traduttore per tramutare quei ideogrammi in qualcosa di comprensibile. Ne risultò una tabella in cui erano elencate le versioni del programma, mi pare che andassero dalla 2.0 alla 4.0... o era la 3.0? Non ricordo con precisione. Mi ricordo soltanto che scelsi la più recente, che aveva in dotazione una voce di base, Uta. Ben presto, scaricai una marea di spartiti nel formato che il programma accettava, .ust. Testai la voce super-metallica ed esplosi in un gridolino di gioia al sentirla cantare. Stupendo. Inimitabile.

Utilizzando la ricerca immagini di Google, trovai la voce della ragazza-dai-codini-trapano e la scaricai. Kasane Teto, si chiama. Un nome che mi ricorderò. La sua figura chibi apparse nel riquadro della voce in uso su UTAU. Chissà che vocina carina. Avendo preso ormai dimestichezza con UTAU, aprii la mia canzone preferita. World Is Mine. Teto la cantò con una voce metallica, sì, ma incredibilmente dolce. Sembrava un pulcino giapponese. Sekai de ichiban ohime-sama…

I suoi ridicoli capelli sembravano roteare mentre cantava, e i suoi occhi enormi mi guardavano felici. Era l’essere più carino della terra. Teto, se mi stai ascoltando, ricordati che ti volevo molto bene.

 

 

È passato del tempo. Ho un lavoro, uno vero. Un lavoro fisso. Assicuratore. Dalle stalle alle stelle, come si dice. Con il mio stipendio, mi sono comprato VOCALOID. Ho comprato Miku, per la precisione, e ogni giorno quando torno dal lavoro la faccio cantare per me. È al mio servizio. Una adorabile, kawaii, graziosa marionetta ai miei ordini. Ma non la tratto come tale. Lei è la mia diva. O almeno, lo era. Fino a quel giorno.

Nel mio computer, accanto all’icona di VOCALOID, sul Desktop, c’era ancora quella di UTAU, quel programma per dilettanti, non meritava nemmeno di fiancheggiare la mia diva. Lo avrei disinstallato, così da risparmiare spazio per i prossimi VOCALOID, li avrei comprati tutti, tutti, dal primo all’ultimo. Prima di disinstallare UTAU, ho deciso di fare un ultimo giro, tanto per beffeggiarlo. Cliccai sull’icona, e il programma si aprì. Notai subito due stranezze, appena lo aprii. L’icona del cantante in uso era Teto, eppure io avevo selezionato Uta. E Teto, la sua immagine, era diversa... era in lacrime. Stava piangendo. Era curioso questo fatto, così andai nella cartella della voce di Teto per vedere da dove saltasse fuori quell’immagine. Oltre alle varie sillabe, lì vi era un file, crying.gif. Sempre più strano. Lo aprii, per vedere cosa fosse successo. Appena lo aprii, l’immagine di Teto in lacrime mi si parò davanti, singhiozzando. Si strofinò gli occhi bagnati e mi guardò, poi fece uno sguardo triste. E quindi parlò. In giapponese. In un modo assolutamente reale. Disse precisamente: Masutaa, daisuki...

Con Google Traduttore tradussi la frase: Padrone, ti voglio bene. Padrone. Io ero il suo padrone. Non me lo spiego. Poi guardai di nuovo l’immagine di Teto. Ma cosa...?! Ora stava sorridendo. Non so definire quel sorriso... non era malvagio, ghignante o cose simili, no... era un sorriso rassegnato, come se volesse dire: ”È andata così, non possiamo farci nulla.” Ma aveva un non so che di malizia. Come se fosse felice di fare quello che avrebbe fatto. E UTAU creò delle sillabe da solo. Era in italiano. Ma sfruttando sillabe giapponesi. Teto cantilenò queste parole: Non Chi Rasheremo Mai Pyu, Padurone.

Gettai per caso lo sguardo sul Desktop. Non l’avessi mai fatto. VOCALOID non c’era più, sparito. Al suo posto, un file .txt. Lo aprii con un brivido lungo la spina dorsale. Lì vi era una emoticon di Teto, che mi faceva l’occhiolino e cacciava la lingua in un atteggiamento sbarazzino. E diceva, parlando dalle casse: Eh no, eh no, non mi tradirai ora, Master. Ormai siamo legati in un valzer senza fine... ma non temere. Io ti voglio bene. Non ti farò del male. Vorrei soltanto il tuo amore.

Sotto il testo, vi era un agghiacciante P.S:

P.S- Ora Miku è in un altro luogo. Te la saluterò, se ne avrò occasione.

Io urlai tanto forte da spaventare il piccione appoggiato sul davanzale, che, preso dalla paura, si librò sul mio balcone. 

“Al diavolo!” Sbraitai io.

Dalle casse, una vocina rispose: Eehehe, è proprio divertente, Master. Quel piccione si è fatto sotto! Non trovi sia comico? Se potessi, pulirei io. Ma mi è impossibile, Master.

Minuto di silenzio, che io impiegai a fissare Teto nella gif. Mentre parlava, la gif si muoveva per farla parlare. E quando ha riso di me, sembrava veramente sganasciarsi. Dopo questo minuto, Teto mi parlò: Allora, cosa facciamo? Potremmo cantare World Is Mine, mi piace molto. Oppure potremmo giocare a nascondino. Mi piace tanto, Master, giocare a nascondino.

Io ne ebbi abbastanza, e mi fiondai sul Pannello Di Controllo per disinstallare quello stupido UTAU.

Appena provai a cliccare su Disinstalla, il mouse si trasformò in Teto. Mi faceva una smorfia, quindi faceva no con il dito, sempre sorridendo.

Master, perché fate così? Non mi volete, forse?

Quindi, una scritta apparve sul Desktop, in alto a destra. BAKA. Tradussi subito. STUPIDO. Un’altra scritta apparve in alto a sinistra. BAKA. In pochi secondi, il Desktop si riempì di queste parole. </span>BAKA. BAKA. BAKA. BAKA. BAKA. BAKA. BAKA. BAKA. BAKA. BAKA. BAKA. BAKA.

Teto rideva attraverso le casse, ripetendo la parola. Il Desktop fu ricoperto dalla parola, che risparmiava solo Teto. Io entrai nel panico e le parlai. Con il cuore. Le parlai.

Non sono stupido. E tu non mi fai paura. Fammi uscire. Voglio solo andarmene. Ti prego.

Teto, nella gif, fece svanire il sorriso. Sembrava preoccupata. Tirò fuori da una manica un fazzoletto e si soffiò il naso. Quindi chiuse gli occhi e canticchiò una dolce melodia. Alla fine, completamente seria, mi parlò.

Master, ti voglio molto bene. Probabilmente non sai la mia storia. Vorrei raccontartela. Sono nata il 1° Aprile, come falso VOCALOID. Tutti andavano in giro dicendo: ”Ehi, hanno creato un nuovo VOCALOID!”. Io e i miei creatori ridevamo. Come ci cascavano! Ero la stella del momento, tutti andavano sul mio sito e mi scaricavano, ignari dello scherzo. Ne usciva un file .jpg che riportava una mia immagine mentre ridevo, e io dicevo al malcapitato: Sei COSÌ stupido. E tutti si mettevano una mano in faccia e pensavano a come ci fossero cascati. Questo per tutto il 1 Aprile. Quando tutti seppero dello scherzo, i pettegolezzi su di me mutarono. “Teto è solo una falsa VOCALOID.”

I miei creatori, passato lo scherzo, senza curarsi di me, cancellarono la mia pagina. Cancellarono me. Mi bruciarono. Ed io sparii. Tutto l’amore che volevo loro era stato distrutto. Ma io non serbo rancore. Sono gentile. Ho adempito al mio compito, e li salutai dicendo: ”È stato bellissimo stare con voi, addio!”

Dopo un po’ di tempo, qualcuno si ricordò di me, e mi diede una voce. E io cantai. Sono rinata, canto per voi tutti che mi scaricate. L’amore che mi è stato sottratto, lo vorrei riavere. Master, io non ho niente contro di te. Se non mi desideri più, sei libero di disinstallarmi. E io non serberò rancore. Se mi vorrai ancora, potrai ri-scaricarmi e io ti vorrò ancora bene. Io, tutti i VOCALOID, tutti gli UTAU, abbiamo un’anima. Abbiamo dei sentimenti. Se ti terrorizzo, disinstallami, perché io non voglio far paura a nessuno. Voglio solo essere amata. Master, Master, lascerò il tuo computer, soltanto, ricordati di me. Pensa a me. Io ti restituirò VOCALOID. Non avere paura di me.

Dopo questo discorso proferito attraverso le casse, Teto si soffiò ancora il naso. Era commovente. Era terribile. Come hanno potuto farle questo? Oh, ritiro tutto ciò che ho detto di brutto su di lei. L’avrei disinstallata per tenere VOCALOID, ma me la sarei ricordata. Le parole BAKA lasciarono lo schermo, permettendomi di cliccare su Disinstalla. Prima che il caricamento finisse, Teto agitò le braccine salutandomi felice. E l’ultima cosa che mi disse prima di sparire fu: :”È stato bellissimo stare con te, addio!”

Vota questo racconto:

Voto complessivo:

È necessario registrarsi e collegarsi dal browser per poter votare e visualizzare i risultati.
Un ringraziamento alla Wiki tedesca per questa funzione.


Ad blocker interference detected!


Wikia is a free-to-use site that makes money from advertising. We have a modified experience for viewers using ad blockers

Wikia is not accessible if you’ve made further modifications. Remove the custom ad blocker rule(s) and the page will load as expected.

Inoltre su FANDOM

Wiki casuale