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Apri gli occhi lentamente e una terribile fitta si fa strada dietro il tuo cranio, partendo dal centro della testa fino a giungere sotto la nuca.

Il tuo volto è completamente ricoperto da tagli doloranti.

Sei completamente avvolto nell'oscurità, il pavimento sembra essere congelato e anche l'aria che ti circonda è molto fredda.

Nell'oscurità più totale ti alzi in piedi e inizi a camminare verso una qualsiasi direzione.

Dopo aver percorso circa dieci metri però puoi tastare una parete, gelida e ruvida come se si trattasse di acciaio graffiato.

I tuoi occhi dovrebbero ormai essersi abituati all'oscurità ma continui a non vedere niente.

Segui la direzione del muro, rimanendo sempre a contatto con esso tramite la mano destra. Improvvisamente la pelle della tua mano incontra qualcosa di bagnato e viscido.

Porti un dito alla bocca e dai una piccola leccata alla sostanza che ricopre la tua pelle.

Ha un sapore ferroso, molto familiare.

Non ti soffermi troppo su questo particolare, riinizi a camminare nella speranza di trovare una via d'uscita.

Compi il giro della stanza diverse volte ma non sembra esistere un ingresso.

Sconsolato ti siedi nuovamente a terra e inizi a pensare.

Come sei arrivato in quel posto? Perchè proprio tu? E' forse solo un sogno?

Mentre cerchi di riflettere inizi a tremare a causa del freddo.

Le tue riflessioni vengono quasi immediatamente interrotte da dei forti rumori.

Delle grida disperate provenienti da qualche decina di voci rimbomba per tutta la stanza.

Tu senza pensarci due volte strisci fino all'angolo più vicino, dove poi ti rannicchi.

Puoi udire una moltitudine di passi avvicinarsi sempre più.

Accompagna quel rumore un altro suono che sembra quello di oggetti che urtano il ferro della stanza.

Anche questi suoni si fanno sempre più vicini mentre le grida diventano sempre più intense.

In tutto il trambusto puoi udire quella che sembra l'apertura di una porta.

Qualcuno è entrato nella stanza, puoi sentire i suoi passi rapidi e la porta che si richiude alle sue spalle.

È a qualche metro da te, respira affannosamente ma non lo puoi vedere.

Le grida che avevi udito prima ora si fanno sempre più lontane.

L'individuo presente nella stanza continua a respirare affannosamente e a singhiozzare a tratti.

Forse non si è accorto della tua presenza.

Resti immobile in silenzio scrutando l'oscurità, respirando nel modo più silenzioso possibile.

L'essere inizia a muoversi verso di te e sembra piangere.

Quando ormai è a pochi metri da te ti alzi e con velocità sovraumana lo afferri e inizi a sbatterlo contro una parete.

Lui urla di dolore ma tu continui, ancora e ancora, afferrando la sua testa e facendola scontrare contro l'acciaio ritmicamente, con tutta la forza che hai in corpo.

Puoi sentire le tue mani ricoprirsi del suo sangue caldo.

È quasi un sollievo data la temperatura della stanza.

Dopo alcuni istanti senti che l'individuo che stai brutalmente attaccando non si regge più in piedi e ha smesso di lamentarsi.

Lo lasci cadere al suolo.

Vorresti piangere ma non ci riesci.

Vuoi solo andartene e dimenticarti questa storia.

Di nuovo quel rumore: la porta si è aperta!

Inizi a percorrere il perimetro della stanza in cerca dell'uscita.

Finalmente la trovi e schizzi fuori dalla stanza ma ti scontri quasi subito contro un alto muro, fatto dello stesso materiale del luogo in cui eri intrappolato prima.

La porta dietro di te si chiude rumorosamente.

Ti trovi in un gelido e stretto corridoio.

Neanche quì c'è un solo accenno di luce.

Cammini diffidente attraverso il buio, tastando con le mani le rispettive estremità delle pareti.

Il tuo cammino prosegue in un silenzio assoluto per minuti, forse ore.

Ti senti stanco, forse dovresti fare una pausa.

Ti siedi, ti prometti che si tratterà solo di un momento per riposare le gambe.

Ma subito riecco quelle grida disperate, in lontananza, provenire da dietro di te.

Senza neanche realizzare il tutto, mosso dall'istinto ti rialzi e inizi a correre.

Le grida si avvicinano fin troppo velocemente, di questo passo ti raggiungeranno.

Le gambe sembrano non reggerti più, devi trovare un'uscita e alla svelta!

Inizi a colpire a pugni chiusi le pareti in cerca di uno sbocco verso altri corridoi.

Il metallo fa un rumore sordo che si propaga lungo il tuo cammino.

Finalmente con la mano sinistra colpisci il vuoto e subito svolti verso la possibile uscita.

Una porta si chiude alle tue spalle.

Chiudi gli occhi, tastando nuovamente l'acciaio delle pareti. Non riesci più a trattenerti dal piangere e inizi a singhiozzare, appoggiandoti al muro.

La tua disperazione viente interrotta da una strana sensazione che ti avvolge immediatamente.

Ti senti osservato.

Avanzi di qualche metro in cerca di un angolo in cui rannicchiarti.

Pensi che non uscirai mai da questo posto e che morirai di fame dentro questa stanza.

Qualcosa o qualcuno ti afferra e inizia a scagliarti contro la parete con forza inaudita.

Non riesci a realizzare ciò che sta succedendo, continui a urtare la tua testa contro il muro.

In pochi istanti ti ritrovi a terra, il tuo stesso sangue ti entra in bocca.

Prima di perdere i sensi riesci finalmente ad associare al sangue quel sapore tanto familiare.

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