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Ho sempre avuto paura del mare, sin da quando ero un bambino. Le onde mi facevano rabbrividire. Appena metto piede in acqua una strana sensazione si impossessa di me. Scappo e i bambini mi prendono in giro. Lancio qualche bestemmia e poi riprovo ad entrare, ma niente, ho troppa paura.

Io e la mia fidanzata abbiamo deciso di fare una crociera. “Abbiamo” per modo di dire, ha deciso tutto lei. Avevo intenzione di lasciarla, ma da quando i suoi genitori e suo fratello minore sono morti in un incidente stradale ho deciso di non farla soffrire ancora di più e mi sono fatto coraggio.

“Che hai, amore?”, mi chiede guardandomi sbiancare.

“Niente, sono ansioso. Non vedo l’ora di partire!” Dico, cercando di convincerla. Non gli ho mai parlato della mia fobia, nessuno lo sa.

“Okay, fidati ci divertiremo un mondo!”, dice, abbracciandomi. La barca sta per salpare.

Il sangue nelle vene mi si raggela. Inizia a muoversi, vedo il mare, grosse onde, poi penso che sono su una barca, non può succedermi niente. Riprendo colorito e rido.

È la mattina del secondo giorno, sta andando tutto bene. La notte scorsa ci sono state delle grosse onde e io ho avuto paura, ma ho ascoltato musica e ho letto un libro, in modo da non vedere e sentire il rumore dell’acqua che si scaglia ad alta velocità sulla barca.

Sento la gente che urla, la mia fidanzata inizia a gridare dalla cabina a fianco, corro per vedere cosa sta succedendo. La barca ha preso in pieno un iceberg e sta affondando. Afferro la mia ragazza e corro verso una scialuppa di salvataggio, la mia salvezza.

“Attenti!”, urla un signore. Un pezzo della barca è saltato via per lo scontro e colpisce la mia ragazza. Rimango inorridito vedendo il suo cadavere cadere in mare e affondare nel profondo, immenso mare blu. Il mare tira verso di se il corpo della ragazza. Si muove a destra e sinistra. Il mare si beffa di me e della mia vita, posso quasi sentirlo ridere di me. Il profondo, immenso mare blu.

Ho una crisi. Non riesco a parlare, inizio a tremare. La gente mi getta a terra per passare. Il capitano sta affondando con la sua nave e io con essa. La barca sta sprofondando, sento l’acqua fredda nella schiena. Dalla mia tasca cade il biglietto per la crociera: “ 14 – 17 Aprile 1912: RMS Titanic”

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