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Episodio n°1Modifica

"Sono tutti inferiori."

Davvero lo pensi?

Davvero pensi che tutti o quasi siano inferiori a te, che debbano solo fermarsi di fare qualsiasi cosa e mettersi a strisciare ai tuoi piedi?

Certo che lo pensi, ma per quanto riguarda me, hai inferto troppe sofferenze.

Prima hai picchiato tua madre, che vecchia com'è, ha bisogno di essere imboccata, ma tu non hai pazienza, e quando per l'ennesima volta si è rifiutata di mangiare i tuoi occhi si sono infuocati di rabbia, e le hai spezzato l'avambraccio e un paio di costole a calci, per poi portarla all'ospedale e dover pagare per i tuoi errori, sei stato fortunato; i medici hanno creduto che fosse caduta dalle scale.

Poi tratti male tua moglie, la fai sentire uno schifo, picchi anche lei, a letto sei un violento, e nonostante lei ti implori di smetterla, ne esce sempre con un occhio nero.

Hai stuprato tua figlia, così bella non la merita nessun altro, vero?

Ma tutto questo si fermerà.

Nessuno verrà più ferito dalla tua superbia.

Ti ho cercato, e ti ho trovato su un sito di chat, non ti fai schifo a tradire tua moglie?

Ah no, tu sei migliore.

Dopo averti trovato ti ho chiesto di incontrarci in un vicolo della tua città, con la scusa di essere una giovane ragazza in cerca di "esperienze", ci sei cascato subito.

E adesso sei qui, confuso, vedi di fronte a te uno sconosciuto, decisamente più debole di te, anche se più alto, ma cominci ad avvertire un forte mal di testa, porti una mano alla tempia, la massaggi ma non serve a nulla, il tuo corpo è troppo debole per stare all'altezza di un certo essere che ti trovi davanti... "demone" lo chiamerebbero alcuni, ma è sbagliato; anche la definizione "mostro" è sbagliata, è semplicemente un essere che probabilmente sta solo nella tua immaginazione.

Ma il dolore è troppo forte, e aumenta sempre di più, corrughi le sopracciglia, abbassi la testa e guardi davanti a te: quel... coso ti sta osservando, non riesci a capire la sua corporatura, indossa una vestaglia lunga, un impermeabile forse, potrebbe assomigliare al tizio del cartone che guardava tua figlia ieri... come si chiamava? "Hellsing" o qualcosa del genere, ma non hai voglia di pensarci, il dolore si fa più forte, comincia a martellare sulle tempie, stai per esplodere... e poi, buio.


Ti risvegli in una stanza, non la riconosci, sembra una di quelle prigioni medievali, con le torce alle pareti e la muffa negli angoli, creata dalla troppa umidità celata nella stanza... fa freddo, e per la prima volta nella tua vita hai paura.

Ti guardi attorno e noti che nella stanza c'è solo un oggetto: un coltello, da cucina, di quelli lunghi, affilati...ma questo è arrugginito, se sprofondasse nella carne farebbe molto male, e soprattutto infezione, anche solo un taglio ucciderebbe, lentamente... meglio portarselo dietro.

Prendi il coltello lentamente, sei scosso e impaurito, non sai cosa stia succedendo, finché non vedi una porta, non sai dove conduca, eppure la apri.

Al contatto con la maniglia un brivido ti percorre la schiena, è gelida; abbassi lentamente la maniglia, ed esci dalla stanza; come fai un passo fuori senti una voce rieccheggiare tra le mura del corridoio in fronte a te.

"Allora, ti piace la tua nuova casa?"

-Cosa? Nuova casa?- Pensi. Non puoi vivere qui. È uno schifo, non è adatto a te.

"Esatto, almeno per un po'."

Che? Ti ha letto nella mente?

"Non so chi tu sia, o cosa tu voglia, ma uscirò di qui, dimmi solo cosa devo fare!"

"Oooh, avverto della paura in queste parole, ma tu non eri quello superiore a tutti? Perché dovresti essere spaventato? Non sei superiore addirittura ad un essere che non conosci?"

-Che dia...?-

"Va bene, ti dico cosa devi fare: delle scelte. Devi camminare e fare delle scelte, tutto qui."

-Ok, posso farcela.-

Cominci a camminare per quel corridoio angusto, ci sono sempre torce alle pareti, ma ti da' un'impressione più... opprimente.

Continui a camminare, e senti le ossa congelare.

Arrivi a un bivio; c'è un cartello che punta a destra con su scritto: "Immortalità"; e uno puntante a sinistra riportante la scritta: "Eterna giovinezza".

Sei confuso.

Devi decidere se vivere in eterno o vivere normalmente ma da immortale?

Essendo eternamente giovane hai tutto il tempo che vuoi per fare quello che vuoi, ma, usando l'immortalità, le prenderesti subito, e con la forza, come sei abituato a fare.

Scegli comunque la strada dell'eterna giovinezza, così potrai vedere i tuoi nemici morire, mentre tu continuerai a vivere tranquillamente.

Svolti a sinistra, e il corridoio si stringe, le torce diminuiscono e l'aria diventa più fredda, come se non lo fosse già abbastanza, senti anche una risata sommessa, ma non le dai importanza.

Sospiri, e una nuvola di vapore esce dalla tua bocca, continui a camminare per dei buoni venti minuti, poi arrivi ad un altro bivio.

A destra la via per il potere su tutti, a sinistra quella per una vita al pari degli altri.

Ti pare logico scegliere quella per il potere, così da insegnare a quelle bestie degli altri umani chi deve comandare, sono tutti corrotti e meritano tutti di essere sottomessi, soprattutto il tuo amico, quello che dalla prima media ti perseguita e ti supera in tutto... come? Non dovevo chiamarlo amico? Ok.

Giri a destra. Senti ancora una risata, ma questa volta un po' più forte.

Dopo altri venti minuti di camminata nello stesso corridoio angusto, arrivi ad un terzo bivio, a destra si va per la possibilità di poter far del male in qualsiasi modo a chiunque, a sinistra la possibilità è cancellata da vari graffi.

Preferisci non rischiare, e poi ti piace il fatto di poter picchiare chiunque e passarla liscia, quindi svolti ancora a destra, questa volta la strada è più luminosa, quasi a segnalare speranza, ma la risata si sente chiaramente.

Cominici ad innervosirti, e spalanchi la porta in fronte a te con una spallata, davanti a te si presenta camera tua e di tua moglie, provi ad uscire di casa per vedere cos'è successo, e noti subito il tuo errore: le scelte non le hai prese per te, ma per quel tuo "amico" che ti ha sempre superato, vive di fianco a casa tua, e sta picchiando un poliziotto, mentre un altro guarda, e nella via ci sono manifesti della sua faccia con sotto scritto "PRESIDENTE!".

Sgrani gli occhi a quella vista e cominci a sentire un forte mal di testa, porti le mani alle orecchie e urli.

Buio.


Chi sono io? Solo uno che vuole giocare.

Episodio n°2Modifica

"Tsk. Guarda che male che si veste."

L'hai pensato varie volte, vero?

Hai sempre pensato che tu avessi vestiti migliori, o che chiunque altro sia brutto, o si vesta male.

Ma sai che l'aspetto fisico non è tutto vero?

Ti sei allontanata sempre di più dagli altri, e ora sei sola, non hai nessuno da cui andare, con cui confrontarti, non hai nessuno con cui parlare, dato che trovi in tutti dei difetti, e ora, stai cercando qualcuno con cui passare del tempo in chat.

Ti ho trovata.

E mi hai ciecamente seguito nella speranza di piacere a qualcuno.

Ora mi hai davanti, alto, molto alto, slanciato e mimetizzato nell'ombra, vestito come Alucard di Hellsing, con lo stesso sguardo, maniacale e assassino, ma senza occhiali.

Hai paura.

Eppure, nonostante la tua paura, continui a vedere le imperfezioni dell'essere che ti sta davanti, di colui che potrebbe ucciderti da un momento all'altro, di colui che ti sta provocando quel terribile mal di stomaco che ti fa piegare a metà.

Hai cercato di mantenere il contatto visivo il più a lungo possibile, ma adesso ti trovi costretta ad appoggiare le mani sulle ginocchia, e ansimare, cercando di non svenire o vomitare.

Ma ormai, la tua invidia ha provocato tutto ciò, e grazie a essa morirai.

È troppo tardi.



Ti svegli nella tua camera, il letto addobbato con tende e svariati cuscini pregiati.

Ti guardi attorno, sperando che sia stato solo un sogno, ma presto ti accorgi che non lo è stato; un odore acre proviene da sotto il tuo letto, e il materasso ha uno strano color rosso, appoggi i piedi a terra e subito inorridisci: c'è qualcosa di bagnato.

Pieghi lentamente la testa verso il basso e vedi che il pavimento è ricoperto di sangue, ci sono almeno due centimetri di esso su tutto il pavimento, e lì, guardandoti bene attorno, vedi subito che c'è una porta dipinta dello stesso colore della parete, anzi, sembra quasi si volesse nascondere, dev'essere a tenuta stagna, dato che il sangue non accenna a passare attraverso.

Ti alzi in piedi, cammini verso quella porta, cercando di ignorare la sensazione di vomito causata non dal solo sangue, ma dai vari pezzi di cose delle quali non hai intenzione di constatare l'origine.

Arrivata alla porta, sporca anch'essa di sangue, cerchi una maniglia, ma non la trovi, capisci al volo che devi spingere, quindi dovrai appoggiarti contro quel sangue, sporcarti anche il viso forse, e rabbrividisci solo all'idea... ma non hai altra scelta.

Nel mettere in posizione il piede tocca qualcosa di duro, freddo, metallico; guardi cos'è e scorgi in mezzo al sangue e ai pezzi di carne un coltello da cucina, arrugginito.

Non ti fai troppe domande e lo scansi, andando a spingere la porta, non serve molta forza, e la apri di botto, facendo riversare tutto il sangue sul corridoio in piastrelle bianche davanti a te. Mentre quel sangue esce dalla stanza, senti che fa corrente contro le tue caviglie, e senti tutto ciò che ti tocca, anche il coltello, le varie ossa, e qualcos altro, un altro oggetto metallico.

Ti chini e lo raccogli: una pistola, carica, un colpo.

Nella canna, decisamente più lunga del normale, c'è una rosa bianca, sporcata dal rosso del sangue.

Non sai perché, ma te ne innamori, non ti sono mai piaciute nè le rose, nè le pistole, e tantomeno il sangue, ma questa ti piace, fa scena, anche se noti delle imperfezioni nella rosa.

La tieni in mano e vai avanti per quel corridoio bianco, luci a LED sulle pareti, sembra quasi un ospedale.



Cammini per una ventina di minuti.



Arrivi a un bivio, un cartello punta a sinistra, e riporta la scritta "Tutto".

C'è un altro cartello, punta a destra, e dice "Niente".

-Che significa?- Pensi.

"Oooh, benvenuta." Una voce rieccheggia nei corridoi.

"Chi sei? Cosa vuoi?" Urli, non sai che può leggerti nella mente.

"Io sono colui che ti ha portata alla tua salvezza, e alla tua rovina, dipende tutto da tre scelte.

Supererai il tuo istinto?"

Che significa?

Non lo sai, e non t'interessa, devi solo andare avanti.

Giri a sinistra, decidendo di avere tutto, a discapito degli altri, come sempre dopotutto.



Cammini per altri venti minuti.



Arrivi ad un altro bivio, questa volta le scritte si leggono male, e devi avvicinarti a ognuna per leggere bene; il cartello di destra dice "Vita ricca"; mentre quello a sinistra "Vita semplice e povera".

Hai sempre vissuto da ricca, e non sai cosa faresti senza i tuoi soldi, quindi giri di nuovo a destra.



Altri venti minuti di camminata.

Una risata sommessa.



Arrivi all'ultimo bivio, il cartello di destra riporta scritto "Serva", mentre quello di sinistra "Padrona".

La scelta ti sembra logica, tu vuoi essere la padrona, quindi giri a sinistra.



Questa volta la camminata è più lunga, e ti sembra infinita.

Cominici a riflettere sulle tue scelte, certo sono un po' avide, ma meglio così, questa volta saranno gli altri ad invidiarti...



Arrivi ad una porta, la apri ed entri in una cucina, dove tutte le tue varie servitrici lavorano, ti sembra fantastico, ma proprio quando stai per uscire, una di loro ti dice: "Dove stai andando? Non ti ricordi che oggi dobbiamo fare gli straordinari? C'è il cenone".

Che?



Hai capito adesso?

Le scelte che hai preso non erano per te, ma per la tua migliore amica, che adesso nemmeno ti riconosce.

Guardi la pistola, la rosa non c'è, o meglio c'è, ma è nera, e meno sporca di sangue, togli la rosa, la tieni in mano, e senti la risata di quell'essere e poi... buio.


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