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Crunch.

Il suono fece tremare la mia testa e mi fece venir voglia di vomitare. Il mio singhiozzare procedeva più silenzioso mentre lo sgranocchiare aumentava. Tremai, le mie dita cercavano di strappare i manici della sedia del computer. La luce del monitor non aveva mai illuminato così tanto la mia stanza. Perché dovevi venire qui? Non potevi stare a dormire nel salotto. No... Una lacrima scese lenta dalla mia guancia accarezzando la mia mascella e poi cadendo dolcemente sulla mia maglia in un momento che sembrò eterno.

Crunch. Crunch. Crackle. Snap.

Continuò e con ogni suono volgare che produceva faceva rivoltare il contenuto del mio stomaco su per la gola. Questa non è la mia mente che gioca con me. Questa non è una immaginazione iperattiva. Questo non è il risultato di una notte su /x/. Questo è troppo reale. Così schifosamente reale. Invidio il vicino. Invidio le persone per strada. Io invidio ogni persona che sta avendo una normale notte, chi fa spallucce perché sentono qualcosa e pensano solo che abbiano visto troppi film horror. Li invidio. Li invidio maledettamente. Loro stanno probabilmente dormendo ora, sognando di uscire domani, o semplicemente di stare a casa...

Sto ancora respirando.

Lo sentii scartare il corpo del mio gatto con un sonoro splat, come quando appoggi un pezzo di pollo crudo dopo averlo lavato nel lavello. Ho lucidato il pavimento la scorsa settimana. Me ne pento ora perché sta rendendo il suo raschiare peggiore. Odio il fatto che non posso vedere cosa stia facendo, ma comunque non vorrei vederlo. Sentii un dolce sgocciolio che scense sul mio collo... Poi sentiii respirare. Non un respiro caldo. Nemmeno un respiro umano... Ma un respiro gelido come il ghiaccio. Deglutii prima che mi venisse da vomitare. Il mio respiro aumentò e si fece più disperato sapendo che lui era in piedi. Lui afferrò lo schienale della mia sedia spingendo il pezzo di pelle che abitualmente uso per tenerlo in piedi sulla mia schiena.

“Devi essere stato un bravo ragazzo...”

Non posso sopportarlo. Gridai come un animale in un disperato tentativo di spaventarlo. Poi seppellii la mia faccia tra le mie mani. Non voglio vederlo. Non ebbi più nessuna reazione.

“Aiutasti tuo padre quando tua madre morì... Lavasti i piatti, passasti l'aspirapolvere sulle scale, e io ti diedi un sacco di attenzioni, lo sai”

Singhiozzai silenziosamente tra le mie mani mentre camminavo lentamente all'indietro. Tutto ciò è davvero così reale. La puzza di carne marcia salì su per le mie narici quando si avvicinò a me, le sue giunture scricchiolarono quando si mosse.

“Ho guardato te particolarmente. Eri così vulnerabile dopo che tua madre morì, tu piangesti ogni notte... Ma questo era anni fa, e ora sei un ragazzo cresciuto, giusto? Sì... così grande, così forte...”

Piagnucolai quando sentii il mio braccio toccato da quell'essere. Mi pento di aver sempre comprato T-Shirt perché ora posso sentire la sua umida e rugosa pelle contro la mia.

“Quanto ho aspettato questo momento, lo vedi anche tu che ti amo davvero tanto. E mi ami anche tu, vero?”

Sobbalzai quando stritolò il mio braccio.

“Vero?”

Deglutii difficoltosamente

“Sì, mamma”

Imagess

Sì, mamma.








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