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Sono nata. Le mie percezioni si fanno via via più chiare. Sono nata. E’ una splendida sensazione. Vi ringrazio, davvero. Mi avete donato la vita. Adesso, potrò andare a giocare con i bambini……anche con i grandi, naturalmente. Io sono una tipa aperta. Non faccio distinzioni, io.

I miei primi giorni di avventure sono un’esperienza magnifica. Prendo in braccio i bimbi, li faccio salire fino a quanto posso, loro ridono, toccano il cielo con un dito…..sono felici. E anche io sono felice. Tra tante risate, nonostante i miei piccoli difetti, mi viene da ridere anche a me. E’ stupendo. I grandi sono un po’ più pesanti, ma io ce la posso fare…..sono forte. Ridete con me, vedrete che avventure vivremo……è semplicemente stupendo.

Dopo pochi mesi, tutti i bambini sono venuti a giocare con me. Sono i benvenuti. Io li tratto sempre bene, anche se i miei genitori mi guardano con sospetto. Dicono che i miei piccoli difetti prima o poi mi porteranno alla rovina. Io non mi curo di loro, o almeno faccio finta di non curarmene. Ci divertiamo, e solo questo conta. I bambini continuano a ridere, e i genitori cercano di trascinarli via, perché ormai si è fatto tardi. Arrivederci, bambini! Alla prossima volta!

Sono passati diversi anni dalla mia nascita. Ormai, i bambini si sono abituati a me e chiedono ai loro genitori se possono passarmi a trovare, ogni tanto. I loro genitori, all’inizio un po’ timorosi, adesso si fidano completamente di me e mi affidano i loro bimbi. E’ una gran bella responsabilità, ma io so mantenere le promesse. E, infatti, i bambini non si fanno mai male con me. So tenerli a bada. I miei genitori, però, iniziano a farmi paura. Cerco di evitarli, ma si avvicinano e io devo per forza ascoltare quello che dicono. Parlano di porre fine alla mia vita. Dicono che ormai l’inevitabile sta per accadere e che devono agire in fretta. Vogliono porre fine alla mia vita. Sempre per colpa dei miei piccoli difetti. Piango. Piango a lungo. Non posso evitare l’inevitabile. La mia vita è stata breve, ma io sono felice. Dicono che tra due giorni faranno quello che devono fare.  Ho poco tempo per salutare i miei adorati bambini, che fra poco non mi vedranno più.

Il giorno dopo, i bambini vengono da me. Mi accarezzano. Io li faccio giocare con me, quante volte desiderano, perché questo è un addio. Sono ignari di tutto quello che succede, e pensano che questo è un giorno come tanti. Li sollevo, li faccio volare, e loro ridono di felicità come sempre. Ma…..ma…..qualcosa sta andando storto……oh, no………come faccio……….no, non ora che ci sono i bambini………

Mentre li sto facendo giocare, mentre li sto sollevando, succede l’inevitabile. I miei piccoli difetti mi portano alla rovina. I miei muscoli si fermano, avverto una sensazione di congelamento, ho molto freddo. Sono incapace di muovermi, di farli scendere. I bimbi urlano. Strillano. Si dimenano. Cosa posso fare? Io vi aiuterei, ma sono bloccata! Le urla dei loro genitori mi trapanano i timpani. Accorrono disperati, i visi trasformati in una maschera grottesca. I bimbi sono troppo in alto per riuscire a prenderli. Cerco di abbassarmi. Non ci riesco. I miei genitori, mi guardano quasi beffardi. Ridono….di me….e non pensano ai bambini. Aiutateli!

Non mi vogliono bene. Non mi hanno mai voluto bene. Sono stata odiata. E’ terribile. Mi odiavano a causa dei miei piccoli difetti. Non riesco a sopportarlo. Li odio. Li odio. Li odio.

Due uomini, mandati dai miei genitori, finalmente accorrono a salvare i bambini. Sono giovani, mi pare abbiano tra i 20 e i 30 anni, ma sono più anziani di me. Salgono su una specie di piattaforma, che li alza fino a me, e si allungano verso i bambini. Sono alla mia altezza. Posso sentire i loro respiri affannosi, la loro tensione. Non sembra abbiano paura dell’altezza. Improvvisamente, capisco di poter di nuovo muovermi. I miei muscoli si sbloccano. I miei sentimenti di odio verso il mondo hanno la meglio sui sentimenti di amore per i bambini. Ho bisogno di una vendetta, ho bisogno di lasciare questo mondo in pace. I due ragazzi sono appoggiati a me, sulla loro piattaforma. Cercano di liberare i bambini. Avverto….avverto…..un lieve solletico….ah…..ahaha…….ahahahaaaha………….è insopportabile! I ragazzi hanno quasi liberato i bambini. Cari ragazzi, lo sapete che succede se mi abbasso? Ora mi abbasso…..si……mi abbasso. Con un cigolio sinistro, mi abbasso. La piattaforma si incastra sopra di me……si piega…..cigola…….non sembra reggere. Infatti in pochi attimi cede. I ragazzi precipitano ai miei piedi. Ah. Ah. Ah.

Luna Park Accident00:30

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