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Eccoli, li sento arrivare, accompagnati da rumori, versi agghiaccianti e lame affilate.

Attendiamo invano la morte, non possiamo vederli, né toccarli e né fuggire ma solo ascoltare quelle strazianti urla di dolore nei nostri compagni trafitti e squartati come carne da macello con crudeltà disumana da quelle grandi lame di freddo metallo.

Sento quel fracasso farsi ancora più forte e la terra sta iniziando a tremare, sento che sono vicini a me, hanno scelto me come prossima vittima, posso sentire la loro fredda saliva rossa scivolarmi sul corpo, come per marchiarmi per un qualche loro macabro rituale.

Inizio a sentire i loro freddi artigli metallici penetrarmi fino alle ossa, strofinando con forza e a gran velocità, procurandomi un taglio netto che mi fa perdere la stabilità e con due colpi di grazia finali ecco che mi sbattono per terra. Ormai privo di gambe e organi mi preparo ad essere ulteriormente macinato, per finire magari in un loro libro o in qualche mobile ricoperto di polvere.

Senza pietà, questi esseri non meritano pietà, prima o poi toccherà anche a loro e noi avremo la nostra vendetta quando saranno solo misera cenere tra le nostre radici.



Radici








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