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Report Incidente YersiniaModifica

SCP Coinvolto: SCP-047.

Descrizione: Il 30/01/2010 a circa 0.300 ore, il magazzino 047c (Sito-██ Lab 047b), contenente i campioni di batteri mutati da SCP-047, è stato compromesso dopo una simultanea e completa [DATO OMESSO] delle misure di sicurezza nella zona. Tre (3) campioni, per un totale di dodici (12), sono stati rubati. [DATO OMESSO] dal momento della rottura del contenimento iniziale, i focolai di uno dei ceppi batterici rubati, Propionibacterio 047-A, sono stati registrati a livello globale nelle comunità di dimensioni maggiori e con alta densità di popolazione. Seguono ulteriori informazioni sul materiale rubato, sulla diffusione, e sul contenimento.

Oggetto compromesso: Propionibacterio 047-A, Streptococco 047-C e Clostridio 047-A. Vedere SCP-047 per ulteriori informazioni.


Informazioni epidemie:

Primo focolaio: P-047-A, 27/02/2010, Siberia. Contenuto: vedere Rapporto d'incidente P047A-03-2010

Secondo focolaio: P-047-A, 30/03/2010, Territori del Nordovest (Canada). Contenuto: vedi Rapporto d'incidente P047A-04-2010

Terzo focolaio: P-047-A, 29/04/2010, South Australia. Contenuto: vedi Rapporto d'incidente P047A-05-2010

Quarto focolaio: P-047-A, 27/05/2010, Mato Grosso (Brasile). Si ritiene contenga: si veda la relazione Incidente P047A-06-2010. Attenzione: gli agenti in zona sono invitati a familiarizzare con i sintomi della P-047-A ed essere alla ricerca di possibile infezione.

Quinto focolaio: P-047-A, 26/06/2010, [CENSURATO], Iraq. Sito immediatamente cancellato da [DATO OMESSO] che si ritiene abbia contenuto l'infezione. L'accesso alla relazione del Report dell’Incidente negato senza un’autorizzazione O5.

Sesto focolaio: P-047-A, 26/07/2010, Camerun. Quarantena emanata. Sforzi per tenere traccia di civili in uscita in atto. Infezione non contenuta. Si veda la relazione incidente P047A-07-2010.

Settimo focolaio: P-047-A, 24/08/2010, Dalarna (Svezia). Quarantena emanata. Si ritiene contenuto. Si veda la relazione incidente P047A-08-2010. Attenzione: Gli agenti in zona sono invitati a familiarizzare con i sintomi della P-047-A ed essere alla ricerca di possibile infezione.

Ottavo focolaio: Non registrato. Si ritiene che abbia avuto luogo nella Corea del Nord. [DATO OMESSO] agenti con accesso governativo stanno tentando di accedere alle informazioni in parallelo, ma a causa di [DATO OMESSO] i servizi locali sono stati estremamente poco collaborativi. Stato del contenimento sconosciuto.

Nono focolaio: P-047-A, 23/10/2010, South Carolina (Stati Uniti d'America). Quarantena emanata. Sforzi per tenere traccia di civili in uscita principalmente attuati con successo. Un civile in un camioncino è creduto di avere [DATO OMESSO] Infezione non contenuta.


Risoluzione: Le relazioni da [DATO OMESSO] indicano l'assenza di altri focolai e ciò si ritiene probabile, ma gli agenti sono invitati a rimanere alla ricerca di scoppi di nuovi focolai dell’epidemia derivanti da civili non contenuti nelle regioni dei focolai precedenti, i quali possono continuare per gli anni a venire grazie alla sporulazione di P-047-A. Le indagini sulle cause del problema iniziale sono in atto. Chiunque abbia informazioni utili può contattare in forma anonima la sicurezza tramite il modulo allegato.

Report Incidente KAF-09Modifica

Personale coinvolto: Agente S █ █ █ █, agente F █ █ █

Data: █ █ / █ █ / █ █ █ █

Località: █ █ █ █ █ █ █, Austria


Descrizione: In seguito ai rapporti provenienti da attività anomale nella zona, gli agenti S █ █ █ █ e █ █ █ F sono stati spediti al comune di █ █ █ █ █ █ █, Austria. Al momento dell'arrivo, è emerso che un residente locale (█ █ █ █ █ █ █ █ █ █ █, un ex commesso viaggiatore)si era trasformato spontaneamente in un grande organismo simile a un insetto non identificato. Il soggetto ha un rigido, sebbene non impenetrabile, esoscheletro e mostra una segmentazione anatomica simile a quella di un artropode. In particolare, il soggetto sembra aver mantenuto la maggior parte delle capacità cognitive ed i ricordi della sua precedente forma umana. Il soggetto è capace di vocalizzare, tuttavia le sue vocalizzazioni sono state finora impossibile da tradurre in linguaggio riconoscibile; è stato teorizzato che il soggetto non possieda più la struttura orale e della laringe necessaria per produrre il linguaggio umano. Una mela è stata trovata nella parte dorsale dell'esoscheletro del soggetto (su indagine, è stato determinato che è il risultato di un episodio di violenza con il padre del soggetto), causando disturbo significativo. I ricercatori stanno lavorando per determinare se la mela può o non può essere rimossa senza causare ulteriori lesioni.

La famiglia del soggetto e diversi altri testimoni sono stati trattati con amnesici di classe B. L'organismo è attualmente in fase di contenimento, in attesa di classificazione. Il meccanismo con cui la sua metamorfosi si è verificata deve ancora essere determinato.

Dietro le QuinteModifica

Ah, bentrovato.

No, non si alzi. E metta giù quella pistola, non servirebbe a nulla. Non sono reale, come potrebbe spararmi?

… Ora ci siamo. Ecco, non è molto meglio così? Siamo fra amici. Guardi verso quella finestra, per favore. Oh, e sorrida. Così, da bravo.

Ha un'aria sorpresa, dottore. Si è dato alla pazza gioia con me, non è vero? Mi piace il suo stile, cade e subito ritorna alla carica! Un vero peccato che sia stato proprio questo a consentirmi di entrare. Bel divano. Non si alzi, farò come se fossi a casa mia. Come dice, dottore? Oh, no, non sono venuto qui per infliggerle qualche sorta di implacabile contrappasso. Davvero, non mi disturba che voi gente mi guardiate, vorrei solo che condivideste. Sa, è stato molto egoista tenermi lontano dai bambini in quel modo.

Ammetto di aver perso le staffe qualche tempo addietro, non è vero? Non si preoccupi, mi sono adeguato ai miei nuovi spettatori. Tutto sommato mi lasciate piuttosto spesso con i bambini. Qualcuno direbbe che siete dei mostri! Ma non io, io non vi giudico. Sono equo.

Haha, ma che sta scrivendo? Sono profondamente dispiaciuto, dottore, ma questa non è un'intervista. La butterò nel cestino. Ecco. Tutto si butta nel cestino, prima o poi. Lei butta nel cestino la sua preziosa intervista, i bambini buttano nel cestino le loro giovani testoline e perfino io ho dovuto buttare nel cestino qualcuno dei miei trucchetti. Oh, sì. È da un bel po' di tempo a questa parte che creo dei piccoli selvaggi, dottore. Metta giù la pistola.

Penso di aver cominciato dalle piccole cose, l'idea di dare fuoco a qualche stupido cavernicolo si è insinuata nella loro testa. I bambini non avevano proprio tempo per me allora, quindi passai allo stadio successivo. L'espediente del licantropo però, quella è stata una buona idea. I bambini ne mormoravano nell'oscurità, gli adulti arrivarono perfino a dipingermi! E a malapena mi ero dovuto sforzare di fare qualcosa!

Ma poi avete dovuto fare i furbi, non è così? All'improvviso tutte quelle superstizioni cominciarono a diradarsi, e io non ebbi più bambini da aiutare, niente più adulti da... beh, lo scoprirà presto. Nonostante tutto, c'era ancora un'ultima forma che mi era rimasta, un personaggio divertente che era ancora in grado di fare breccia nella mente di quei bambini e di plasmarli. Parlo, ovviamente, del Pagliaccio Bobble. Oh, non sia così cupo.

Sorridi. Sei in televisione!



In data ██/██/20██, sembra che le trasmissioni di SCP-993 siano cessate.

In data ██/██/20██, SCP-993 ha ricominciato a trasmettere regolarmente. Stiamo valutando la riclassificazione a Euclid.


Titolo dell'episodio: “Bobble è tornato!”

SCP-993 - Behind the Scenes03:30

SCP-993 - Behind the Scenes

SCP-993 - Dietro le Quinte

Contenuti:

L'ambientazione dell'episodio sembra essere l'ufficio del Dottor █████. Bobble appare nella stanza ed il Dottor █████ manifesta terrore, poi si rivolge verso lo spettatore e sorride. Successivamente Bobble ed il Dottor █████ sembrano conversare per quindici minuti, sebbene non sia possibile udire alcun dialogo. Al quindicesimo minuto, il Dottor █████ punta una pistola e fa fuoco contro Bobble, senza nessuna conseguenza. Infine, Bobble smembra e rimuove sistematicamente le estremità facciali del Dottor █████ usando un grosso coltello da macellaio. È possibile osservare segni di movimento da parte del Dottor █████ per la durata di tre minuti, alla fine dei quali scorrono i titoli di coda. Il fatto allarmante è che il Dottor █████ è scomparso senza lasciar traccia il giorno prima della trasmissione dell'episodio.

La Morte di Alto Clef. Modifica

Conosciuto anche come Agente Ukulele.

Conosciuto anche come Adam ben Yahweh.

Conosciuto anche come Lucifero, Primo dei Caduti.

Conosciuto anche come Quel Bastardo.





E poi il Sole si spense.

Nero bianco nero bianco nero bianco nero bianco nero bianco grigioModifica

Ieri,

ho visto tre uomini morire perché uno di loro ha starnutito in una stanza piena di sangue e merda e luce.


Oggi,

altri tre uomini sono entrati, scope economiche e la vita degli altri nelle proprie mani.


Ieri,

ho visto un uomo che ammiravo venire ucciso per aver lasciato una rosa ad una bambina la cui vita è stata sbrindellata da un trauma che non ha mai meritato.


Oggi,

lei non lo ricorda, e riesco a sentirla urlare tre piani più sotto.


Ieri,

ho visto un gruppo di soldati andare a combattere contro i corpi dei commilitoni morti prima di loro.


Oggi,

abbiamo testato un altro campione, questa volta su un bambino.


Ieri,

ho visto cinque uomini e donne venire fucilati in una fabbrica abbandonata di cui non frega niente a nessuno.


Oggi,

succede ancora e ancora. Ogni undici secondi. Per sempre.


Ieri,

ho visto un uomo sedersi comodamente su una confortevole poltrona, sorseggiando scotch e ridendo dopo aver semplicemente ordinato a una donna di smettere di respirare.


Oggi,

si è preso un giorno libero al lavoro per buona condotta.


Ieri,

ho visto centinaia di uomini e donne in tute arancioni venire ammassati come bestie dentro stanze vuote riempite poi con gas e fuoco.


Oggi,

altre centinaia sentono dirsi che hanno la possibilità di ottenere una pena più leggera, e una chance di servire il proprio paese.


Ieri,

ho visto il mondo rischiare di morire in migliaia di modi orribili. Qualche volta abbiamo avuto il tempo di gridare.


Oggi,

sono vivo per scriverlo. Vuoi un finale felice? Fottiti.

Sei vivo per leggerlo.

Dio ci aiuti tutti.


Secure. Contain. Protect.

173Modifica

Lui si erge

re

sopra tutto quello che abbia mai desiderato; un angolo ombroso

in una cella fetida.

La vita

non è nulla per la pietra.

Le montagne vengono erose.

Le colline crollano.

Per lui, sono come sospiri, gli uomini

i cui occhi

li hanno

traditi.

Marciume si sparge dai suoi piedi,

disgustoso, aspro,

facendo lacrimare molto più velocemente

occhi impreparati,

pietra.

Alla pietra non importa nulla della vita,

e a questa pietra importa ancora meno,

tranne che per la breve,

tenue,

delicata,

erosione

dello snap di osso in osso.

Abbandonate ogni speranza, o voi ch'intrate.

Alla pietra non importa.

Non battere gli occhi.

Storie di Mr. Collector, Capitolo 1. Mr. HeadlessModifica

Ohmerdaohmerdaohmerdaohmerda.

Mi chiamo Jeremy Adams e ho 22 anni e sono inseguito da un mostro. Non so cosa sta succedendo. Non so come sia possibile o cosa devo fare. La cosa non vuole fermarsi. Sto correndo da - oh dio- solo 15 minuti. Sembra infinita. Sono esausto e non vuole fermarsi.

Non ho fatto nulla di male. Ho visto solo questo tizio nella metropolitana. È notte, eravamo le uniche persone nell'auto. Era strano, un po' grigio e con uno sguardo vitreo, il che era strano perché dal colore delle sue mani pensavo fosse indiano o nero o altro. Ci siamo fermati allo stesso segnale di stop e forse non guardavo dove andavo perché lo tamponai e la sua testa volò via. Voglio dire, non succedono cose del genere. E poi lui si alza e mi insegue. Non... non... può succedere.

Come fa a seguire? Non ha occhi. Un'altra porta chiusa. No! C'è qualcuno che non ha chiuso la porta a chiave stasera? Vi prego, devo fuggire da questa cosa e come ha fatto a raggiungermi? Merdamerdamerda Cassonetto. Ne afferro uno e lo lancio contro il suo petto, facendolo collassare. Non voglio vedere se è atterra prima di correre.

Grazie adrenalina.

Come può questa stradina essere un vicolo cieco? Non può, devo fuggire. Non è molto lontano! Muri, muri, dannazione. Troppo alto e troppo liscio e mi ha trovato. Qualcosa in giro? No, non posso combattere ma provo a colpirlo con un pugno ed è forte e non ha senso e ha un coltello nella mano e



Molto, molto meglio. Era difficile ascoltare con quella vecchia alla fine. Ma questa è buona. Giovane, in salute, mi durerà per settimane. Daltonico, ma non puoi avere tutto. E vediamo un po'... Ragionevolmente luminoso, troppo. Spero solo di non arrivare troppo fuori strada per ottenerla. Mr. Redd, sto venendo a prenderti. Non vedo l'ora di scoprire quali meravigliosi segreti nasconde la tua testa.

Mercoledì - Capitolo 1Modifica

Iniziò tutto il 5 Gennaio, verso le 9 del mattino.

La signorina Foster ci stava spiegando la scomposizione dei polinomi in fattori, ed ero esausta. Volevo disperatamente tornare a letto a dormire: troppo presto dopo le vacanze di Natale per riniziare a pensare alla matematica. Guardai fuori dalla finestra, la nebbia era tanto densa che mi sembrava di guardare attraverso un bicchiere di latte. Il sole non l'aveva ancora diradata.

Poco prima di distogliere lo sguardo, le finestre esplosero in una raffica di schegge di vetro. Sentii la signorina Foster urlare: era caduta. I miei compagni fecero lo stesso, uno dopo l'altro. Sentii il mio sonno centuplicarsi, e provai a combatterlo per rimanere sveglia, in piedi, ma era troppo forte e crollai anche io. L'aria luccicava, non stavo sognando.

Da quanto ne so, sono stata la seconda a svegliarsi. Il primo fu Cyrus, un ragazzo tranquillo che sedeva dietro di me nell'ultima fila. Mi alzai e diedi una scorsa agli altri. Cyrus era vicino alla finestra rotta, stava spazzando via il vetro, e per un attimo vidi i palmi delle sue mani, lacerati per i suoi sforzi.

Lo raggiunsi dopo aver superato i miei compagni ancora addormentati. "Cos'è successo?"

Ha alzato le spalle.

"Vieni", ha detto. "Guarda fuori."

Lo feci.

"Io non vedo niente..."

"Neanche io."

Poi raccolse un pezzo di vetro da terra.

"Guarda."

Lo lasciò cadere fuori dalla finestra. Osservai il frammento di vetro precipitare. Continuò ad andare, e andare, e andare, trasformandosi in uno spillo prima di sparire del tutto.

Gli altri ragazzi hanno iniziato a svegliarsi. La signorina Foster è stata l'ultima.

"Signorina F.," ho detto. Mi sono fermata lì, non sapendo cosa dire. Fece un passo cautamente sopra i frammenti di vetro e guardò fuori dalla finestra. Non parlava, si limitò a guardare là fuori, stringendo la sua presa sul vetro dentellato ancora bloccato all'infisso della finestra.

Lasciai l'aula, con un vuoto dentro e la visione periferica limitata, ma allo stesso tempo ero lucida; ogni suono, il respiro e i passi mi parevano amplificati, ogni fibra del tappeto e ogni graffio sulle pareti ingigantiti. Corsi giù per il corridoio e le scale, poi attraverso un altro corridoio fino a quando non raggiunsi il portone principale della scola. Sembrava enorme, e io così piccola, la aprii, le mie mani sembravano così lontane da me.

Sotto di me c'era un dirupo, come un burrone. La parte più profonda si perdeva tra la nebbia.

"Penso di star sognando." dissi.

"È tutto un sogno." ripetei.

"Si è chiaro, STO SOGNANDO!" dissi, urlando l'ultima frase. La mia voce si dissolse nell'aria, senza produrre l'eco, e non mi svegliai.

Sono tornata in classe. Cyrus era seduto accanto alla porta a leggere la Bibbia. Gli altri erano nel caos delle loro reazioni: alcune ragazze piangevano in un angolo, altri ragazzi invece restavano impassibili, altri ancora lasciavano cadere oggetti a caso dalla finestra per guardarli cadere.

"Trovato qualcosa?" mi chiese Cyrus.

"Vieni a vedere», risposi, indicando il fondo del corridoio.

Ormai alcuni ragazzini avevano cominciato a raggrupparsi attorno al portone. Facemmo a gomitate per arrivare in prima fila.

"Sto sognando!", ha detto una ragazza accanto a me con molta naturalezza. "Guarda, posso volare!"

Saltò dalla porta, ignorando le urla dei suoi compagni di classe. Quella fu l'ultima volta che la vidi.

Mercoledì - Capitolo 2Modifica

Mi nascosi nel locale caldaia, quando iniziò il panico. Volevo dormire un po', ma mi svegliavo ogni qual volta che qualcuno cercava di aprire la porta. Mi sarebbe piaciuto tenerla chiusa fino a quando non avessero rinunciato ad aprirla, e sarei voluta tornare a dormire, e ricominciare da capo. Oh Dio, quanto mi sarebbe piaciuto andare a pisciare, ma non sapevo da quanto tempo ero lì. Lasciai quel posto solo perché volevo qualcosa da mangiare.

L'altra metà della scuola era sparita nel nulla, tagliata in modo netto come se un coltello da cucina gigante l'avesse tritata via. Con essa, la metà dello spogliatoio delle ragazze, uno dei laboratori scientifici, la parete di fondo della palestra, la maggior parte degli studenti del secondo anno e dei senior, e un pezzo consistente della biblioteca. Lo notai solo perché controllai la biblioteca per vedere se ci fosse qualcuno che conoscevo dentro, ma un sacco delle persone che più mi stavano a cuore era sparito. Era vuota tranne che per una delle assistenti della biblioteca, rannicchiata accanto a una libreria. Me ne andai.

Attraversare la Sala Grande sulla strada per la mensa è stata la più lunga corsa che abbia mai intrapreso. Inizialmente stavo solo camminando, ma cominciai a correre quando sentii urlare da dentro un'aula. Diedi un'occhiata a una delle classi d'inglese dei senior: la signorina Ladia cercava di tenerli a bada. Un gruppo di essi le si avventò contro in massa, la violentarono lasciando una pozza di sangue attorno a lei.

Poi si accorsero di me.

Mi misi a correre; li sentivo dietro di me, e giuro che corsi per ore, squarciando l'aria spessa come l'acqua, mentre mi riempivano di insulti e tentavano di afferrarmi per le braccia, ma riuscii a scappare grazie all'adrenalina. Ogni volta che battevo le palpebre la porta della caffetteria sembrava sempre più lontana, mentre la folla alle mie spalle sembrava più vicina. Quindi urlai contro di essa: "no, no!", ma non mi capiva, non era più umana. Caddi una volta raggiunta la porta, che barricai con tutte le mie forze. Ero resistente appena quanto un fiammifero, e ci volle ben poco perché in due o tre o dieci riuscissero ad aprire la porta e buttarmi a terra. Volti indistinti riempiono i miei ricordi, finché qualcosa non ha afferrato il mio polso.

"Andiamo!" mi disse il mio rapitore, praticamente trascinandomi in cucina. Urlai anche a lui prima di capire chi fosse.

Presi un profondo respiro e guardai dappertutto. Riconobbi i lavoratori della caffetteria, tutti sdraiati a terra con grandi rosse ferite nei loro stomaci, e Cyrus, che chiudeva la porta.

"Che cosa sta succedendo?" Ho detto, con lo sguardo fisso sui lavoratori della cucina. "Hai... hai fatto tu tutto questo?"

Si sedette sul pavimento, massaggiandosi la fronte. "No. Ho appena preso le chiavi" fece un cenno in direzione della porta, indicando la folla, "prima che arrivassero al cibo".

"Cibo..." mormorai. "Ne è rimasto un po'?"

"Si, prendi quello che vuoi."

Superai gli impiegati della cucina, dirigendomi verso il grande frigorifero industriale al centro della sala. Non c'era molta varietà negli alimenti a scuola, e ho il sospetto che sarà così fino alla fine dell'umanità, ma avevo così sete che presi la prima cosa potabile che ebbi a tiro.

"Così", ha detto Cyrus alzando la voce un po' sopra il putiferio della caffetteria, "dove ti eri nascosta? Sono passati quasi tre giorni dall'ultima volta che ti ho vista."

"Nel locale caldaia," risposi dopo aver bevuto un cartone di latte al cioccolato, mangiato una confezione di burritos, e un biscotto. "E 'davvero angusto e puzza di muffa, ma nessuno ci ha mai guardato dentro..."

Restammo in silenzio per un po'. Cyrus sembrava assolutamente esausto, dato che era stato sveglio tutta la notte da solo a fare la guardia al nostro cibo. Aveva un coltello in una mano e un paio di chiavi nell'altra.

"Dove sono tutti gli insegnanti?" Dissi rompendo il silenzio.

Alzò le spalle. "Alcuni di loro sono morti. Altri scomparsi." Fece una pausa, assorto nei suoi pensieri, fissando il soffitto. "Ho visto uno di loro saltare nel burrone. Quel nuovo insegnante di scienze, mi pare."

Capii subito di chi parlava, era quello che teneva un boa constrictor in una vasca nella sua aula. Mentre il signor Darrick era probabilmente morto, mi sono chiesta se il serpente stava bene.

"Penso di aver visto la signorina Ladia morire", dissi. La mia voce suonava vuota, non avevo realizzato ancora ciò che era successo. "Sono stati quei ragazzi che mi stavano inseguendo. Avrei dovuto fare qualcosa."

Altro silenzio.

"Ti chiami Mercoledì, giusto?"

Annuii, e stavo per chiedergli se Cyrus era davvero il suo nome o se ricordassi male, quando qualcosa sbatté con forza la porta della cucina.

Mercoledì - Capitolo 3Modifica

Quasi gridai al tonfo improvviso. Cyrus spalancò la piccola finestra della cucina e mi spinse nell'armadio sotto il lavandino.

"Cosa stai fac..."

"Shh", ha detto, chiudendo l'armadio. Ho sentito dei passi e un'altra chiusura d'armadio.

Passò molto tempo prima che il tonfo lasciasse il posto al terribile suono di vetro infranto sul pavimento, seguito subito da grida e passi. Potevo vedere i piedi dei mostri attraverso la piccola fessura tra le ante dell'armadio, e trattenni il respiro per paura che potessero scoprire il mio nascondiglio.

Li sentii aprire la dispensa e parlare tra loro.

"Quella deve essere stata sventrata da questi ragazzi", ha detto uno di loro incredulo, probabilmente riferendosi a un'impiegata della cucina morta. Lui ridacchiò. "Puttana".

"E poi sono morti, forse" disse un altro. Aprirono l'anta del frigo, la dispensa, uno di loro fece scendere acqua dal lavello presumibilmente per un bicchiere d'acqua. La maggior parte di loro se ne andò, mentre quelli rimasti raccolsero tutto il cibo che riuscivano a trovare nella stanza

Aprirono il primo armadio, poi il secondo, ma non il terzo, dove Cyrus era nascosto. Ho scosso le porte del mio armadio delicatamente. Chiunque fosse ancora là fuori si fermò e se ne andò. Non si sentiva più alcun fruscio di abiti contro la pelle o il tonfo di scarpe sulle piastrelle. Si aprì lentamente l'armadio accanto al mio.

Cyrus spalancò il mio armadio. "Hanno rotto la porta" sussurrò.

"È quello il rumore che abbiamo sentito?"

"Già. Andiamo. Non è sicuro qui."

Esisteva forse un posto dove poter stare al sicuro? Non credo. Abbiamo esaminato i resti della porta. La maniglia sembrava essere stata colpita con qualcosa di pesante. Dovevo ricordarmi di stare lontana da chiunque portasse cose pesanti nel caso in cui le usassero per sfondarmi così come hanno fatto per il legno di balsa della porta.

La caffetteria era deserta, così come il corridoio, ma abbiamo comunque deviato verso il laboratorio al secondo piano per ogni evenienza.

Quasi la metà del laboratorio era scomparso mentre dormivamo. Con mio grande sollievo, il serpente della classe del signor Darrick, Rob, era ancora vivo e dormiva nella sua teca, anche se era un po' troppo vicino al bordo. Lo tirai fuori e lo avvolsi nelle mie spalle. Si dibatteva un po', ma ben presto si calmò e tornò a dormire, con la testa nella cappa mia giacca. Ho osservato la nebbia sul bordo del laboratorio. Mi sentivo come se fossi morta; mi sembrò di cadere nel nulla più profondo e di tanto in tanto vedevo la scuola e volavo oltre, mentre cadendo e attraversando l'aria velocemente, la parte inferiore del dirupo si dissolveva nella nebbia. Poi la scuola apparve di nuovo. E 'stato stupido, naturalmente, eravamo ancora sulla Terra. Se non lo fossimo, non saremmo stati in grado di respirare.

"Siamo ancora sulla Terra", ho detto, voltandomi a guardare Cyrus, "o no?"

Alzò le spalle e si grattò la nuca con il coltello a serramanico.

"Troveremo un modo per scendere, giusto?" Ho detto. "Andrà tutto bene?"

"Non lo so".


Trascrizione del seminario del Dr. ClefModifica

I Dominatori Della Realtà E Tu: Come Sopravvivere Quando L'Esistenza Non Lo Fa.


"Buon pomeriggio a tutti. Sedetevi pure. Prendetevi un caffè e un muffin. Inoltre, un piccolo promemoria: nelle Stanze dei Seminari le armi sono proibite. Per favore, assicuratevi di aver consegnato le vostre armi al banco della reception. Lo so, sono tutte stronzate, ma l’ultima cosa di cui ho bisogno è un O5 che si lamenta perché qualcuno di voi andava in giro per la Zona Blu con il suo pezzo. Tutti a posto? Perfetto."

"Il seminario di oggi riguarda dei soggetti che mi sono molto cari: i Dominatori della Realtà. Livello Verde. Mary Sue, Folletti, Fatine, Maghi, Dei, Demoni, Osservatori Esterni, chiamateli come volete, questi sono gli esseri che possono cambiare la realtà basata su percezione e forza di volontà. Ho fatto carriera sia contenendo che uccidendo questi tipi. Voi siete qui per ottenere la certificazione per fare la stessa cosa."

"Volete conoscere il mio segreto? Ci arriveremo più tardi. Prima di tutto, voglio che diate un’occhiata alle porte di questa stanza. Notate qualcosa di strano a riguardo? Guardate ancora. Quali porte?"

"Sì, le porte sono sparite. Guardatele più da vicino se volete. Toccatele. Non sono lì. Le porte sono letteralmente scomparse. Ma è okay, giusto? Potete sempre uscire dalle finestre se volete. Se non fosse per un piccolo problema: non ci sono nemmeno le finestre in questa stanza. Tutte le finestre sono sparite. Non c’è niente tranne quattro pareti bianche, un soffitto, e un pavimento. Nessuna via d’uscita. Ma come avete fatto a entrare?"

"State iniziando ad andare un po’ fuori di testa? Non preoccupatevi, e fate un respiro profondo. Andrà tutto bene. È solo un piccolo cambiamento nell’impostazione della stanza. Non sta succedendo niente di peggio. Voglio dire, potrebbe essere peggiore, no? Per lo meno siete al sicuro qui. Non è che i banchi stanno prendendo vita per uccidervi, no? Oh, un momento, sì, lo stanno facendo. I FOTTUTI BANCHI VI UCCIDERANNO."

"Che cosa farete? COME SOPRAVVIVERETE? LA DANNATA STANZA È VIVA E VI MANGERÀ. ATTENTI A QUEI FOTTUTI BANCHI, HANNO I DENTI. TOGLIETEVI DA LI’ ORA, CAZZO. VOLETE VIVERE? DOVRETE COMBATTERE! NON CERCATE DI NEGARLO, FIGLI DI PUTTANA, QUESTO È VERO, QUESTO È REALE. STA SUCCEDENDO. QUESTA È UNA DOMINAZIONE DELLA REALTÀ, E VOI MORIRETE A MENO CHE NON SIATE IN GRADO DI COMBATTERLA ORA!"

"Oh, vedo, un vero DURO, eh? Che cosa cazzo farai con quella 9mm? Pensi che quella pistola possa davvero fare qualcosa? Contro un DOMINATORE DELLA REALTÀ!? Posso trasformare i tuoi dannati proiettili in sabbia. Posso trasformare i tuoi occhi in gelatina. Posso trasformare la tua PISTOLA in una fottutissima BAGUETTE, ora METTI GIÙ QUELLA MALEDETTA PISTOLA DEL CAZZO E SDRAIATI SUL PAVIMENTO, TESTA DI CAZZO. IO SONO UN DIO VIVENTE, E VOI NON SIETE NIENT’ALTRO CHE FOTTUTI INSETTI!"

"Che cosa voglio? CHE COSA VOGLIO!? Che cosa cazzo posso volere da un fottuto ritardato come te? Io non voglio NULLA che tu mi possa dare tranne essere il mio giocattolo. E questo è TUTTO ciò che voi fottuti stronzi sarete! Non sarete altro che ninnoli di fronte a questo Dio-Re, per tutta l’eternità. Non c’è ALCUNA via di scampo, non c’è ALCUNA tregua. Voi VIVRETE quando dirò VIVETE, voi MORIRETE solo se lo permetterò. NON C’È NIENT’ALTRO CHE LA MIA IMMAGINAZIONE, E VOI SIETE TUTTI SUE INVENZIONI!!!"

"…"

"… va bene, accendete le luci. Inspirate ed espirate profondamente tutti. Inspirate, espirate. Inspirate, espirate… vi sentite meglio ora? Lasciate che vi dica cos’è appena successo."

"Ciascuno di voi ha appena avuto una brutta allucinazione. Tutto il cibo su quella tavola là dietro era cosparso di un potente allucinogeno. È la mia ricetta personale. Oltre alle allucinazioni, rende le persone più suscettibili alle suggestioni. Combinato con un po’ di semplice ipnosi e alcuni effetti speciali, il risultato finale è la rappresentazione più fedele che possiamo creare di un attacco da parte di un Dominatore della Realtà. Lo staff di supporto sta pompando un antidoto attraverso le prese d’aria mentre parliamo. Vi sentirete di merda tra qualche momento. Troverete dei sacchetti sotto le vostre sedie. Prendetevi un momento per tirare fuori tutto."

"Voglio che riflettiate su quel momento in cui avete capito cosa stava succedendo. Ricordate quella sensazione di impotenza? Ricordate cosa vi ha fatto provare il realizzare che la realtà non esisteva più, e voi non eravate altro che giocattoli per una volontà ostile che controllava TUTTO?"

"Ricordatelo. E aggrappatevici la prima volta che starete per combattere contro un Dominatore della Realtà. Se mai penserete che, forse, è possibile contenerli? O forse, che potete ragionare con loro? Ricordate cosa avete provato quando vi stavate cagando addosso e nulla era reale."


"E uccidete quel figlio di puttana prima ancora che si accorga che siete lì."


"Siete tutti certificati ora. Potete andare."


Il Diario di J████ S████, Assistente.Modifica

Dal diario personale di J████ S████, assistente.


I Gennaio 1936

È la quarta volta che arrivo in ritardo a lavoro questa settimana. Dr.Callahan ha detto che se continuerò a farlo prenderà provvedimenti.

20 Febbraio 1936

Dr.Callahan mi ha decurtato lo stipendio a causa dei miei continui "ritardi ingiustificati". Mi ha preso in disparte e a bassa voce mi ha detto che anche se sembro un ragazzo promettente, ho bisogno di imparare a gestire meglio il mio tempo.

28 Marzo 1936

Oggi mi è arrivata una triste notizia. È morto mio zio Bertrand... mi ha lasciato un orologio da tasca; forse questo mi aiuterà a smettere di collezionare rimproveri! Mia nonna mi raccontava sempre una vecchia storia a proposito: a quanto pare, esso ha il potere di far arrivare puntuale chiunque lo possegga, e niente al mondo riuscirebbe a impedirgli di arrivare in ritardo! Probabilmente il mio prozio era il miglior postino d'America, se finiva davvero i suoi giri in tempo.

2 Aprile 1936

Huh, però! Da quando ho ereditato quest'orologio, non sono più arrivato tardi a lavoro e Dr.Callahan ha riniziato a pagarmi. Mi ha davvero aiutato!

20 Luglio 1936

Questo orologio è fantastico! Sembra che mi stia dando la stessa fortuna che ha dato al resto della mia famiglia. Sembra che il mio pro-pro-zio fosse uno dei manutentori del Big Ben. Durante la sua vita ha sempre lavorato lì, e non è mai arrivato in ritardo; il Big Ben non ha mai perso nemmeno un secondo. Speriamo che la fortuna resti, perché non posso permettermi ulteriori ammonizioni.

2 Agosto 1936

Oggi il Dr. Callahan era 5 minuti in ritardo. Non so come mai io l'abbia notato, ma ha catturato la mia attenzione. Peccato che non abbia un orologio come il mio.

2 Settembre 1936

Ho fatto un piccolo esperimento. Ho deliberatamente spento la sveglia e scollegato i cavi della batteria della mia macchina. La mattina, mi sono svegliato naturalmente alla solita ora, ed ho proseguito con la mia solita routine. Quando sono uscito fuori e "scoperto" che la mia macchina non partiva, un mio collega è passato davanti a casa chiedendomi se volessi un passaggio. Dopo aver accettato, gli ho chiesto cosa ci facesse da queste parti e mi ha detto che di solito non prendeva questa strada, ma un incidente stradale sul suo percorso abituale lo aveva costretto a passare di qui.

13 Settembre 1936

Non l'avevo mai notato prima, ma tutti gli orologi di casa mia non funzionano bene. Non importa quante volte li abbia reimpostati, vanno sempre un po' troppo avanti o indietro. Sta diventando frustrante. Se il mio orologio da tasca può indicare il tempo perfetto, perché loro non possono? Bene, oggi era il mio giorno libero, così li ho presi tutti e riassemblati facendo alcune modifiche. In questo modo dovrebbero tenere il tempo quasi alla perfezione.

22 Dicembre 1937

Dr. Callahan è arrivato 2 minuti in ritardo anche oggi: è la terza volta questa settimana! Lo so che è il mio superiore, ma se continua così, credo che gli andrò a parlare in privato. Capo o no, sono dell'idea che debba imparare a gestire meglio il suo tempo.

29 Agosto 1937

Oggi dovevo incontrarmi con i miei amici in un pub. L'appuntamento era stato fissato per le 6. Sai a che ora è arrivato uno di loro? Alle 6 ed 1 minuto. Alle 6 ed 1 minuto! Ma avrà bene in testa il concetto di tempo oppure è così arrogante da pensare che per lui non valga? Ad ogni modo, ho smesso di parlarci. Se lui non si prende la briga di arrivare in orario come deciso, perché io dovrei prendermi la briga di parlare con lui?

4 lug 1938

Dr. Callahan l'ha fatto di nuovo. Nonostante ci abbia parlato numerose volte, continua ad arrivare 30 secondi in ritardo! Non riesco a lavorare sotto le dipendenze di un uomo che non riesce rispettare la puntualità ed il tempo. Ho chiesto un trasferimento. Forse il mio nuovo capo sarà fare di meglio.

1 Giugno 1940

Ho dovuto sbarazzarmi di tutti gli altri orologi che avevo in casa. Anche dopo le mie ampie (e col senno di poi, abbondanti) modifiche, risultano ancora sballati di qualche secondo. Non è servito a niente l'impegno di questi giorni? Solo il mio orologio segna l'ora esatta.

27 Agosto 1941

Oh Dio, dov'è finito? Ho perso l'orologio!

28 Agosto 1941

Non riesco ancora a trovarlo. Ieri è stato un disastro. 1 minuto in ritardo prima di arrivare a lavoro, 2 per il pranzo, 3 dopo la chiusura della sala mensa. Io... io non posso continuare così. Non posso arrivare in ritardo. NON POSSO ARRIVARE IN RITARDO!

29 Agosto 1941

Devo trovare l'orologio! Sto cominciando ad avere incidenti di ogni genere. Per esempio, sulla strada per andare a lavoro mi capita spesso di urtare contro dei borseggiatori, o arrivare in una stanza appena in tempo per beccarmi una tazza di caffè addosso a causa di qualche idiota sbadato. Niente che non riesca a non farmi arrivare in ritardo. Scattano gli allarmi, la gente viene assalita, le auto si schiantano, gli incidenti si verificano di continuo, e tutto questo mi impedisce di arrivare in orario! Troverò l'orologio, costi quel che costi.

30 Agosto 1941

La gravità degli incidenti sta notevolmente aumentando. Esco da casa appena in tempo perché mi passi una macchina vicinissima ai piedi, arrivo a lavoro nello stesso istante in cui si verifica una falla in qualche procedura di contenimento. Di questo passo, sarò morto entro il fine settimana.

31 Agosto 1941

Finalmente l'ho trovato... Dopo questi giorni di panico, mi sono accorto che era semplicemente caduto dietro il comò. Non succederà più'. E 'così bello riuscire ad arrivare in orario di nuovo. Se non altro, arrivare in ritardo ultimamente, ha accresciuto in me il disappunto che provo quando gli altri fanno lo stesso.

29 Febbraio 1943

Non è possibile! Amici, familiari, colleghi di lavoro. Nessuno di loro riesce ad arrivare in tempo! Anche il mio cosiddetto "capo" si presenta almeno 15 millisecondi in ritardo. 15 millisecondi! Ma c'è qualcuno su questo pianeta che abbia rispetto per la puntualità?

8 Ottobre 1945

Ovunque io mi volga, vedo ritardo. I cuori battono in ritardo. Le palpebre sbattono diversi nanosecondi troppo lentamente. Le persone rispondono troppo piano mentre parlano... Sta diventando sempre più difficile da tollerare.

13 Gennaio 1946

Non ce la faccio più. Medici, assistenti, parenti, amici, gente comune. Nessuno di loro riesce ad arrivare in tempo. Ma è chiedere troppo?


Ho preso decisione.

Non si può vivere in un mondo dove esiste questo genere di orrore!

A mezzanotte precisa, mi sparo alla testa.

Forse nell'aldilà la gente riuscirà ad arrivare in orario.

E così ho aspettato la mezzanotte. Né un picosecondo prima, né un picosecondo dopo.

Dopo tutto, non sono nulla se non puntuale.

J █ █ █ █ S █ █ █ █


... l'uomo migliore e più saggio che abbia mai conosciuto.Modifica

Un possibile futuro…


Jack Bright passò oltre l’olo-segnale "Chiuso ai visitatori" e salì sulle lucide scale di carbonato, camminando fino alla monorotaia. C’era una macchina ad aspettarlo. Un grande pulsante rosso sul pannello di controllo recitava "Premere qui".

Lui lo fece, e l’argenteo ed elegante mezzo di trasporto si mise silenziosamente in moto sul lato della montagna. La vista fuori dai finestrini di vetro-diamante era spettacolare: le tonalità vermiglie del sole morente si riflettevano sulle sottili linee dell’elevatore orbitale collegato a Sunlight One, la prima piattaforma di lancio permanente per le colonie dello spazio profondo. Uno zeppelin passò come un fantasma dietro il versante della montagna, uno dei nuovi modelli superpesanti in grado di trasportare duemila passeggeri attraverso l’Atlantico nel comfort più totale. Era l’alba di una nuova era.

Ma era il passato che era andato a incontrare, non il futuro.

Scese dalla monorotaia, quindi seguì le istruzioni ricevute tramite e-mail e seguì il passo montano tra i picchi, fino a dove una cascata precipitava in un chiaro laghetto alpino. C’era un vecchio in piedi su una piattaforma prospiciente la cascata, che guardava una targa d’ottone ora racchiusa in una custodia di vetro-diamante per proteggerla dagli elementi. I suoi capelli erano bianchi, la schiena incurvata a causa dell’età, ma gli occhi che si girarono per salutare Jack erano ancora acuti e intelligenti come il primo giorno che si incontrarono.

"Ciao, Alto" disse Jack.

"Alto… Alto Clef. Ecco un nome che non avevo sentito per un bel pezzo." Disse beffardo Clef. Rise, una lunga, dura risata, e poi tossì con forza dentro a un fazzoletto. Il candido panno si macchiò di sangue. "Nuovo corpo? Ti sta bene."

Jack annuì in risposta, poi si affiancò al suo vecchio amico. Guardò la placca. "In questo luogo spaventoso, Sherlock Holmes vinse il Professor Moriarty, il 4 Maggio 1891.", recitava.

"Divertente, huh? Quell’uomo non è mai nemmeno esistito, e hanno messo un memoriale in suo onore. Cascate di Reichenbach, l’ambientazione dell’ultimo grande canto del cigno di Sir Arthur Conan Doyle. L’ultima storia di Sherlock Holmes… finché i suoi fan e i suoi editori non gli hanno fatto scrivere altre storie, quei cazzoni lamentosi." Indicò la turbinante acqua bianca, molto più in basso. "Immagina, Holmes e Moriarty, il maestro detective e il Napoleone del crimine, lottando fino all’ultimo respiro, afferrandosi e colpendosi mentre precipitavano verso il loro destino. Una fine adatta a due grandi uomini."

"E questo dovrebbe significare qualcosa?", chiese Bright. Mise la mano nella tasca del cappotto, toccando la pistola di piccolo calibro che vi aveva nascosto. La nota diceva di venire disarmato, ma lui non era sopravvissuto così a lungo comportandosi da stupido.

Clef mise la mano nella tasca del cappotto, vi estrasse un pezzo di sporca carta rosa e lo passò a Jack. L’uomo più giovane lo lesse con attenzione, poi annuì. "Quanto tempo ti resta?"

"Due mesi al massimo", disse Clef.

"Abbiamo ancora parecchie dosi di Cinquecento" disse Jack. "Potrei fare in modo che una andasse perduta e recuperata dal GOC. Come favore a un vecchio amico."

"Non penso", replicò duramente Clef. "Arriva un momento in cui un uomo realizza che è ora di morire. Per me… questa realizzazione è arrivata settimana scorsa, quando mi è arrivato il rapporto su come quel giovane Kroger abbia abbattuto un Tipo Verde di Livello 4 da solo. L’ha abbattuto in un modo a cui io non avrei mai pensato: intelligentissimo. Quel ragazzo non era neanche nato quando ho iniziato questo lavoro. E poi mi ha colpito: ho fatto tutto ciò che potevo. Tutto ciò che posso fare d’ora in poi è occupare spazio e intralciare i giovani che porteranno avanti il lavoro." Sorrise. "Quindi, tempo di morire."

"Percepisco… un’accusa personale… in queste parole." replicò lentamente Bright.

"Sì." disse Clef.

"Tu pensi che io, essendo immortale, tratterrò la Fondazione, impedendole di andare avanti."

"Sono impaurito" disse Clef, "dalle implicazioni del fatto che uno dei più potenti e influenti membri della Fondazione è lui stesso un SCP. Io temo che… non oggi… non fra un centinaio d’anni… ma un giorno, avrai vissuto talmente a lungo e sarai diventato talmente strano da non essere più umano. E per allora, tu potresti essere diventato troppo potente per essere fermato. Quindi, questa minaccia deve essere estirpata alla radice ora."

"E se non diventassi mai una minaccia?"

"Lo farai" replicò fermamente Clef. "Nessuno che può vivere a lungo come tu farai può restare umano."

"Quindi sei venuto per cercare di uccidermi." concluse Jack Bright.

"Sono venuto per ucciderti," lo corresse Clef. "Non per provarci."

"E come progetti di farlo? Hanno provato a uccidermi per più di cento anni. Penso che nemmeno tu abbia trovato un modo."

"Non io. È stato Kroger." Clef sorrise. "Come ho detto, quel ragazzo è intelligentissimo."

"Capisco… e il tuo piano?"

Clef glielo disse. Gli spiegò, passo dopo passo, il piano di Kroger per uccidere Jack Bright. Non tralasciò alcun dettaglio. Gli disse esattamente come e perché avrebbe funzionato, perché il piano era a prova di idiota, e alla fine, Bright dovette ammettere che Clef aveva ragione. Quel piano avrebbe funzionato. L’avrebbe ucciso.

"È un buon piano," disse. "Ma c’è un problema."

"E quale sareb-"

Prima che Clef potesse finire la frase, Bright estrasse la pistola e gli sparò, due colpi nel petto, uno in testa. Un perfetto Mozambico.

Il vecchio si accasciò e crollò dal ripiano nell’acqua. Jack rimise la pistola nel cappotto. "Addio, Alto." disse. Si girò e camminò fino alla monorotaia, asciugandosi la faccia. Era di certo acqua della cascata, ma nonostante le Cascate di Reichenbach fossero d’acqua dolce, sapeva comunque un po’ di sale.

Era sulla sua strada giù per la monorotaia quando le implicazioni delle parole di Clef lo colpirono.

"Non sono stato io. È stato Kroger."

Qualcun’altro sapeva come uccidere Jack Bright.

Questa realizzazione improvvisa gelò il suo cuore preso in prestito. Afferrò strettamente il bracciolo del sedile della monorotaia, fino a farsi sbiancare le nocche.

No… non solo qualcun altro. Se lo sapeva Clef, possibilmente l'intero GOC sapeva come uccidere Jack Bright. Un’organizzazione estesa in tutto il mondo, formata da migliaia di piccole celle, più organizzata di Al Qaeda, dedicata a trovarlo e a ucciderlo…

Improvvisamente fu consapevole di quanto era vulnerabile nella sua macchina sulla monorotaia. Quel piccolo spazio chiuso, fissato alla rotaia… un luogo perfetto per un’esecuzione.

Chiuse gli occhi e aspettò il colpo fatale.


Non arrivò.

Invece, la monorotaia giunse in fondo alla montagna, e le sue porte si aprirono. La sua autista era lì ad aspettarlo, con la sua limousine corazzata. "Direttore Bright?" Lyn mise la sua mano sulla spalla di Jack, preoccupata dal volto pallido e dalle mani tremanti del Direttore. "Sta bene?"

"Sì," disse Jack. Guardò in alto, verso il versante della montagna, la lontana cascata. "Sto perfettamente." Mentre l’autista si allontanava, qualcos’altro capitò a Jack Bright, qualcosa che lo fece ridere rumorosamente a causa della sua amara ironia.

Anche Jack Bright sapeva come uccidere SCP-963.




Altrove...

"Mister Kroger?" chiese l’uomo con l’uniforme nera.

"Eccomi" disse Kroger.

"No," disse l’uomo con l’uniforme nera. Passò a Kroger un foglio. Era di puro bianco, a eccezione di un singolo, vorticoso simbolo di un nero assoluto. Kroger capì.

"Mister Treble Clef?" chiese l’uomo con l’uniforme nera.

"Eccomi" replicò Clef.

"Meglio." L’uomo con l’uniforme nera annuì. "Ho una richiesta…"

Orientamento Commissione dell'Etica.Modifica

Buon pomeriggio, Dottore. Si sieda. Il suo programma è stato cancellato. Non cerchi di lasciare la stanza finché non le sarà detto che questa sessione è terminata. La porta è già bloccata, ma è cruciale che lei faccia attenzione. Bene.

Lei fa ora parte della Commissione dell’Etica della Fondazione SCP. Questa non è una retrocessione.

Si sieda.

Sì, lei è terrorizzato. Pensa di star venendo punito per qualche fallimento, qualche errore di giudizio, qualche orribile disastro in cui è stato coinvolto. Pensa che la sua carriera nella Fondazione sia finita. Potrebbe aver addirittura pensato che "trasferito alla Commissione dell’Etica" sia un eufemismo per ‘ucciso’. Non è questo il caso.

Avrà notato che ho detto ‘ucciso’ invece di ‘terminato’. È una scelta intenzionale. Alla Commissione dell’Etica non usiamo eufemismi.

A causa del lavoro che la Fondazione SCP svolge, gran parte del personale pensa che l’idea che la Fondazione abbia una Commissione dell’Etica sia solo una barzelletta di cattivo gusto. Oppure sanno che la Commissione esiste, ma hanno l’impressione che siamo dei pagliacci inconcludenti. Un branco di riempi-sedie senza scopo con un timbro di gomma che dice APPROVATO, che non osano mai esprimere alcuna obiezione.

Sì, so che ha sentito le battute. Eccone una – ‘quanti membri della Commissione dell’Etica servono per cambiare una lampadina? Nessuno! La Commissione dell’Etica non può cambiare nulla!'

No, va tutto bene. È normale che rida.

Noi facciamo uno sforzo per sostenere l’impressione che siamo inutili, perché siamo il potere segreto all’interno della Fondazione SCP.

Si sieda.

Sì, ci sono gli O5. Loro giudicano cosa è e cosa non è sicuro, e quella è una funzione di importanza vitale. Ma noi siamo coloro che dicono agli O5 cosa è e cosa non è accettabile.

Lei ha fatto cose orribile e spaventose lavorando per la Fondazione – non provi a negarlo, Dottore. Abbiamo tutti fatto cosa orribile e spaventose lavorando per la Fondazione. È una delle conseguenze inevitabili del lavorare con gli SCP. E in alcune occasioni si è domandato se siamo "gente cattiva". Be’… non lo siamo. Non lo siamo grazie alla Commissione dell’Etica. Questa è la sua prima lezione. Capisce?

Ricordi questo: la Fondazione non è malvagia. Non torturiamo la gente "tanto per fare". Siamo contro la crudeltà non necessaria. Ciò significa che qualcuno deve decidere quando la crudeltà è necessaria. E quel qualcuno siamo noi.

Smetta di tremare.

È importante che lei ricordi questo. È la sua seconda lezione. La Fondazione non domina il mondo. La Fondazione serve il mondo. Capisce cosa significa? A differenza di quanto la popolazione comune potrebbe pensare che vuole, quello che facciamo, che la Fondazione fa, è nel miglior interesse generale di quella popolazione comune. Sì, sono sicuro che lo avesse già realizzato… ma non ha pensato alle implicazioni più profonde. Si è consolato pensando che tutte le torture e gli omicidi sono per il bene più grande. Ciò comporta che c’è un bene più grande… e uno meno grande. Ciò comporta che ci sono diversi, distinti beni, e che essi possono venire quantificati e comparati. Questo è ciò che noi della Commissione dell’Etica facciamo.

Noi siamo coloro che bilanciano i costi morali di tutto ciò che la Fondazione fa. E per poter bilanciare questi costi, noi dobbiamo conoscere questi costi. Capisce cosa significa, Dottore? Significa che noi conosciamo tutto ciò che la Fondazione fa, ha fatto, e farà mai. Tutto ciò che è stato redatto o rimosso, noi lo sappiamo. Ogni più piccolo dettaglio.

Sì, incluso cosa fa SCP-447-2 quando entra in contatto con un cadavere. Sì, sappiamo esattamente anche cos’è la Procedura 110-Montauk. Dovremmo. Siamo noi quelli che l’hanno progettata.

No, va tutto bene. È una reazione comune. Forse non dovremmo fissare questi colloqui subito dopo pranzo. Tenga, si pulisca la bocca.

D’ora in poi lei non farà più parte della ricerca attiva. Può considerarsi come un ricercatore free-lance, adattandosi da un progetto all’altro, da un sito all’altro, a suo piacimento. Questo non è un segreto; è libero di dire ai suoi amici che è stato trasferito alla Commissione dell’Etica… se può sopportare le battute e la vergogna. Lei osserverà cosa viene fatto, e chiederà ai partecipanti – e a se stesso – perché sta venendo fatto. Se in qualsiasi momento sentirà che qualcosa è eccessivo o non necessario o sbagliato, ci informi. Convocheremo le persone coinvolte, faremo loro delle domande, in quella mite ed inefficace maniera che i suoi colleghi hanno deriso.

E allora, la parola filtrerà giù dagli O5, attraverso i tanti livelli della nostra burocrazia. E coloro che sono immorali otterranno rimproveri che saranno annotati sui loro registri permanenti. O la loro paga sarà tagliata, o saranno retrocessi, o saranno trasferiti ad un altro progetto.

O saranno fucilati per crimini contro l’umanità.

Questa è la sua terza lezione. La ricordi.

La ‘P’ sta per ‘Proteggere’. La Fondazione protegge l’umanità dagli SCP, e noi proteggiamo la Fondazione da sé stessa. Noi giudichiamo ciò che è e ciò che non è accettabile che la Fondazione faccia. Noi bilanciamo i mali in modo che alla fine, nel lungo termine, il male sia minimizzato.

No, non ha una scelta riguardo al fare parte della Commissione.


… Sì, è ironico, vero?

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