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Questo non è un racconto su una versione segreta o craccata della saga secondaria di harvest moon, no no.
Anzi, si tratta solo di un piccolo episodio sconcertante avvenutomi nella prima versione per nintendo di rune factory, niente di più.

Detto questo, se avete voglia di proseguire fate pure.

Forse non molti ricorderanno che, sul muro posto alla destra della porta di casa, si possono notare delle variazioni di colore più scure.

Bhé, solo ultimamente ho notato che quello era un muro.
Infatti pensavo che fosse una finestra sulla quale appariva il tenebroso profilo di una donna intenta a pregare.

Le cose strane sono cominciate dopo aver ampliato la casa al livello 2.

Mi sembrò, un giorno, di vedere la "testa" dell'ombra voltarsi verso di me, per poi tornare nella posizione iniziale.

Stavo giocando da parecchie ore, e così scambiai quel movimento per un'allucinazione dovuta alla stanchezza degli occhi.

Il giorno dopo, o meglio, la sera del giorno dopo del gioco, rincasando, mi sembrò di vedere una sagoma bianca, simile a quella di Sharron, sostare davanti alla cassetta delle spedizioni.

Tornai subito a controllare, ma non trovai nessuno, e pensai ancora ad un'allucinazione.

Svegliandomi la mattina seguente ed uscendo di corsa da casa, vidi chiaramente Sharron, girata verso la porta, sostare dentro casa mia.

Rientrai senza dare il tempo alla mappa di ricaricarsi, ma non trovai nessuno così, preso dalla curiosità, mi diressi all'ingresso delle rovine ma Sharron non c'era, tuttavia la cosa non mi stupì: era mercoledì e lei era solita passare l'intera giornata all'interno delle rovine, di cui non possedevo ancora il permesso.

Tornai tranquillamente a casa a salvare e spensi la console per dedicarmi al sonno ristoratore.

E lì la sognai.

Sharron, che a quanto pare si trovava in una grotta, era girata verso di me e teneva le mani giunte in preghiera e piangeva, tentando di dirmi qualcosa.

Riuscivo a vedere tutta la scena in prima persona, osservando la tristezza e la bellezza del volto di quella misteriosa ragazza a cui avrei chiesto la mano di lì a poco.

Nel pomeriggio del giorno successivo ripresi in mano il gioco e battei il boss della grotta Fior Fosco, ed ottenni il permesso per le rovine, nel gioco era venerdì.

Dopo un po' di passeggiate ed esplorazioni arrivai davanti ai cancelli ancora chiusi del boss.

Sharron si trovava lì.

Provai a parlarle, ricevendo solo una casella di dialogo vuota con l'immagine di Sharron triste e avvilita.
Quella stessa domenica, se la si può chiamare così, le chiesi di sposarmi e lei accettò felice.

Fino alla nascita di nostro figlio non andai più nelle rovine, ma poi la curiosità ebbe il sopravvento e mi addentrai.
Con non molta fatica sconfissi i mostri della grotta e trovai di nuovo Sharron davanti ai cancelli.

Le parlai di nuovo.

Stavolta l'immagine malinconica di Sharron non era accompagnata da una casella di testo vuota, ma da una piccola frase <<non andare!>>.

Le parlai di nuovo <<per favore, torna a casa!>>, bizzarro.

Provai una terza volta <<pensa a nostro figlio!>>, inquietante.

Non poteva essere programmata l'ultima frase.

Continuai incurante degli avvisi seguito dallo sguardo di Sharron e provai a sconfiggere il boss, senza riuscirci.

Il gioco si spense da solo, ma la cosa non mi preoccupò più di tanto, perché avevo salvato.

Andai a dormire e feci il sogno più strano che potessi fare.

Sognai di vedere la chiesa, e tutti gli abitanti tristi o in lacrime venire in fila indiana da me, dandomi un fiore, ma poi lo scenario cambiò.

Mi sembrava di essere allo stesso livello delle erbacce, e vedevo Sharron in lacrime con le mani congiunte e sentivo la sua voce, la sua bellissima e purissima voce, che mi parlava <<ti avevo detto di non andartene, di tornare a casa, ma tu non mi hai ascoltata! Ed adesso ci hai lasciati per sempre...>>

Mi svegliai di soprassalto e presi il nintendo.

Dovevo vedere cos'era successo.

Feci partire il gioco, ma la sigla non c'era, tantomeno il menù o il mio personaggio.

Il gioco infatti si aprì su casa mia, e vidi la sagoma che, dalla sua solita posizione di preghiera, si copriva il volto e singhiozzava.

Poi la visuale si spostò lentamente verso le capanne dei mostri, e si fermò sull'ultimo spazio, originariamente vuoto, dove vidi una tomba.

La mia tomba.

Spensi il gioco e non ne parlai più, anche se il fatto è avvenuto solo un paio di settimane fa, ma sono sicuro che se riaccendessi il mio vecchio nintendo e aprissi di nuovo il gioco, rivedrei quell'orribile schermata.
O la sagoma sul muro che piange disperata per le sue vane preghiera infrante.

<<io ho sempre pregato per te...>>

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