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La storia della registrazione 19 circola da almeno vent'anni e più nell'ambiente antropologico e fra gli studiosi di paranormale e religione. A quanto sembra, la registrazione 19 è l'unica prova concreta dell'esistenza dell'inferno; se essa fosse autentica, ribalterebbe totalmente le conclusioni che possediamo sulla vita e sulla morte. 

La registrazione 19, stando a quel che si sa, fa parte di una collezione di diciannove registrazioni audio realizzate dal parroco ed esorcista spagnolo Antonio Rosero di Madrid, che per gran parte della sua vita ha prestato servizio come missionario gesuita a Dar Es Salaam, in Tanzania. Nel maggio de 1990 ricevette una lettera da una suora, sorella Anamaria, la quale gestiva praticamente da sola un orfanotrofio nei pressi di Bagamoyo - si ignora, in realtà, la precisa obicazione della struttura: alcune fonti sostengono che si trovasse a Mzata. Sorella Anamaria, nella sua lettera, si diceva seriamente preoccupata a causa di un nuovo bambino arrivato nel suo orfanotrofio da meno di un mese e che aveva iniziato a manifestare comportamenti molto inquietanti. Suor Anamaria riportava infatti che il ragazzino spaventava a morte gli altri ospiti della struttura - oltre venti bambini compresi fra i sei e i quattordici anni - e che iniziava a terrorizzare anche lei. 

"Parla fluentemente il latino, lo spagnolo e altre lingue che non conosco" scriveva Anamaria, "eppure non è mai andato a scuola. Quando si avvicina alle mucche queste fuggono impaurite e certe volte resta in piedi a fissare il vuoto per ore, e parla con qualcuno chiamandolo 'Mbomo."

Padre Rosero si recò pochi giorni dopo all'orfanotrofio per incontrare il ragazzino, il cui nome era Joseph. All'inizio, Joseph non destò particolare preccupazione nel prete, anche se immaginava che uno dei motivi per i quali dava tanta soggezione fosse il fatto che era albino. Gli albini, in Tanzania, sono molto malvisti dalla popolazione e spesso subiscono violenze e abusi: è noto che molti stregoni tanzani adoperano parti del corpo degli albini per le loro magie (si noti che in Tanzania la magia è fermamente creduta, al punto da darne notizia in tv). Ma ben presto padre Rosero scoprì che Joseph non era un comune bambino di otto anni. La notte non dormiva quasi mai e se ne stava in piedi al centro della stanza. Nei suoi resoconti, il gesuita scrisse che: 

"Joseph vede al buio, come i gatti. In una stanza senza luce, indovina sempre quante dita gli si mettono di fronte al viso. Alterna momenti di apatia quasi totale ed attimi di grande loquacità dove ripete per ore frasi di libri famosi che non può aver letto lì all'orfanotrofio."

Gli strani comportamenti di Joseph subirono un'escalation durante il periodo in cui padre Rosero rimase nell'orfanotrofio: sapeva parlare in altre lingue, fra cui latino, spagnolo, francese, persino greco. Una volta disegnò l'immagine di una gamba amputata e il giorno dopo si venne a sapere che in un villaggio vicino una donna era stata aggredita da una leonessa, e le era stata tagliata la gamba destra. La cosa curiosa era che a ogni lingua sembrava cambiare personalità, mutava espressione, postura e persino la voce, e chiamava se stesso con altri nomi. Si dimostrava collaborativo con il Gesuita, rispondendo alle sue domande, eccetto quando l'uomo voleva interrogarlo a proposito del suo amico invisibile 'Mbomo: allora, Joseph diventava taciturno e più di una volta violento, e in questi scoppi d'ira capitava che le finestre sbattessero o che si alzasse il vento. 

Ormai convinto che il bambino fosse posseduto, padre Rosero chiese ed ottenne dal Vaticano il permesso di praticare su di lui un esorcismo che durò diciannove sedute, tutte registrate su nastro. L'ultima, la registrazione 19, fu quella entrata nella leggenda: A quanto si sa, all'ultima seduta Rosero si trovò a che fare con 'Mbomo, il quale gli chiese se avesse voluto avere una testimonianza dell'inferno. Alla risposta affermativa del Gesuita, Joseph emise degli strani suoni catturati dal registratore.

Da qui, le certezze e le dicerie si fondono: Joseph a quanto pare uscì così malconcio dall'esorcismo da morire invalido neanche un anno dopo. Padre Rosero si ammalò gravemente pochi mesi dopo l'esorcismo e tutta la sua vasta collezione di testimonianze scritte e audio fu recapitata agli archivi del suo ordine in Spagna. Vari antropologi e studiosi nel corso del tempo riuscirono ad ascoltare tali registrazioni e qualcuno riuscì a farne delle copie; Solo successivamente la fama della registrazione 19 iniziò a diffondersi. 

La registrazione durerebbe un'ora e dodici minuti: si tratta di un continuo suono fastidioso e angosciante, come una cacofonia di gente che parla e urla, unita a versi che sembrano di animali. I detrattori della registrazione 19 affermano che non sia altro che la registrazione di una folla allo stadio, persino di una festa, ma chi ha avuto la fortuna, o sfortuna, di ascoltarla riferisce che fin dai primi minuti ci si sente disorientati e spaventati. I suoni che si odono sono molto disturbanti, distorti, e incutono tanta angoscia che molti hanno preferito interrompere l'ascolto dopo neanche tre minuti. Si passa da rumori e clangori violenti a suoni così acuti da far male ai timpani. Si sentono boati, gorgogli, conati di vomito e sciabordii. 

Ci sono varie curiosità su questa registrazione:

- Alcuni di coloro che l'hanno udita, in parte o integralmente, giurano di aver sentito delle parole che parevano pronunciate da persone che avevano conosciuto e che erano morte. Le parole sono sempre piene di strazio. C'è chi sente frasi come "Sto soffrendo!" oppure "Brucio!" o anche "Vorrei poter morire!" 

- Gli spezzoni di frase che si sentono sarebbero pronunciati in numerose lingue, antiche o moderne. Alcuni ricercatori che hanno studiato la registrazione 19 hanno concluso che in essa si odono parole o frasi in inglese, tedesco, latino, greco antico e moderno, polinesiano, cinese, filippino, turco, arabo antico, egiziano antico, copto, francesce arcaico e nigeriano. La confusione della registrazione è tale da non garantire la bontà delle cose udite: ad esempio, è possibile che suoni mescolati insieme, per casualità e suggestione, si trasformino in parole o frasi, ma quel che risulta strano è che ogni parola o frase captata dal nastro ha sempre significati negativi. 

"Muoio!"

"Per pietà basta!

"E' buio, non vedo!"

"Mamma!"

"Fatemi uscire, soffoco!"

"Sono mostri!"

- Se la registrazione 19 sembra avere effetti molto nocivi su chi la ascolta (la gente riferisce non solo un malessere momentaneo, ma disagi che si prolungano per settimane, mesi, anche anni: tra i disturbi ci sono incubi, attacchi di panico, paranoia di essere osservati, paura del buio, paura di stare soli in luoghi affollati, vertigini, paura morbosa della morte, visioni, vomito, diarrea) sugli animali i suoi effetti sono ancora peggio. E' riferito di cani, gatti e persino uccelli che fuggivano terrorizzati appena la registrazione veniva fatta partire. Si sa del pastore australiano di un antropologo americano che si gettò letteralmente in mezzo alla strada, finendo travolto da un camioncino. 

- Sebbene la registrazione sia inquietante nella sua interezza, tutti affermano che il momento più terrificante è quello compreso fa il minuto 4.03 e 6.31. In questo lasso di tempo si sentirebbe un verso che a molti ha ricordato la risata di una iena, ma che ricorda anche spaventosamente una voce umana folle e acuta. Il suono, tutt'ora non identificato, è stato soprannominato la Risata del Diavolo, e si concluderebbe con una frase, detta dalla stessa voce, che dice: "Io ti vedo" La cosa curiosa è che, a quanto pare, la frase viene compresa da chiunque, non importa da che nazionalità provenga, pertanto è impossibile dire in che lingua sia pronunciata. 

Dal 1990 a oggi sono circolate molte voci riguardo questa registrazione. Alcuni affermano che non sia mai esistita. Altri giurano di averla ascoltata e la definiscono "l'esperienza più inquietante che un essere umano possa provare in vita". Recentemente, si è vociferato di una sua diffusione sul web, accompagnata da sottotitoli per capire meglio certe parole confuse fra i versi, i boati, gli stridori e le urla, ma sembrerebbe che tale notizia sia infondata, o che il video contentente la registrazione 19 sia stato rapidamente rimosso. 

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