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Oggi è il tuo compleanno. Hai festeggiato in famiglia, come sempre.



Tra i regali quello che più ti ha colpito è stato quello dei tuoi genitori. Un cellulare.

Hai sempre odiato quegli affari, il fatto di poter essere rintracciato ovunque via onde elettromagnetiche ti da fastidio, tuttavia questo è l'ultimo modello e tua madre ti ha assicurato che per parlare non serve avvicinarlo alla testa. Questo cellulare attiva automaticamente il vivavoce quando viene allontanato dall'orecchio. Tuttavia non è uno smartphone, ha il tastierino numerico come i vecchi modelli.



Data la tua totale ignoranza in questo campo, alla fine dei festeggiamenti, la sera, hai deciso di chiuderti in camera e leggere il manuale d'uso, con il solo ausilio di un lume poggiato sul comodino, di lato al tuo letto.



Per chiamare qualcuno: comporre il numero e schiacciare il pulsante verde.



Decidi di provare a comporre un numero a caso, per capire come funziona.

Il tuo interlocutore ha la voce roca, probabilmente è un uomo anziano. Quando gli dici che hai chiamato per provare il tuo nuovo telefono non si stupisce neppure, anzi, ti propone un gioco. Probabilmente è annoiato quanto te.



Il gioco consiste nel porre delle domande sulla tua vita passata all'estraneo. Nel caso in cui dovesse indovinare allora tu dovrai pagare una penitenza. L'uomo ti assicura che le penitenze saranno simboliche, perciò non hai nulla di cui preoccuparti.



Accetti, convinto che abbia visto un po' troppi telefilm e che non indovinerà mai neppure una domanda.

Gli poni la prima domanda. Indovina il nome delle scuole elementari che frequentavi.

“Probabilmente ha controllato il luogo da cui sto chiamando tramite numero di cellulare. Questo tipo sa il fatto suo”, pensi.



L'uomo mantiene fede alla sua promessa. La penitenza infatti consiste semplicemente nello spegnere le luci. Poco male, quel lume illuminava già poco di suo.

Gli poni una seconda domanda, decidi di rendergli le cose più difficili. Indovina anche che animale possedevi da bambino.

“Beh, effettivamente molte persone hanno dei gatti. La prossima sarà impossibile.”



Ancora una volta la penitenza è solo simbolica; devi alzarti e chiudere completamente la finestra.



Gli poni una terza domanda, qualcosa che non sanno neppure i tuoi genitori. Indovina perfino il nome della tua prima fidanzatina, Laura.

La cosa comincia a turbarti parecchio. “Come fa a conoscere quel nome? Deve avere avuto per forza una fortuna incredibile. Oppure sarà uno di quei mentalisti o chissà che.”



Arriva anche la terza penitenza. Ti ordina di chiudere la porta a chiave.

“Questo stronzo sta abusando della sua fortuna per farmi crepare di paura, ma non funzionerà.”

Chiudi la porta e torni sul letto, davanti al cellulare. L'estraneo dice che deve andare, ma insisti per un'ultima domanda.



Gli chiedi di descriverti nel dettaglio la tua posizione. L'uomo ci pensa un po' su, lo senti tentennare, poi parla:

“Sei in una stanza senza illuminazione, con finestra e porta chiuse.”



Sorridi, “così è facile, dimmi qualcos'altro.”

“Sei sul letto, con le gambe incrociate.”

Ci ha azzeccato, ma fingi indifferenza: “andiamo già meglio, ma sai dirmi qualcosa di più?”



“Davanti a te hai il cellulare che i tuoi ti hanno regalato oggi per il tuo compleanno.”



“Come diavolo fai a...”



“Sulla tua destra hai la custodia del cellulare.”



“Ehi basta, è uno scherzo? Chi acciden...”



“Dentro la custodia c'è la batteria.”

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