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Voglio raccontarvi la mia storia di Pokémon. 

Non ci giocavo da molto quando una sera riordinando la stanza vidi una cartuccia con una scritta:

Pokémon *ea*

Forse sarà stato leaf ovvero "Foglia"; in effetti la cassetta era verde, però non ho mai avuto la cassetta di pokémon verde, forse sarà stata di mio fratello. Decisi di provarlo.

Presi il mio gameboy, inserii la cassetta e lo accesi.

Entrai nel gioco, ero a casa del protagonista.

All'inizio era tutto normale, non dava niente di strano, come può mio fratello aver lasciato una cassetta quasi nuova in questo stato e non ancora cominciata?

Va be', non mi feci molte domande e ricominciai la partita da zero. Ipotizzai che i file di salvataggio fossero corrotti, non c'erano molte alternative.

All'inizio era tutto normale, nulla di strano, nessun bug. Era quasi perfetta.

Dico quasi perché ora iniziano i veri problemi...

Innanzitutto quando decisi di mettere il nome del protagonista c'era soltanto "Liar".

Perché? Mica sono un bugiardo, pensai...

Non mi chiese nemmeno come volevo chiamare il mio rivale che mi caricò nella casa del protagonista, sembrava tutto normale eccetto per la musica, era completamente assente, anche con il volume al massimo...

Quando scesi giù non vidi nessuno, strano...

Quando uscii vidi una tomba con scritto: "Qua è morta la madre di un bugiardo."

Ma cosa aveva fatto?

Mi avvicinai per parlare con una persona nella città, che c'erano soltanto la sorella del rivale, Oak, l'assistente di Oak, un uomo robusto e una bambina. Parlai prima con la bambina, che mi disse "Sei soltanto uno sporco bugiardo, come hai potuto".

Ma che... Diavolo?!?

Pensai che mio fratello si fosse divertito a smanettarci all'interno, evidentemente si...

Mi avvicinai a parlare con l'uomo robusto e questo con mio stupore mi rispose:

"Il prezzo delle bugie si paga con la faccia, gli occhi, e il sangue"

...

Decisi che era inutile continuare a rimanere a parlare con quelli, proseguii la trama e andai nell'erba con la speranza che, magari, il gioco potesse tornare alla normalità, per continuare la trama che stava per essere rovinata da questi errori...

Ormai la trama di questo gioco era fregata, anche dopo aver attraversato l'erba selvatica non successe nulla, non avrei mai preso un pokémon, provai almeno ad arrivare alla città successiva senza scontrarmi con qualche pokémon selvatico. Per fortuna non ne riscontrai nessuno ma sentii una strana sensazione, come se non fosse stata semplicemente fortuna, ma qualcos'altro...

Quando misi piede a Smeraldopoli uscì, senza un motivo Oak, e mi prese senza dire nulla, attraversai tutto il percorso 1 e mi portò al laboratorio, quando entrai mi teletrasportai in un posto chiamato

????

Questo posto era rovente, c'erano fiamme e un sacco di persone. Persone che erano state sconfitte da Ash in passato, c'era Gary, il Team Rocket, i vari capipalestra.

Erano tutti intrappolati in un quadrato fiammeggiante, ma se mi mettevo davanti a loro e premevo il pulsante "A" mi parlavano, ciascuno mi diceva una cosa diversa:

Gary: "È colpa tua se ho perso Raticate, non capisci niente di pokémon, e poi sei diventato anche campione, sei solo un bugiardo, e meriti di stare fra noi."

Team Rocket: "Tu hai sempre usato Pikachu soltanto per i tuoi interessi, se non fosse stato un pokémon potente lo avresti abbandonato, noi almeno ci siamo sempre presi cura dei nostri, bugiardo!"

Brock: "Eravamo migliori amici quando pensavi ai pokémon, adesso non pensi più ai pokémon ma dicevi che ti saresti sempre preso cura di loro, bugiardo!"

Misty: "I miei pokémon soffrono a causa tua, avrei dovuto saperlo che non mi sarei mai dovuta fidare di te, sei soltanto un bugiardo!"

...

Tutto ciò mi inquietò terribilmente: dove ero finito?

C'era anche un posto libero, ma in quel momento, non capii il perché...

Stranamente uscì una scala. Non sapevo dove portasse, sapevo soltanto che portava in alto. La presi e mi trovai subito alla lega pokémon...

...

Non so come ma avevo un pokémon, il suo nome era "As Die", era un Pikachu... Non so perché si chiamava così ma in quel momento sentivo che c'era qualcosa... Di terribile.

Era un presagio... Comunque continuai,

questo Pokémon aveva solo una mossa,"morire".

La sua skin era abbastanza triste, non so perché.

Giunto alla stanza del primo superquattro mi disse queste in modo freddo ciò:

"I pokémon non sono nostri amici, sono soltanto macchine fatte soltanto per distruggerci a vicenda, e in questo combattimento entrambi moriremo."

Tutto ciò mi traumatizzava da morire, ormai avevo intenzione di chiudere e rimproverare mio fratello di quello che aveva fatto...

Come poteva mio fratello fare una hack contro i pokémon? 

Il superquattro non aveva la skin normale, faceva senso... Era lui con un camice da dottore, il ghigno e il machete... Lanciò in campo il suo unico pokémon... Bye Bye... Era un esemplare di Cleffary, e quel povero Cleffary non aveva mani... Nè piedi... Stava sanguinando... 

Dio mio, stavo per vomitare, non ce la facevo più...

Non ho mai visto una persona così trattare un pokémon in questo modo..

L'aria di Cleffary era triste e rassegnata. Fui costretto a lanciare il mio pokémon, non potevo fuggire, non avevo oggetti, usai "morire".

Lo sprite del mio pokémon e del suo stavano scomparendo piano piano, e si poteva sentire i pianti dei reciproci pokémon...

Uscì un box di dialogo con scritto

"Liar as die... Avete dimenticato lo spirito dei pokémon"

Ormai lo spirito dei pokémon era scomparso definitivamente dall'anima dei giocatori...

I bambini giocano a questo gioco soltanto per vedere questi animaletti combattersi ma dimenticano il valore più importante, anche se misterioso, si deve comunque per quello spirito...

Pensai che ormai la hack era finita...

Pokèmon Death.jpg

Alla fine quel posto vuoto insieme ai capopalestra, Gary e il Team Rocket era riservato a me...

Alla fine quel posto vuoto insieme ai capopalestra, Gary e il Team Rocket era riservato a me...

Quel posto era l'inferno...

Chiusi la console, mi addormentai...

Il giorno dopo mi svegliai e sentii il mio corpo leggero, sempre di più. Notai poi che, pian piano, le mie mani e il mio torace sembravano dissolversi, sempre più, sempre più, fino a scomparire completamente. Cosa mi stava succedendo? Stavo forse morendo?!

Fu allora che capii, che quel gioco rappresentava la mia vita. Vita che io ho scioccamente sprecato. Associai allora il tutto ed i pezzi del puzzle andarono tutti al loro posto: In realtà il gioco non si chiama Pokémon leaf ma Pokémon dead...

Me ne sono accorto troppo tardi.

Addio.

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