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Pokémon Tarnished Gold

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Lo confesso, non sono una grande appassionata di computer – almeno, non rispetto alla norma -, quindi sono quasi del tutto ignara delle meraviglie di cui la tecnologia è capace. Tralasciando le eMail, IM, e tutti i miei occasionali download, avrò sì e no la stessa conoscenza di un bimbo di otto anni.



Ad esempio, per quanto riguarda la mia storia, non ero assolutamente a conoscenza della possibilità di hackare cassette dei Pokémon e creare una storia a sé stante, né tantomeno pensavo si potessero creare delle vere cartucce false.

Comunque sia, ho imparato a mie spese – con non pochi elementi inquietanti, aggiungerei – che è possibile.

Da piccina, avevo un amore incondizionato per Pokémon Gold, che tra l’altro è stato il mio primo videogame di quel franchise. Mi sono molto affezionata alle creaturine, e al mio personaggio (che portava il mio nome nonostante fosse maschio); addirittura, a volte mi ritrovavo a fantasticare di vivere avventure nel mondo dei Pokémon, con una storyline tutta mia.

Ma questo non ha importanza.

Quello che importa è che, alla fine, non ho mai abbandonato del tutto i miei vaneggi infantili, i ricordi di quel primo gioco erano troppo vividi per riporli. Infatti, nonostante io abbia abusato di glitch sul mio vecchio Pokémon Gold, non ho ancora intenzione di resettare il gioco, come se temessi che quella vecchia magia andasse perduta, capite?



Volevo provare una nuova versione, ma al giorno d’oggi le vecchie cassette sono praticamente introvabili, ormai tutti i negozi possiedono esclusivamente cassette GBA – figuratevi se se ne trovano dei Pokémon. Sono fortunata, però, ad avere una nonna che approva la mia passione per i Pokémon, e che spesso mi fa regali come carte dei Pokémon, gadget e videocassette varie che le capita di trovare. Ovviamente, ben poco di ciò che trova è in buone condizioni; insomma, oggettini dimenticati da Dio e dall’uomo. Essendo tuttavia regali di mia nonna, li custodisco gelosamente, come se fossero d’oro (scusate il gioco di parole).

Recentemente, però, mi ha regalato delle cose interessanti: un video box con i primissimi episodi (nuovo di zecca), delle carte usate, e una cartuccia senza etichetta.

La cartuccia era dorata, così come quella che cercavo. Nonostante non avesse etichetta, dove avrebbe dovuto esserci l’adesivo si trovava una grossa X rossa. Ovviamente, capii subito di cosa si trattava…quale altra cartuccia avrebbe potuto corrispondere a quelle caratteristiche? Potete immaginare quanto fui contenta del ritrovamento! – odio ordinare le cose online, ecco perché fui così contenta. Ringraziai mia nonna, e tornai a casa con l’intenzione di giocarci.

L’inizio fu difficile…non perché il gioco fosse difettoso o altro, il punto è che avevo dato a mio fratello più piccolo il GameBoy in cambio di alcune carte rarissime, e una volta datagli una cosa è difficilissimo riottenerla. Normale amministrazione, oserei dire.

Dopo un po’ di baccano, riuscii a rimettere le mani sul mio GameBoy. Non appena incominciai il gioco, un brivido mi percorse la schiena mentre il filmato iniziale appariva sullo schermo, più che altro provai una grossa nostalgia: era bello poterlo rivedere.

La schermata iniziale era perfettamente normale, l’Ho-Oh in pixel volava sotto il titolo. Il precedente proprietario aveva ancora da caricare il precedente file, ma davvero mi importava relativamente poco. Considerato come stavano le cose, doveva essere piccolo, dato che mi ritrovai a ficcanasare in un team tutto fatto di Pikachu dai soprannomi ridicoli.

Ho iniziato un nuovo gioco.

E’ qui che le cose si sono fatte fondamentalmente strane. Normalmente, il gioco dovrebbe incominciare con il professore che ti spiega che ora è, no? Invece, qui c’era una schermata nera, che non è eccessivamente strano, visto che nei giochi di Gold, Silver & Crystal devi settare l’ora (e ti chiede “Che ora è?”).

No, qui diceva.



………..

…………………….

“I Pokémon sono solo strumenti.”

“Usali e gettali.”

….

La schermata nera è poi andata in fade per spostarsi su un’area vuota notturna. Mi pare fosse un percorso dell’inizio del gioco, tuttavia non so collocarlo con precisione.

Nel silenzio del luogo, lo sprite del tuo rivale – altresì noto come Silver – sbuca fuori da sinistra; si muoveva però più lentamente del normale, quasi come se esitasse. Addirittura, arrivato al centro dello schermo, si voltò indietro, per poi girarsi e rigirarsi ancora. La finestra di dialogo che apparve poco dopo diceva solamente “…”. Dopo essersi nuovamente girato, continuò a camminare fino ad uscire dalla visuale.

Ancora una volta, la scena cambiò passando a Silver fuori dal laboratorio, esattamente dove lo vedi ufficialmente per la prima volta. Usciti gli assistenti ed Elm dal laboratorio, i primi andarono verso il percorso, mentre Elm sparì semplicemente dalla visuale camminando, come se andasse a casa o qualcosa, in ogni caso rimaneva in città. Gold, però, non si vedeva da nessuna parte.

Dopo la piccola scenetta, per una manciata di secondi pensai che il gioco fosse bloccato, tuttavia con mia grande sorpresa fui capace di muovere PROPRIO Silver! Ne fui molto contenta, d’altronde, lui era uno dei miei rivali preferiti di sempre, era eccitante l’idea di averlo come personaggio giocante.

L’ho fatto andare in giro, un po’ per esplorare l’ambiente, ma il personaggio si fermava da solo, dicendo “Non posso ancora andarmene…”. Fui costretta a tornare indietro, al laboratorio di Elm, e ad entrarvi. Tralasciando il mobilio e le cianfrusaglie varie, il laboratorio era deserto; il che era logico, dato che tutta la troupe aveva levato le tende poco prima. Sul tavolo c’era una singola Pokéball, e ovviamente l’ho presa.

Un’altra finestra di dialogo apparve ‘Hai ottenuto TOTODILE!”, senza musichetta allegra da oggetto ottenuto, però. Immagino che il furto non sia legale neppure lì, già. Dopo aver premuto A, decisi di dare un soprannome al Pokémon, ma un’altra finestra di dialogo apparve, lasciandomi di stucco

“Non dargli un nome, ti ci affezionerai!

Non amarli. Usali.”

Ovviamente era la stessa “voce” di prima…ma era comuque strano. Anche quando tentai di uscire dalla porta, la finestra di dialogo riapparve “Non di qua!”, diceva. Uscii dalla finestra, e funzionò. E come se non bastasse, lasciata New Bark Town non c’era l’anima viva di un Pokémon. Voglio dire, più avanti nel gioco evitavo l’erba, ma all’inizio mi divertivo un sacco a far livellare la mia squadra…non trovare nulla contro cui combattere mi irritava. Dopo minuti di estenuante ricerca, trovai un Sentret. Nulla di straordinario, ma non appena tentai di attaccarlo subito fuggì. “Ma che diamine”, pensai, e ripresi verso Cherrygrove.

Poco prima di entrare in città, riuscii a localizzare il posto dove avevo visto Silver per la prima volta. Subito dopo, mi imbattei in Gold, che mi sfidò senza dire una parola.

Il suo Pokémon, un Cyndaquil, era ad un livello leggermente più alto di quello del mio Totodile (rispettivamente, 7 e 5), e nonostante il mio vantaggio, mi batté. Prima di scomparire, lo sprite di Gold mi sembrò avere un’espressione delusa.

Dopo essere stato al centro Pokémon di Cherrygrove, mi sono finalmente capacitata che non potevo battere Gold allora, così sono andata avanti senza pensarci troppo. Il gioco stava perdendo di interesse: non avevo soldi, pokéball o un PokéGear, ma fortunatamente sul percorso 30 c’erano parecchi allenatori da battere, tuttavia nessuno sembrava particolarmente desideroso di parlare con me dopo che avevo vinto.

Entrato a Violet City, il livello del mio Pokémon era ancora troppo basso, così decisi di comprare un bel po’ di pozioni, tanto per stare sicura. I primi allenatori della palestra erano praticamente una cazzata, ma il capo palestra mi ha stracciato…e sembrava molto deluso anche lui!

Dopo la sconfitta, non sono subito tornato alla mappa, ho dovuto prima sorbirmi un’interessantissima lezione su come trattare decentemente i Pokémon, dopodiché mi fu data un’opzione stranissima, con soltanto ‘Sì’ come risposta.

‘Ruba?’

Premendo sì, apparve la scritta “Silver ha rubato $500, la MT 31 e la medaglia!” . Ho continuato così per tutto il resto del gioco, riuscivo a sconfiggere sempre meno allenatori ed ero costretta a rubare praticamente a tutti: i capipalestra, la Lega Pokémon, e anche le persone che di solito ti danno Strumenti Base o MN, dato che chiunque si rifiutava di darmi qualsiasi cosa.

Le persone, poi, non mi parlavano. O non rispondevano, o mi rispondevano male, persino l’infermiera Joy mi sgridava continuamente.

Per non parlare delle battaglie random! Se non riuscivo a prendere il Pokémon al primo colpo, esso fuggiva, o se lo bloccavo con Malosguardo o simili, praticamente si suicidava.

La finestra di dialogo mi diceva “[inserire nome Pokémon] si è reso esausto!”.

L’unica cosa che mi andava per il verso giusto erano le battaglie col Team Rocket. Mi trattavano NORMALMENTE, come un qualsiasi ribelle che rompeva le scatole.



Tutto il resto del gioco, a parte i cambiamenti, era abbastanza normale. Dato che il mio Pokémon maturava lentamente a causa delle perdite, lo portavo spesso dal parrucchiere, che non diceva, come di norma, che si era affezionato a me, diceva piuttosto “E’ carino”.

So che magari fino ad ora non è nulla, non è inquietante per niente ed è soltanto la side-story di Silver, ma il meglio deve ancora venire.

Arrivato a Kanto – sempre rubando e perdendo - , sono finalmente giunta a Viridian City. Tuttavia, la città era completamente silenziosa. Pensavo fosse qualcosa come un glitch della programmazione, ma ascoltando meglio, un lievissimo rumore appariva e scompariva dalle casse. Pensai che l’audio avesse dei problemi e ritornai sul percorso, giusto per controllare, e lì l’audio funzionava perfettamente. Così, capii che il “problema” era solo di Viridian.

L’altra stranezza stava nel fatto che la città era completamente deserta. Il centro Pokémon, il Market, le case, le strade…tutto vuoto. Man mano che mi avvicinavo alla palestra, però, il suono indefinito si faceva un poco più forte; pensai che forse il rumore proveniva da lì.

Tuttavia, la palestra era in un silenzio tombale ed era completamente vuota. Dopo aver curiosato un po’ in giro, però, sbattendo contro il muro dietro al luogo dove normalmente dovrebbe stare il capo palestra, mi ritrovai in un’altra stanza…il muro nascondeva delle scale.

Entrata lì, riuscii ad identificare il rumore, che si riprodusse più forte: urla, o rumori acuti casuali molto simili ad urla.

In quel momento mi saltò il cuore in gola – ODIO CON TUTTO IL CUORE LE URLA. Nonostante la paura, le mani che mi tremavano e il fiato che mi incominciava a mancare, incominciai ad esplorare. Tutto era rosso, di un rosso accecante, e la strada era zigzagata; le urla potevano essere udite casualmente, alcune erano corte, altre lunghe. Mentre proseguivo, mi trovai di fronte ad uno spettacolo tremendo: corpi di NPC decapitati, e teste mozzate senza corpo; provavo ad esaminare il tutto, ma la solita voce diceva “Non guardare”, ed ero costretta a proseguire. Pian piano, le urla diventavano più frequenti.



Ancora, mentre camminavo la schermata tremolava, come quando un Pokémon è avvelenato. Ma nessuno, nel mio team, lo era, tuttavia i loro HP scendevano. Ho provato a curare il mio Feraligatr, tuttavia la schermata diceva “Non avrebbe alcun effetto…”.

E’ qui che le cose hanno incominciato a farmi venire sul serio la pelle d’oca; speravo che, una volta che tutti i Pokémon sarebbero stati esausti, sarei tornata ad un Centro Pokémon e tutto sarebbe tornato alla normalità.

Che idiota.

Poco dopo, un’altra finestra di dialogo apparve. Ma non era ciò che speravo…

“TUTTI MORTI”.

Mi veniva quasi da piangere, ma sentivo di dover andare avanti. Arrivai in un’altra stanza, colorata di un rosso ancora più forte, rosso sangue, oserei dire. In quella stanza c’erano Gold, il suo Typhlosion, un altro uomo ed il suo Pokémon. Gold ha ordinato al suo Pokémon di attaccare l’altro, ma ciò che accadde fu incredibile: lo sprite divenne prima rosso, poi grigio, poi scomparve…a simboleggiarne la morte.

Lo sprite di Silver avanzò, e l’altro uomo finalmente lo riconobbe.



Giovanni: “Oh, figliolo! Sei qui per vedere la disfatta del tuo rivale, non è così?”

Dopo questa frase, Gold si girò verso Silver, dicendo soltanto “…”. Silver avanzò di nuovo, più veloce, verso Giovanni, calciandolo indietro – e facendolo ovviamente arrabbiare.

Giovanni: “Vuoi aiutarlo? Ha! Sei diventato debole come gli altri! Se ti sembra degno di salvarti…forse dovrei mostrarti l’inutilità di affezionarsi! MEWTWO, occupati di lui!”

Il Pokémon obbedì, avvicinandosi a Gold e staccandogli la testa. Lo sprite del ragazzo divenne prima rosso, poi grigio, come quello di Typhlosion poco prima.

Giovanni: “Che cosa ti ho sempre insegnato, Silver? I Pokémon sono oggetti! Così come le persone! Usa tutti e gettali via una volta raggiunto il tuo scopo! Adesso, MEWTWO, uccidilo!”

Mewtwo, tuttavia, non gli obbedì. Giovanni doveva averlo fatto arrabbiare. Si voltò verso Giovanni e gli parlò.

“Non sei più utile…”

Colpì Giovanni, ma il suo urlo fu ben peggiore di tutti gli altri sentiti fino ad allora. Mewtwo lo stava torturando. Anche lo sprite di Giovanni, poco dopo, subì lo stesso processo di tutti gli altri: dapprima divenne rosso intenso, poi grigio.

“…Inutile…”

Mewtwo si voltò verso Silver. Fui trascinata in battaglia, lo sprite di Silver al posto di quello di qualsiasi Pokémon, ma non potetti fare nulla: lasciai semplicemente che Mewtwo si divertisse a torturarlo con i suoi poteri psichici. E l’urlo di Silver fu il peggiore di tutti. Non importava quanto basso fosse il volume, era sempre inquietantemente acuto.

Lo sprite, alla fine, divenne prima rosso e poi grigio. Anche Silver, come qualunque umano presente a Viridian City, era morto.

La stanza intorno a Mewtwo incominciò a scomparire, finché non rimase lui, da solo, al centro di uno schermo nero, lo sguardo rivolto a destra. Sapendo quanto sono paranoica, non potei fare a meno di pensare che si sarebbe voltato verso di me, o qualcosa di simile. Ma non fu così, soltanto la parola ‘FINE’ campeggiava sullo schermo.

Dopo un poco, mi rispedì automaticamente alla schermata iniziale.

Non ho idea del perché questo gioco sia stato creato, perché qualcuno l’abbia messo in giro, e perché io l’abbia trovato. Da allora, non ho più toccato giochi di cui non conoscevo la provenienza.

Il gioco che ho raccontato è andato perduto chissà dove.

Ma forse, è meglio così.

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