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''Ero in città con gli amici,

parlavamo, giocavamo, bevevamo.

Una bella serata insomma. Si fece tardi... Erano le 03:00 del mattino, cosi decidemmo tutti 

Stalker

di andare a casa. Durante la via di ritorno, incontrai un uomo incappucciato che cercò di

vendermi delle pillole. Lui disse che era ''roba'' molto buona, così le presi.

Costui non volette nemmeno un soldo da me. Strano eh?

Ad ogni modo, andai a casa, mi feci una bella doccia calda e infine mi buttai sul letto.

Prima di andare a dormire decisi di provare queste pillole. Cavolo, quel tizio aveva ragione.

Era davvero roba buona... O almeno era quello che credevo.

Quando andai a dormire continuavo ad avere incubi: vedevo mostri, sangue, i miei migliori amici morti...

Era tutto un casino. Decisi di andare all'ospedale quella sera stessa poichè non riuscivo a 

Addiction

dormire. Una volta arrivato, decisi di andare in bagno a sciaquarmi la faccia... Ed eccole.

Per qualche strana ragione, le pillole al posto di trovarsi nella mia tasca, erano li in bagno.

Sembra che si siano teletrasportate. La tentazione comunque era troppo forte... Non riuscii a resistere così ne presi un altro paio. Ad un certo punto persi i sensi e caddi. 

Quando riaprii gli occhi mi ritrovai in un posto strano. 

Era in bianco e nero. C'erano delle celle con dentro imprigionate varie mostruosità.

Me stesso

Avevo paura... molta paura. Ad un certo punto, sentii una voce dentro di me che parlava e mi diceva che mi trovavo nella mia mente e l'unico modo per uscire da lì, era quello di superare la mia paura dei mostri e infine sconfiggere me stesso... 

Anche se non avevo capito di preciso cosa significasse l'ultima frase, vagai in vari posti oscuri, tutti frutti della mia scura e macabra immaginazione.

Alla fine, mi ritrovai faccia a faccia con me stesso. Costui però anche se era me, era diverso.

Era ricoperto di sangue, non aveva le palpebre... solo delle nere e vuote orbite.

Lui prese un'ascia ed iniziò ad attaccarmi. In quella stanza trovai un fucile a pompa che usai per abbattere l'altro me. Una volta ucciso me stesso, si illuminò tutto di bianco e finalmente uscii dalla mia mente. Pensavo che il peggio fosse passato, ma mi sbagliavo. Quando riaprii gli occhi, mi trovai in un'abitazione. Non avevo idea di come ci fossi finito ma... C'era un lungo corridoio pieno di cadaveri. Sentii delle sirene, mi affacciai alla finestra e vidi decine di poliziotti. Mi portarono in carcere. Mi avevano incolpato per omicidio. Spiegai ai poliziotti tutto quello che mi era successo ma non mi credettero. Ormai la mia vita era rovinata.

Sono in una cella fredda e desolata, anche se non ho più le pillole con me, continuo ad avere questi incubi. Basta! Non ce la faccio più. 

Ho deciso di impiccarmi... Non posso continuare a vivere il resto della mia vita in questo modo.

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