FANDOM


Nessuno conosce il tuo nome: qualsivoglia parola atta a descriverti divien effimera se equiparata alle tue ciocche, finissima seta che splende d’oscurità.

I tuoi occhi, mesti e impetuosi gorghi che inghiottono ogni cosa: rimirarli a fondo equivale a sprofondare in un cupo e viscoso borro, senza mai toccare il fondo.

Sei un caldo vento del sud che, travolgendo, trascina inesorabilmente con sé ogni mestizia, sicché basta chiudere gli occhi e abbandonarsi al tuo gentile cullare. E l’essere avviluppati è dolce dal diafano manto delle tue membra.

Alcun essere navigante può vantare di possedere il tuo ricordo, l’epifania della tua evanescente presenza scalderà le menti e i cuori solo di chi ormai presso la riva ormeggia.

Ogni uomo, in alto mare, rifugge verso la pacata e mascherata imperfezione della tua gemella, preferendo rasserenanti menzogne a terribili verità; da ogni uomo sei esecrata ma inconsciamente ambita, tu sola, premio e penitenza di noi mortali, che puoi far sì che il nostro folle volo verso l’estasi si concretizzi a pieno.

Per tutti arriverà il fuggente attimo in cui l’io amante si congiungerà a Te e stipulerà un patto eterno per mezzo della tua più diretta erede: in quel momento, si raggiungerà finalmente l’apoteosi, l’Elevazione a Essere perfetto e incorruttibile, svincolato dalla miseria mortale.

Ma accettarti, ahimè, non è affatto semplice: è difficile rassegnarsi a un’onorevole resa; la paura primordiale di tuffarsi verso l’ignoto è agghiacciante, ci si avvinghia alle poche e futili certezze e non si apprezza la tua manifestazione.

Ma per me no, non sei il caustico morbo che ineluttabilmente corrode il sublime ritratto della Realtà, bensì l’intarsiata cornice di oro e diamanti senza la quale non avrebbe valore.

Ti aspetto da sempre, e ora posso finalmente innalzare grida di giubilo:

Oh, Mea Domina, sei finalmente giunta a prendermi?

Vota questo racconto:

Voto complessivo:

È necessario registrarsi e collegarsi dal browser per poter votare e visualizzare i risultati.