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Di nuovo.

Dannatissima ansia, non me ne libererò mai.

Ce l'ho sempre ormai, ogni mattina, ogni pomeriggio, ogni notte. Durerà per sempre, lo so.

Il coltello c'è, lo sento tintinnare nella borsa. Perché l'ho portato? Cosa spero di concludere? Tanto mi manca il coraggio.

... Quanto cavolo è lungo questo corridoio?

Mi sembra di camminare direttamente dentro l'Inferno... ma forse è così, chi può dirlo. Nessuno è mai tornato indietro. Magari... magari ci sono sempre stato, magari è per quello che ho questa costante ansia addosso.

Ma non durerà ancora per molto. No, non voglio più ansia. Li ucciderò tutti. Sono loro, loro la causa di tutto. È colpa loro, e mi ripagheranno i loro torti. Li massacrerò uno per uno, tanto avranno troppa paura per muoversi.

... Ci sono quasi, la porta è lì. Cosa succederà una volta dentro? Lo farò davvero?

... Sì, lo farò. Lo farò, e poi mi ucciderò. Sarò libero dalla mia ansia una volta per tutte, potrò finalmente vivere dopo la mia morte.

Meglio entrare ora.

..."Buongiorno, professoressa.".

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"Entra pure, Albert. Ti stavamo aspettando."






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