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Mi vanto di essere uno di quelli che prendono i viaggi in auto con tranquillità. Non ho mai fretta, prendo pause frequenti, e cerco di godermi in generale il viaggio , per quanto è possibile. A volte questo porta a pernottamenti in alberghi casuali nella zona in cui mi trovo.

Il matrimonio del mio amico era terminato ed avevo bisogno di tornare a casa perché non ero in confidenza con la famiglia del mio amico a tal punto da potermi fermare da loro ,e mio figlio, che all’epoca aveva due anni, era ormai dalla mattina con una baby sitter. Avevo una regola generale su mio figlio e sulle baby sitter – mai lasciarlo troppo a lungo insieme ad una sconosciuta.

Comunque, iniziai ad ascoltare uno di quei programmi comici che talvolta si trovano sulle stazioni radio, quando i miei occhi iniziarono a chiudersi, rischiando di andare fuori strada. Essendo ancora troppo distante da casa, immaginai di potermi fermare presso il primo hotel che mi fosse riuscito di trovare. Il mio GPS mi guidò presso un Best Western, che risultò tutto esaurito per un raduno Biker di quel Weekend.

Continuai a guidare fino all’albergo successivo, fuori dai sentieri battuti e molto …. caratteristico. Era tardi ed io ero così stanco da non badarci troppo. Fatto sta che al check-in mi diedero una chiave. Una chiave vera e propria, fatta di metallo . Era il tipo di posto che ancora non aveva blindature o quant’altro a proteggere le camere, In ogni caso , trovata la mia camera, la aprii, entrai e richiusi la porta alle mie spalle (come previsto, non c’era chiavistello o altro dispositivo di sicurezza), riuscii ad inviare un rapido messaggio alla ragazza che guardava mio figlio per comunicarle che non mi sarebbe riuscito di essere a casa fino al pomeriggio seguente, poi crollai addormentato.

Intorno alle quattro del mattino mi svegliai. Non sono davvero sicuro del motivo per cui mi svegliai, ma scoprii subito che non potevo tornare a dormire. Tutto era troppo tranquillo. Ero ormai abituato a dormire in una casa con doppi vetri per combattere il rumore notturno, vivendo in una grande città talvolta si è quasi obbligati ad avere i doppi vetri, ma qui non c’era niente. Non un condizionatore accesso. Il rumore del motore di un frigorifero. Nessuna luce al neon a ronzare rumorosamente fuori dalla finestra. Era ancora notte fonda.

La cosa più strana è che, durante la mia veglia, non mi riuscii mai di sentire dei passi. O una macchina transitare. Si potrebbe pensare che, essendo così tranquillo e silenzioso avrei sentito qualcosa. Ma tutto quello che mi riuscii di sentire fu tre possenti colpi sulla porta della stanza, il sangue mi si raggelò nelle vene, qualcuno stava bussando alla mia porta. Dopo un breve istante di silenzio seguii il suono tintinnante di una chiave nella serratura. Sembrava durasse un eternità. Così a lungo che mi ricordo chiaramente di aver pensato, “Qualcuno sta chiaramente sbagliando camera.” Stavo raccogliendo il coraggio di gridare, quando la rozza e fatiscente serratura scattò. Per circa tre secondi o giù di lì, non successe nulla. Poi la maniglia ruotò.

Non sono sicuro se fosse la luna molto luminosa quella notte o se avessi passato tanto di quel tempo girarmi e rigirarmi nel letto che il sole stesse sorgendo, ma potei vedere la sagoma. Era alto, forse due metri. Sembrava non avere capelli , era esile, ma non magro e deve aver avuto un gilet trapuntato o qualcosa di simile perché sembrava essere di consistenza nodosa intorno alla zona delle spalle.

Nel mio immaginario ho rivissuto i trenta secondi successivi un trilione di volte. Nella mia testa, mi alzo e corro verso la porta e grido tirando su un gran baccano, Nel tentativo di spaventare l’intruso, o almeno accendere una luce e fargli sapere che non dovrebbe essere li. Sono coraggioso di fronte a questo inaspettato avventore. In realtà rimango sdraiato, immobile. Trattengo il respiro. Non muovo un muscolo. Sento gli occhi dilatarsi a tal punto da schizzarmi quasi fuori dalle orbite, poiché li ho aperti così tanto, nel tentativo disperato di dare un senso alla situazione. Per avere qualche dettaglio in più da mettere a fuoco di questa sagoma che risulta così tremendamente sbagliata. Non succede nulla.

La figura resta sulla porta. Li per li pensai fossero i miei occhi a giocarmi brutti scherzi, ma ricordo di aver visto questa figura nell’atto paradossale di cullare qualcosa, qualcosa che all’epoca mi sembrò un bambolotto . Ancora non riuscivo a muovermi. mentre lui era li con qualcosa in braccio, come un infermiera che riporta un neonato alla madre dopo il parto. Rimasi a fissare quella sagoma senza riuscire a muovere neanche un muscolo. Non sono sicuro di quanto tempo rimasi steso a fissarlo. Il tempo in situazioni come questa scorre molto più lentamente di quanto sembri. Ma vi assicuro che nel luogo in cui mi trovavo, fermo ad osservare l’oscuro avventore che mi teneva sotto scacco, potrà sembrarvi assurdo ma il tempo pareva realmente essersi fermato, e non si trattava di una semplice sensazione. Vidi scorrere tutta la mia vita passata e futura quella notte.

Infine la figura mandò un suono. Un singolo suono gutturale simile ad un barrito. che mai più in vita mia dimenticherò. Si girò e se ne andò continuando nel suo macabro cullare, lasciando la porta spalancata.

Rimasi circa venti minuti seduto lì sul letto, in attesa che il mio cuore si calmasse, o forse cercando di convincermi che si fosse trattato di un sogno. Alla fine scesi lentamente dal letto, il più silenziosamente possibile, convinto che un qualsiasi rumore avrebbe potuto rivelare la mia presenza alla figura, che ancora percepivo come una sgradevole sensazione di turbamento e malessere qualcosa di molto vicino alla depressione. Afferrai la mia borsa, strisciai fuori fino alla mia macchina, e guidai il più velocemente possibile.

Alcune ore dopo arrivai a casa, ancora lievemente scosso. Durante tutto il viaggio avevo cercato di mettere in piedi una teoria plausibile per motivare ciò che mi era capitato durante la notte, ed ero arrivato quasi alla conclusione che fosse stato tutto un sogno. Un sogno ad occhi aperti oppure un allucinazione dovuta alla stanchezza, al viaggio, alla particolare location in cui mi ero fermato che mi aveva suggestionato a tal punto da indurmi ad immaginarmi tutto quanto… Giunto all’uscio di casa misi la mano nella tasca della giacca sportiva che indossavo quel giorno per prendere le chiavi e così rimasi… Impietrito per quasi trenta o forse quaranta secondi, non riuscivo a credere a ciò che vedevo.

Sulla maniglia era presente una sostanza simile alla resina delle piante e sopra, a ridosso dello spioncino, vi erano tre massicce scalfiture provocate dall’urto di qualcosa di molto duro, come se qualcuno avesse pesantemente bussato, come se qualcosa avesse bussato… Afferrai la maniglia della porta, era aperta. Tutto ciò che segue lo ricordo come uno sbiadito film horror di terza categoria… Ricordo la ragazza che all’epoca faceva da baby sitter a mio figlio rannicchiata in un angolo incapace di parlare o di formulare frasi di senso compiuto. In preda al panico più totale pronunciò poche parole che risuonarono nella mia testa come una profezia – ” E verrà il tempo in cui busserò ai vostri usci, quello sarà il tempo in cui reclamerò le vostre proli. Ciò che è della terra torni alla terra”.

Iniziai a scrollare la ragazza con quanta più energia avevo in corpo, in tutta risposta la poveretta comincio a ridere tanto forte che in quelle risa sentii la sua sanità mentale svanire completamente. Chiamai la polizia che prese in custodia la baby sitter, che alla fine, dopo attenta perizia psichiatrica, risultò totalmente sconvolta e fuori di se da poter dare spiegazioni attendibili. Venne presa in cura in un centro di sanità mentale in cui qualche mese dopo la trovarono morta, Aveva ingoiato la propria lingua.

Qualche settimana più tardi ricevetti una fattura di addebito dall’hotel, per sostituire la chiave che in fretta e furia avevo portato via con me quella notte. Non ebbi mai più notizie di mio figlio, non fu mai trovato, oggi avrebbe sette anni. Mi capita di svegliarmi nel cuore della notte con impresso nella mente il grottesco cullare di quella sagoma, ed oggi a distanza di quattro anni da quell’episodio mi trovo a non poter più sopportare il peso di questo fardello, finito di scrivere queste memorie mi toglierò la vita, sperando di poter, almeno in un altro mondo, riabbracciare mio figlio. Mi sento però di lasciarvi un consiglio, che voi siate uomini o donne, ragazzi o ragazze se sentite bussare nel cuore della notte alla vostra porta, rimanete immobili in silenzio fino alla luce del primo sole… Se sarete molto, molto fortunati lui penserà di non aver trovato nessuno, e forse sarete al sicuro. Almeno per un po’.

Slender man by k b jones-d6sc8o5


Fonte: creepyitalia.altervista.org













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