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Giorno 1 - E' notte e gli altri dormono sotto alla tettoia. Io non ho sonno, penso alle solite cose mentre nuoto nel laghetto del recinto dove viviamo da sempre. L'acqua è troppo calda. Tutto è troppo caldo, qui. Per questo intuisco che noi veniamo da un altro posto, dove la temperatura è sempre quella giusta, dove i pesci si muovono come se fossero vivi, nell'acqua. Cose mai viste, ma i più anziani non finiscono mai di raccontarle. Smetto presto di pensarci. Dal vetro sul lato del laghetto si vede del movimento: sono umani. Strano, non ci sono mai visitatori a quest'ora. Esco dall'acqua per comunicarlo agli altri, ma qualcosa mi agguanta e mi copre la testa. Tutto si fa buio.

Giorno 2 -  Mi gira la testa e gli altri sembrano disorientati quanto me. Ci troviamo in un posto sconosciuto: il pavimento è duro e grigio, i muri sono alti, forse più di quelli del recinto. Ci sono delle aperture, alcune chiuse da assi di legno, da altre entra la luce. L'aria è ferma e ha uno strano odore. Mi guardo intorno, ma non riesco a vedere le persone che ci hanno portati qui. Ricordo solo un rumore forte e degli scossoni. Gli altri hanno già iniziato ad esplorare l'ambiente: in un angolo hanno trovato una piscinetta piena d'acqua. Sfortunatamente non c'è traccia di pesci vivi. Non è nemmeno paragonabile al laghetto del recinto, ma è meglio che niente. Almeno qui non fa così caldo.

Giorno 3 - Ancora non si è fatto vedere nessun umano, tutti hanno fame e sono di cattivo umore. Gli anziani continuano a dire che questo non è il posto da dove veniamo. 

Giorno 5 - Ieri un umano è uscito da un'apertura nel muro portando un secchio pieno di pesci per noi. Adesso il più grosso problema è il fatto che, date le dimensioni della piscinetta, possiamo fare il bagno solo in turni di 3 o 4 alla volta.

Giorno 8 -  Tutte le mattine entra un umano a portare i pesci, ma oggi hanno fatto qualcosa di diverso: mentre uno ci dava da mangiare, un altro ha pulito il pavimento e un altro ancora ha svuotato e riempito di nuovo la piscinetta. In effetti, il posto cominciava ad essere lurido.

Ho perso il conto dei giorni. Penso di essere al 16° o 17°, è difficile ricordarselo, visto che succedono sempre le stesse cose: tutti i giorni un umano entra per nutrirci, periodicamente ne arrivano altri due per pulire. Dalla porta da dove escono si sente spesso qualcuno che parla a voce alta, oppure il rombo di un motore, ovattato. Ogni tanto entra uno dei soliti umani, prende in braccio un pinguino ed esce dalla porta. Nessuno di noi sa dove vadano, ma non sono mai più tornati. Vista la scarsezza di stimoli (strano che non ci siano visitatori, qui) pensiamo sempre più al posto da dove veniamo. Gli anziani dicono che c'è la neve tutto l'anno, non solo in inverno. Spero di poterci andare, prima o poi...

Giorno 18 (credo) -  Oggi qualcosa ha rotto la routine: l'umano non è entrato per darci da mangiare. Da dietro alla porta non si sente nessun rumore da tutto il giorno. 

Giorno 19 -  Anche oggi non si è fatto vedere nessuno. La stanza inizia ad essere sporca e noi iniziamo ad avere davvero fame. Sguazzo nell'acqua torbida della piscinetta. Quando (se) uscirò da qui, andrò a cercare quel posto dove i pesci si muovono nell'acqua ed è sempre inverno.

Giorno 20 -  Anche oggi non è entrato nessun umano. Una pinguina ha però trovato un pesce che era caduto in un angolo e che nessuno aveva notato fino adesso. L'ha mangiato tutto intero, presa dalla foga. Le è andato di traverso e adesso giace immobile nell'angolo da un paio d'ore. Nessuno di noi la mangerà: non siamo così affamati da nutrirci di una nostra simile.

Giorno 22 -  Avevo detto che non l'avremmo toccata. Sbagliavo. Di lei rimangono solo le ossa e le parti verdognole e amare che c'erano dentro e che nessuno è riuscito a mangiare. Non ci piace l'idea di quello che abbiamo fatto, per noi non è naturale nutrirci di qualcosa che non sia pesce, tanto meno un altro pinguino. Ma l'abbiamo fatto comunque, avevamo troppa fame.

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Giorno 23 - Abbiamo provato a scappare. Prima abbiamo cercato di salire sulle finestre, ma non c'è stato niente da fare, sono troppo in alto. Poi abbiamo optato per buttare giù la porta. Non siamo riusciti a fare nemmeno quello, è di metallo troppo resistente.

Giorno 24 -  Il morale è a terra e tutti siamo di cattivo umore. Litighiamo sempre più spesso, due di noi sono stati feriti. Uno sanguina dal collo, il petto bianco ormai è tutto striato di rosso. Uno degli anziani ha una pinna piegata in modo strano. I suoi lamenti stanno diventando insopportabili.

Giorno 26 -  Il pinguino con il collo sanguinante è finalmente morto. L'abbiamo mangiato. Dopo aver ripreso un po' le forze, mi sono deciso a finire l'anziano con la pinna girata. E' bastata qualche beccata nel punto giusto. I suoi lamenti non mi tormenteranno più. Abbiamo messo da parte la carcassa, potrebbe tornarci fame, più tardi...

Giorno 35 -  E' passato parecchio tempo. Nei giorni scorsi sono morti molti altri pinguini. Le prime volte non lo facevamo apposta, litigavamo, era normale che qualcuno si facesse male. Stando tra la sporcizia, le ferite si infettavano e il malcapitato moriva. Oppure lo uccidevamo noi, per non farlo soffrire e per liberarci del suo lamento. Poi abbiamo iniziato a uccidere volontariamente i più deboli, per cibarcene. Per non fare sprechi, mangiamo pure la parte amara e verdognola. Nonostante ciò, siamo rimasti in pochi, ridotti a piume e ossa. Per paura di essere aggrediti non dormiamo quasi più, ma spesso siamo in uno strano stato di "semiveglia". Non facciamo nemmeno più il bagno nella piscinetta, ormai c'è più sangue che acqua. Beviamo solo quando abbiamo troppa sete per non farlo. 

Giorno 37 -  Rimaniamo solo in due. Abbiamo finito di mangiare il pinguino che rimaneva, oltre a noi. Abbiamo lasciato il suo scheletro pulito. Entrambi sappiamo che uno di noi ucciderà l'altro. Però ho un vantaggio: il mio rivale ha lottato contro i pinguini più forti, che gli hanno quasi staccato una pinna. La guarda con aria famelica.

Giorno 38 -  L'ha fatto. L'altro pinguino si è staccato la pinna ferita e adesso la sta mangiando. Non ha sanguinato molto, era praticamente andata in cancrena.

Giorno 39 -  Sono finalmente riuscito ad uccidere il mio rivale. E' bastato beccargli forte la testa mentre era in "semiveglia". E' crollato e ho iniziato a mangiarlo, ma mi sono ricordato che sarebbe meglio tenerlo da parte, nel caso mi venisse fame più tardi. 

Giorno 44 -  Da parecchio tempo ho finito di mangiare il mio rivale. Inizio a vedere immagini dei miei compagni morti, che mi girano intorno. Sembrano proprio veri... ho provato a beccarne uno, sperando di poterlo mangiare, non voglio morire qui, non in questo modo... ma non sono nemmeno riuscito a toccarlo, quello ha continuato a camminare, come se niente fosse... non posso nemmeno comunicare con loro, sembra che non possano né vedermi, né sentirmi. Non so come siano entrati, non so come facciano uscire, quando se ne vanno. Ho provato ancora a scappare, senza risultato. Ho sempre più fame, le ossa che rimangono nella stanza sono troppo dure per mangiarle. Ho anche provato a beccare una delle mie pinne, ma fa troppo male, non riesco a mangiarla, per ora.

Giorno 45 -  Sento dei rumori dall'esterno. Probabilmente si concluderanno con il nulla, come i pinguini che ho visto ieri. La porta si muove e si apre. Entrano delle persone...

Deposizione del **/**/** riguardo al caso dei pinguini di Adelia scomparsi dallo zoo comunale Dopo due mesi di ricerche, ci sono stati segnalati strani rumori in un edificio abbandonato, nella zona fuori città. Sul luogo è stata ritrovata una grossa somma di denaro, armi, attrezzatura da scasso, due telefoni cellulari e un computer. In un'altra stanza è stato ritrovato un unico esemplare vivo di pinguino di Adelia, anche se in pessime condizioni, insieme a 18 scheletri degli altri pinguini. Dei rimanenti 6 pinguini non rimane traccia. La ricostruzione del [...]

L'esemplare di pinguino di Adelia (Pygoscelis adeliae) rinvenuto presenta segni di denutrizione in seguito al trauma subito. Sono falliti i tentativi di somministrare all'animale del pesce. Mostra però interesse verso cibi a base di carne. Mostra evidenti segni di aggressività verso l'uomo e altri esemplari della stessa specie. Non ci sono possibilità di recupero comportamentale. Si richiede la soppressione dell'animale.

Giorno 562 -  Abbiamo girato il mondo. Abbiamo esplorato le città dove vivono gli umani.  Abbiamo visto quasi tutto... e nessuno ha mai visto noi.  Capiamo molte più cose, rispetto a quando eravamo vivi.  Solo una cosa non abbiamo mai visto: l'Antartide. Ora sappiamo che si chiama così, sappiamo tutto, adesso. Voliamo verso sud (sappiamo anche questo, adesso), sul blu del mare, verso una piattaforma bianca che si ingrandisce sempre più...

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