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Per l'amor del cielo, che sta succedendo alla mia famiglia e cosa sono tutti questi avvenimenti inquietanti che ci perseguitano?

Oh, scusate, lasciate che vi spieghi.

Mi chiamo Sally Goodman, una dei tre Goodman. Gli altri due sono John e Henry Goodman, i miei fratelli. Ultimamente ci sono accadute cose strane. John è stato perseguitato da una specie di strega folle. Poi Henry è stato perseguitato dal viso di una ragazza mutante spaventosa che appariva alla finestra del suo salotto. Pregai Dio che non accadesse nulla al terzo dei Goodman. Ma invano. Qualcosa doveva per forza succedermi, perché il mondo mi odia, credo. Va bene, basta con l'autocommiserazione. Continuo con la storia, non ho tutto il giorno a disposizione.

Beh, mi ero appena trasferita in una casa a Dayton, Ohio. In quel momento stavo togliendo dagli imballaggi i miei averi e robe simili. C'era un piccolo sgabuzzino vicino al patio della casa, e aprii la porta per stiparci alcune cose. Sembrava esser vuoto, e vi entrai dentro. Poi guardai in basso, sul pavimento, e vidi che avevo quasi calpestato un pennetta USB nera. La presi e me la infilai in tasca.

Ero curiosa di sapere perché era stata abbandonata nello sgabuzzino, e anche se c'era qualcosa dentro. Avevo portato con me il mio portatile, perciò decisi che avrei controllato dopo aver tolto altri oggetti dagli scatoloni.

Più tardi, quel giorno, dopo aver perso tutto il tempo a scartare roba, presi il portatile e lo accesi. Non riceveva nessuna connessione internet, dato che stavo ancora attendendo Comcast affinché trasferisse la mia linea nella nuova residenza. Nel caso ci fossero stati dei virus sulla pennetta, caricai Windows XP su un pc virtuale. Collegai la pennetta USB, e si aprì la solita finestra di esecuzione automatica che mi chiedeva cosa fare. Scelsi di aprire la cartella per visualizzare i file.

Le cose che stavano nella pennetta parevano essere i file di un qualche gioco. Li ignorai e cercai la vera applicazione del gioco, che era rinominata "maniglia.exe". Aprii il file e si aprì una nuova finestra.

Era il gioco.

Sembrava una specie di platform in 16bit. Si controllava una specie di figurina informe e la si doveva guidare attraverso dei livelli. Non c'era alcuna schermata del titolo o altro. Partì spedito dal primo livello.

Il livello era costituito da strade urbane o simili, e si doveva evitare il traffico per superare il livello. La cosa davvero strana era che ogni tanto qualcuno che passava di lì riconosceva la figurina e urlava a squarciagola. La figura stilizzata quindi afferrava la persona e la strangolava a morte.

Passai i primi quattro livelli, ma poi arrivai al quinto.

Invece che nelle strade della città, ora la figurina stilizzata era in piedi all'interno dello sgabuzzino. Il mio cuore mancò un battito quando capii dove mi trovavo: era una replica perfetta in 16bit dello stanzino dove trovai la pennetta.

Anche senza che io l'avessi minimamente spostato, il personaggio si avvicinò alla porta e la aprì. Uscì fuori, e la scena di transizione era un altro luogo familiare per me: il patio proprio fuori dalla mia porta. Presa dalla paranoia, guardai fuori attraverso la porta a vetri che conduceva al patio, e, con mio immenso orrore, qualcuno era là.

Era la creatura più grottesca che avessi mai visto. Era completamente nudo, e ricurvo su se stesso come un gorilla. Era terribilmente emaciato, e così pallido che sembrava non avesse visto la luce del sole per neanche un giorno nella sua vita. Della pelliccia scura gli era cresciuta lungo la spina dorsale. Il suo viso... aveva un'espressione di indicibile malignità e follia. La sua bocca era due volte più grande di una umana. I suoi denti erano immensi, e il suo brutto sorriso si estendeva fino alla fronte. Aveva capelli lunghi e neri che gli cadevano fino alle spalle. Aveva artigli... artigli più lunghi delle sue dita, e sembravano affilati abbastanza da tagliarmi la testa di netto.

Poi, la cosa che temevo di più accadde: mi guardò di rimando, con i suoi occhi freddi, malati, e quel sorriso terribile.

Mi voltai a guardare lo schermo per un secondo. Il personaggio nel gioco stava guardando verso il vetro della porta finestra, proprio come stava facendo quella creatura immonda.

Mi voltai di nuovo. La creatura mi stava facendo cenno verso di lui con il suo indice ossuto e artigliato. Il personaggio del gioco stava facendo la stessa cosa.

Non volevo andare con quella bestia. Non potevo. Ma avevo perso il controllo del mio corpo. Mi alzai e andai dritta tra le grinfie di quel mostro. Cercai di girare i tacchi ma il mio corpo non reagiva.

Aprii la portafinestra, e uscii sul patio. Essere a distanza ravvicinata da quella... cosa... era anche peggio che vederla da dentro casa.

Alzò una mappa perché la vedessi, e indicò alcuni punti con una di quelle unghie affilate. Poi, la alzò contro la mia gola. Tagliò...

Mi svegliai di soprassalto, sudando e respirando affannosamente, con il cuore che batteva forte contro le mie costole come un martello.

Era... era solo un sogno. Dopo un po' mi calmai. Sembrava mi fossi addormentata qualche volta durante il gioco. Credevo che ciò avesse senso. Avevo avuto problemi ad addormentarmi nelle notti precedenti, e probabilmente ero stanca.

Guardai il monitor del portatile. C'era un messaggio che diceva che il gioco aveva riscontrato un problema ed era necessaria una chiusura forzata, blablabla.

Mi incuriosii sulle indicazioni che la creatura mi aveva dato nel sogno. Erano indicazioni reali che portavano ad un luogo reale. Alcune aree acquitrinose in quella zona. Decisi, solo per il gusto di farlo, che ci sarei andata l'indomani. Non mi aspettavo di trovare niente, visto che era stato solo un sogno, ma tanto valeva andarci.

Il giorno seguente, dopo la colazione, mi misi in macchina e seguii le indicazioni fino alla zona. Arrivai là e scesi dall'auto.

Scavalcai alcune rocce ed altro per alcuni minuti. Non avendo nessuna ragione per starmene là, cominciai a tornare indietro.

Ma poi notai qualcosa a terra con la coda dell'occhio. Mi fermai e mi avvicinai per esaminarla. Era una specie di botola di legno. Mi ricordai dell'incubo che ebbi, e cominciai a farmi prendere dalla paranoia. Ma alla fine mi resi conto di quanto mi stessi comportando come un'idiota. Era solo un sogno. Non poteva esserci niente di pericoloso là, no?

C'era una maniglia sulla botola che potevo sollevare per aprirla. Cautamente, afferrai la maniglia e la tirai, rivelando l'oscurità sottostante. Avevo bisogno di una torcia. Pensai di averne una forse nel bagagliaio dell'auto. Tornai indietro a controllare e, ero abbastanza sicura di averla, ne trovai una. La accesi, e mi calai giù nel buio.

Il luogo era vuoto, con nient'altro che sporcizia ovunque, ma poi la mia torcia puntò su qualcosa che mi fece raggelare il sangue. Qualcosa che mi fece schizzare fuori dalla botola, sbattendola dietro di me, e tornare alla mia auto, guidare fino a casa e rompere la pennetta USB che avevo trovato il giorno prima in tanti piccoli pezzi per poi bruciarli (la parte inquietante fu il sibilo che fece mentre ardeva, come il sibilo di un serpente).

Era una figura, curva come un gorilla. Orribilmente magra e pallida, con del pelo sulla colonna vertebrale. Cadenti capelli neri. Un viso folle e deformato. Era la creatura del mio incubo, e mi stava guardando dritto negli occhi.

Epilogo


Quanto segue è un estratto di un articolo di giornale.

Diversi avvistamenti denunciano l'apparizione di una creatura umanoide mutante che vaga per le strade delle città dell'Ohio. I presunti testimoni la descrivono come un essere pallido e ricurvo come un animale, con del pelo nero lungo la schiena, lunghi artigli, lunghi capelli neri, una bocca immensamente grande e un'espressione sul viso di pazzia e ferocia. Alcuni riferiscono di vederla strangolare le persone a morte, apparentemente a caso. Sarebbe facile liquidare queste testimonianze come faziose o ridicole, come scherzi di cattivo gusto, se non fosse per le morti improvvise e misteriose di diversi cittadini. Ogni persona che è stata ritrovata morta, ha subito uno strangolamento.

Commenti John Goodman dice: Hey Sally, grazie per avermela spedita. (sigh) Ancora con queste cose bizzarre. Non sono mai stato superstizioso ma inizio a pensare che siamo maledetti o qualcosa del genere. Questa catena di eventi strani che ci ha colpiti di recente non può esser solo sfortuna.

Henry Goodman dice: Già, sembra che attiriamo gli eventi paranormali come dei magneti. Prima te, poi io, e adesso Sally. Non so che sta succedendo, ma spero che finisca presto.

Anonymous dice: Ci speri, eh?

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