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Non noti mai qualcosa di strano? Non ti capita mai di svegliarti e percepire nell’aria che qualcosa non va? Non sai dire cos’è, ma senti che c’è qualcosa di sbagliato, un errore di fondo cui non riesci a dare un nome. Improvvisamente ti sembra di essere in un altro mondo: ti muovi a fatica, vero? Non è come prima: sembra che lo spazio abbia una densità a cui non sei abituato. Oppure sono le porte: ieri non si aprivano nell’altro senso? O le ombre: lunghe e deformi, oppure assenti, incoerenti con le fonti di luce. Persino le voci di chi ti sta intorno sembrano cambiate: sono più rauche, gutturali, animalesche. E le loro pupille! Giureresti di aver visto persone prive di pupille, anche di iride! Ti fissavano con la loro sclera biancastra venata di rosso e sembravano avere fame… ma sono solo stupide impressioni!



Poi ti sollevi di soprassalto. Sei grondante tra le coperte, mentre la sveglia suona, e scopri che è tutto a posto: porte, ombre, voci, pupille… Che sciocchezza, vero, certi sogni?

Se solo potessi avvertirti. Ma tu non mi vedi, mentre passeggi per casa di notte, o mentre ti aggiri per la città mentre dormi. Come faccio a dirti che loro ti stanno guardando? Che hanno davvero fame e non aspettano altro che tu ti perda?



Tu razionalizzi, o quando ti prende il panico ti svegli. Ancora non ti sei addentrato molto in questo mondo, ma prima o poi ti perderai, come ho fatto io, e non ci sarà modo di tornare indietro. E tutte quelle anomalie sono segni: appena ne vedi uno dovresti tornare indietro, svegliarti e rimanerci, sveglio. A costo di passare la notte in bianco.



Un giorno però capiterà (succede sempre): ti perderai, ma io sarò lì per te. Sarò io a bussare alla tua porta o a battere contro il vetro della tua finestra. Avrai paura di me, lo so (anche questo succede sempre), ma dovrai fidarti, perché loro saranno lì con te, nel letto dei tuoi genitori, di tua sorella, distesi con le loro orbite pallide puntate al soffitto, ad attendere un passo falso. Lo sentiranno dal tuo odore che ti sei perso, e avranno fame.



Loro… non ho potuto fare nulla. Sono diventati dei Mangiasogni, divorati da quelli che, prima di loro, hanno fatto la tua stessa fine. Perché questo posto ti cambia, lentamente, spaventosamente. Voracemente ti divora e ha sempre fame di te. Piano piano ti trasforma in un mostro.



Eccoti! Ti vedo. Sei dentro casa. Qualcosa è cambiato: le luci non vanno, gli oggetti non sono più al loro posto, fatichi a orientarti. Ti volti verso il corridoio e col terrore negli occhi scruti le tenebre che invadono le soglie di due porte, in fondo. Sono loro: questa notte hai fatto il passo più lungo della gamba e ti sei perso. L’hanno fiutato. E con le sclere lucide frugano la notte per trovarti.



Presto! Sono qui! Ora mi vedi, alla finestra! Avanti, esci, prima che ti catturino e ti divorino!



Ce l’hai fatta. Ora ci sono io con te. Ci sono io…



Non fare caso ai miei occhi bianchi: è questo buio…



Né alla mia voce: è molto che non parlo con qualcuno…



Né al mio aspetto scheletrico: ho solo un po’ fame.



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NarrazioniModifica

MANGIASOGNI Creepypasta ITA04:44

MANGIASOGNI Creepypasta ITA

narrata da BloodyMadRabbit

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