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Perché lui è la morte
Ero ancora piccolo quando fui strappato dalle braccia di mia mamma. Lei piangeva, urlava, si disperava e imprecava contro Lui che mi stava portando via. 

Ero  ancora in fasce, non capivo cosa stava succedendo, Lui mi cantava una dolce ninna nanna, per tranquillizzarmi, per non farmi sentire le urla della mia mamma. 

We'll walk hand in hand, 

We'll walk hand in hand,

We'll walk hand in hand, some day.

Oh, deep in my heart,

We shall overcome, some day.

Erano i versi della dolce ninna nanna, che presto sarebbe diventata una dolce tortura, a farmi appisolare fra le sue lunghe braccia affusolate, e no, non stiamo parlando di Slender Man o che, questa è un altra presenza. 

Lui, quando si muove non ha ombra, lui possiede solo un enorme ghigno con una dentatura perfetta, ha guance scarne, nei suoi occhi si può vedere il nero più profondo, nero come la pece, nero come la sua anima di dubbia esistenza... Lui possiede il dolore, il terrore e la tristezza, la disperazione di un intero mondo. Lui ci intrappola in delle strette gabbie nel suo mondo. 

Man mano le grida di mia mamma si affievolirono, fino a diventare un triste, silenzioso lamento. Non la sentivo più, quella melodia cantata dalla soave voce di Lui mi faceva capire ancor meno di quello che stavo capendo. 

... Dopo di che, vidi solo il buio, sprofondando nel sonno, fra le sue braccia che mi coccolavano con istinto paterno.


Mi risvegliai in una gabbia, Lui era sparito. Intorno a me c'era altra gente, sembrava sofferente, erano tutti nudi, come me. C'era altra gente in altre gabbie, in uno sfondo nero, solo nero, nero e gabbie. Mi guardai i palmi delle mani, feci due giri su me stesso.

Quanto tempo era passato?

Non ero più lo stesso bambino di una volta... ero... ero un ragazzo? Quella ninna nanna, era l'unica cosa che ricordavo. La mia mamma? Dove era finita? Dove ero finito? Cosa significava tutto questo?

Mi sedetti a gambe incrociate, fissai lo sguardo sul nero, il panorama che offriva quel tetro posto. Le gabbie erano rette da delle catene rumorose, e se qualcuno cercava di liberarsi, il rumore metallico sovrastava quell'inverosimile silenzio. In lontano si potevano udire i lamenti di donne e di uomini. Sospirai. Non sentivo alcun bisogno dentro di me, non sentivo il bisogno di mangiare, ne di dormire, neanche di bere, di andare in bagno. 

In me c'era solo una tristezza che dominava il mio pensiero. Tristezza, terrore, disperazione. 

In quel posto c'era odore di sangue, misto ad acido. C'era un odore acre, come muffa, ma non sentivo il bisogno di eliminarlo. Provai a parlare, non emisi alcun suono. Solo un roco rantolo, una lenta tosse.

Mi passai una mano fra i capelli, erano mossi, non erano impicciati come avrebbero dovuto essere, riguardo a me, se avevo "dormito" per tutto quel tempo, non emanavo alcun odore ne buono ne cattivo, ero semplicemente pulito, ero neutro. 

Ogni tanto quella melodia dolce e lenta, rimbombava nella mia testa come una maledizione. Avevo perso la cognizione del tempo, non sapevo che giorno, mese, anno o ora fosse. In quel posto sembrava non esserci tempo, anche se le persone crescevano e invecchiavano. Lo sentivo, stavano soffrendo molto.

Dopo anni, ero finalmente diventato un uomo. "Finalmente". 

Bhè, non mi faceva ne caldo ne freddo, non ero mai riuscito a scappare dalla gabbia, ne a parlare, nulla. 

Della mia mamma non ricordavo nulla. E Lui non si era più fatto vedere da me.

Vivevo nella noia più assoluta, era davvero deprimente.

Mi ci volle parecchio tempo per comprendere. 

Lui. 

Si, Lui. 

Lui era la morte. La mia mamma non piangeva perché Lui mi stava portando via, ma perché stavo morendo lentamente, non imprecava contro di Lui, imprecava contro il medico che le stava davanti. La mia mamma non poteva vedere Lui. 

Lui si faceva vedere solo dalle sue vittime. E' impossibile sfuggire a Lui. Ti verrà a prendere. E ora, sai che non esistono cose come l'inferno e il paradiso. Esiste soltanto il nero eterno. Il Suo regno. 

Chiunque tu sia, tranquillo. Prima o poi anche a te capiterà. Anche a te capiterà di sentire questa tristezza enorme dentro, di ritrovarti in questo lugubre posto. E dopo anni ti svegli, e dopo anni ancora realizzi di essere morto. 

Perché Lui e Te camminerete mano nella mano per sempre dopo quell'attimo.

E non devi avere paura, anche se non ne uscirai, come ti aveva promesso lui cantandoti la dolce ninna nanna.

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