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Mi sveglio di soprassalto, in preda al panico. Nonostante questo, cerco di fare il meno rumore possibile, non appena riacquisto lucidità. Lei è ancora lì, vicino a me, che dorme beatamente. Non voglio svegliarla. Dio, quanto la amo.


Ho avuto di nuovo lo stesso incubo che da giorni mi tormenta il sonno.


Sogno lui, il mio migliore amico. Quell'amico che ho smesso di sentire e frequentare ormai da più di tre mesi.

Nel sogno, lui mi aggredisce, con tutta la foga e la violenza che un essere umano può mostrare.

E io, io mi difendo. Lotto con tutte le mie forze, e alla fine... lo uccido.


Sono diversi giorni che sogno di uccidere colui che per anni è stato il mio migliore amico.



Immerso nell'oscurità e nel silenzio notturno della mia stanza, lentamente mi tranquillizzo. Il mio battito cardiaco e il mio respiro tornano regolari.



Era solo un sogno, anche stavolta. Ma ogni volta, si fa sempre più nitido e realistico.



Questa volta riuscivo a sentire il dolore, quando lui mi colpiva. Vedevo e sentivo il suo sangue, quando io colpivo lui. Percepivo distintamente il calore e la vita che abbandonavano il suo corpo, mentre lentamente si spegneva tra le mie braccia, colpito a morte. Da me.


Era così... così vero.


Per questa notte, non riuscirò a riprendere sonno, già lo so. Mi alzo dal letto, esausto. Sembra quasi che quella lotta io l'abbia vissuta davvero, tanto era realistica.


Esco sul balcone e mi accendo una sigaretta. I pensieri si fanno largo nella mia mente.


Ricordo il giorno in cui l'ho abbandonato, senza dargli alcuna spiegazione. Era il mio migliore amico e io l'ho abbandonato.


Del resto, che altro avrei potuto fare. Come avrei potuto spiegare al mio migliore amico che ho fatto l'amore con la sua ragazza, e me ne sono perdutamente innamorato?


Sì, era la cosa più giusta da fare. O almeno così mi è sembrato, in quel momento. Non avevo certo previsto che il mio amore per lei fosse "ricambiato solo a metà".

Queste sono state le sue parole. Lei vuole stare con me, ma non riesce a rinunciare a lui.

Ho accettato la cosa. Ora mi vedo con lei, di nascosto, quando non si vede con lui.



Ma questo inizia a non bastarmi più. Non riesco più a sopportare il fatto che io debba rinunciare a vederla perché deve vedersi con lui.



Eppure fino ad oggi ho accettato tutto questo in silenzio ed ero sicuro di poter continuare a farlo.

Ma forse il mio subconscio sta cercando di dirmi qualcosa con quel sogno.

Sì, credo che sia giusto fare qualcosa, non posso continuare così. Domattina andrò da lui e gli dirò tutto.



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"Io la amo. Ho fatto l'amore con lei e ora vorrei poter stare con lei. Mi dispiace, non avrei mai voluto farti questo torto, ma non posso nascondere ciò che provo."


Queste sono le mie parole. Non dico altro, di fronte al mio migliore amico che non vedevo da mesi.



Lui non dice nulla. Mi guarda per un po', senza pronunciare una parola.



Poi, senza preavviso, mi si avventa contro. Mi colpisce una, due, decine di volte, con furia.



In quel momento, capisco come stanno veramente le cose.

Non siamo più due amici che parlano tra loro. Ora noi siamo due nemici.

Io sono un ostacolo alla sua felicità, e lui è un ostacolo alla mia.



L'amore, l'amore per una donna. Questo amore prevale su ciò che era un'amicizia e che ora si è trasformata in puro e semplice odio reciproco. Lui mi vuole morto, io voglio morto lui. Solo così uno dei due potrà essere felice.



Reagisco ai suoi colpi. Blocco qualche pugno, cerco di allontanarlo da me con una spinta. Poi, istintivamente, afferro il primo oggetto che le mie mani si trovano a toccare.

Non mi rendo conto nemmeno di cosa sia, tanta è la foga del momento. Lo stringo saldamente, e con tutta la forza che ho in corpo, lo scaglio contro la sua testa.



Un rumore assordante, un impatto violentissimo. Poi, il silenzio.



Smette di attaccarmi, e di fare qualsiasi altra cosa. In silenzio, mi cade fra le braccia.

Lo afferro saldamente, e per un attimo dimentico tutto ciò che è appena successo, e penso solo a sorreggere il mio migliore amico, tra le mie braccia.



Passano alcuni istanti, prima che mi accorga del sangue. Tanto sangue. Su di lui, su di me.



Mi rendo conto di ciò che ho appena fatto, e le lacrime iniziano a sgorgare dai miei occhi.



Il mio è un amore puro e sincero, ma è un amore sbagliato. Un amore che mi ha deviato, corrotto, che mi ha trasformato in un mostro.



In nome di quell'amore, ho appena fatto qualcosa che non potrò mai perdonarmi, e che non potrò mai dimenticare.



In nome di quell'amore, ho appena ucciso il mio migliore amico, il mio unico vero amico, con le mie stesse mani.



In nome di quell'amore, ho appena condannato per sempre la mia anima.









Grido.



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Mi sveglio di soprassalto, in preda al panico. Nonostante questo, cerco di fare il meno rumore possibile, non appena riacquisto lucidità. Lei è ancora lì, vicino a me, che dorme beatamente. Non voglio svegliarla. Dio, quanto la amo.

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