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No... No, di nuovo no. No. NO! Vi prego... vi prego, non fatelo, non fatelo di nuovo! Fermi... fermi... L'ago mi perfora la pelle, ancora una volta. No, per favore, basta. BASTA! Vi prego, vi scongiuro, fermatevi! Non ce la faccio più a sopportarlo ogni volta. Ogni fottutissima volta. Basta, no... Le membra sono scosse da violenti spasmi, non riesco a controllare il mio corpo. Fa male. Fa un male cane, dannazione! Mi bruciano gli occhi, e ancora una volta sento la gola secca e riarsa. Non avete capito. Lo so che non avete capito... ma... vi prego, rendetevene conto... AIUTATEMI, CAZZO! FA MALE! Dico a voi... vi prego... Le mie lacrime cadono, come ogni volta, sul freddo tavolo di metallo, senza che nessuno ci badi. Sento il mio corpo sfaldarsi, anzi, mi sembra di venire letteralmente strappato a pezzi con violenza... quella roba è di nuovo in circolo, e sta cominciando a fare effetto. Ad ogni strappo gemo, mi dimeno, sputo sangue e piango. Il dolore è insopportabile. Fermatevi... vi prego, smettetela. Vi prego non continuate... ... non continuate... La lama del bisturi scintilla sotto la grande lampada, e poi, come ogni volta, si dirige con precisione a incidere la mia pelle. Il sangue che esce dai tagli sembra ribollire. La lama si apre una strada verso i muscoli. No, vi prego... Vi imploro con tutto... Urlo. Urlo con quanto fiato ho in corpo. Sputo quasi con rabbia tutta l'aria che ho nei polmoni, ma non basta. Continuo a sentirlo, continuo a sentire quella dannata lama dentro il mio corpo, incidere e tagliuzzare con sadico piacere. È semplicemente indescrivibile. Come ogni volta, la mia unica speranza è... Sto dicendo a voi... a VOI, lo volete capire? Non fatemelo rifare... non voglio rifarlo... non di nuovo... Mi mordo la lingua. Con forza, con disprezzo. Cerco di sigillare il mio dolore dentro di me, per non dargli soddisfazione, ma non è ancora abbastanza. Non è ancora sufficiente a distogliermi da quel fottuto dolore! Non ce la faccio più! Basta! BASTA!!! Con un colpo secco chiudo il morso. La punta sanguinante della mia lingua cade, di lato, sul tavolo metallico. In bocca mi restano il moncherino, il sangue e le lacrime. Continuate a non capire? Mostri! Bestie inumane! Perché mi fate questo? Fermatevi. Fermatevi! Non voglio! No, sta per accadere! Vi prego no, NO! Una mano grande e fredda mi afferra la faccia e mi sbatte la testa all'indietro sulla lastra di metallo. Per un attimo non capisco niente e, Dio, quanto vorrei poter continuare a non capire. Cosa cazzo volete che faccia per farvi smettere?! Fermatevi... fermatevi... Tre dita vanno con decisione a cercare il mio occhio. Riesco a sentire il lattice del guanto a contatto con la mia pelle, poi, con forza, sento tirare la pelle e aprire per bene l'occhio. Vi scongiuro... fermatevi... non voglio... non... vo... glio... L'altra mano, invece, afferra saldamente il bisturi, rivolgendone la lama affilata verso il mio bulbo oculare. Vedo scintillare il metallo a pochi millimetri dal mio occhio. Poi, un colpo deciso... FERMATEVIIIIII!!!


Cazzo... sono morto. Bastardi, perché lo avete fatto? Perché lo fate ogni fottutissima volta? Perché devo continuare a soffrire per il vostro sollazzo? Perché dovete continuare? Vi imploro, vi prego, e voi continuate imperterriti! E si ricomincia sempre da capo! Ognuno di voi fa ricominciare tutto da capo! Ed io soffro e muoio ogni fottuta volta, dannazione! Vi prego ancora una volta...


Vi scongiuro...


Smettetela di rileggere ancora questa storia.

Lettore dell'incubo










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