FANDOM


Era una notte di autunno, non pioveva, non faceva freddo e non soffiava un alito di vento. In una notte così non hai nessun motivo per essere spaventato o suggestionato. Ed io non lo ero, dormivo un sonno beato distesa nel mio letto. Non mi svegliai quella notte, e il giorno dopo non sembrava essere successo assolutamente nulla. Ma fu proprio in quella notte così calma che cominciò tutto, ma questo io non potevo saperlo.

La mattina successiva mi svegliai, feci colazione e mi recai a scuola. Le lezioni trascorsero placide e quando finalmente finirono decisi di andare a fare un giro al parco prima di tornare a casa. Niente mi rilassa quanto la natura, me ne stavo seduta su una panchina a vivere quelli che furono gli ultimi istanti della mia vita ordinaria. Stavo per andarmene quando un bambino che stava giocando lì intorno mi si avvicinò e mi chiese se la notte prima avessi visto le lucciole danzare. Io gli risposi che la notte non ci andavo al parco e che sarebbe stato meglio se non ci fosse andato più anche lui poiché un posto così isolato avrebbe potuto essere pericoloso per un bambino. Lui mi rispose che non era al parco, non aveva disubbidito alla mamma ed era restato buono in camera sua, ma la luce delle lucciole lo aveva svegliato. Mentre stavo parlando con quel bambino mi chiamò mio padre e mi disse di ritornare in fretta a casa, quindi lo salutai e me ne andai. Non feci molto caso a quello che mi aveva detto, in fondo potevano anche solo essere le fantasie di un bambino.

Quella notte mi svegliai, non avevo sete e non dovevo andare in bagno, ma mi svegliai. Avevo sognato delle lucciole. Rigirandomi nel letto una paio di volte ebbi una sensazione singolare. La sveglia sul mio comodino segnalava le 4 e 46, avrei avuto almeno altre due ore per dormire prima di dovermi svegliare per andare a scuola  ma decisi ugualmente di alzarmi. Quella sensazione si fece sempre più forte, non era paura, anche se mi si erano drizzati tutti i peli delle braccia. Scesi le scale e percorsi la strada per arrivare in cucina senza accendere nessuna luce, aprii il frigorifero, presi uno yogurt e mi sedetti su uno dei sgabelli per mangiare. Mi accorsi di aver accidentalmente lasciato la luce del salotto accesa, solo quando ero quasi arrivata sulla soglia della cucina mi ricordai che non avevo acceso nessuna luce, eppure procedetti senza timore. Una volta arrivata schiacciai l'interruttore che invece di spegnersi si accese. Ummm.. Che stano!

Ecco fu in quel momento che iniziai ad avere paura, guardai la finestra e vidi dei piccoli bagliori tutti ben distinti tra di loro, mentre mi avvicinavo per capire meglio cosa fossero quelle lucine il mio battito cardiaco accelerò e continuò ad accelerare gradualmente. Una volta arrivata alla finestra inizio a decelerare finché non caddi a terra svenuta. Mi risvegliai in ospedale il mattino seguente. Mia madre era seduta ai piedi del letto e mi fissava con gli occhi affranti di una mamma preoccupata per la salute del proprio figlio. I medici mi dimisero il giorno successivo dicendomi che lo svenimento era stato dovuto ad un violento calo di pressione. Tornammo a casa e quando passai davanti allo specchio, che era sull'anta della scarpiera che teniamo nell'ingresso, oltre al mio riflesso, vidi ancora una volta quei bagliori ad un tratto mi sentii molto debole e mia madre fu costretta a portarmi sotto spalla fino al divano, non avendo le forze per alzarmi decisi di accendere la tv, facendo zapping notai che su tutti i canali parlavano di un bambino che era morto la notte precedente cadendo dal letto a castello, una frazione di secondo prima che io cambiassi canale mandarono le foto di quel bambino: era lo stesso del parco. Questo mi rattristò e mi fece riflettere sull'imprevedibilità della vita.

Quella notte sognai nuovamente le lucciole, e in lontananza vidi quel bambino che passeggiava. Sembrò notarmi e mi si avvicinò e con un sorriso mi disse "Allora le hai viste anche tu le lucciole". Mi svegliai inquietata da quel sogno e quando feci per alzarmi le gambe mi cedettero, cadendo per terra produssi un tonfo. Quel rumore è l'ultima cosa che ricordo, ma adesso non importa più ormai sto così bene immersa nelle lucciole!


Alexa Robert 13/04/1994 - 24/10/2014 

Lucciole








Vota questo racconto:

Voto complessivo:

È necessario registrarsi e collegarsi dal browser per poter votare e visualizzare i risultati.
Un ringraziamento alla Wiki tedesca per questa funzione.


Ad blocker interference detected!


Wikia is a free-to-use site that makes money from advertising. We have a modified experience for viewers using ad blockers

Wikia is not accessible if you’ve made further modifications. Remove the custom ad blocker rule(s) and the page will load as expected.

Inoltre su FANDOM

Wiki casuale