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Sono Terry McKenna, impiegato part-time alle copisterie Dutchman, tra la 25a e Folt's road.

State attenti a ciò che vi capita tra le mani vi dico, non vi inoltrate in cose che non vi riguardano, vi dico.

Lo scorso pomeriggio, rientrato in negozio dopo pranzo, spalancai subito le finestre del locale, non un soffio di vento entrava da qualsiasi maledetta direzione, ricordate il caldo dei giorni passati vero? Beh , posso solo dirvi che stare in un locale circondato da macchinari sempre in funzione non aiuta per niente.

Così diedi un'occhiata alle macchine, alla cassa, uno sguardo andò anche alla vita del quartiere; l'occhio in fine mi cadde sulla cartella dei lavori da iniziare, e li, dove prima non c'era assolutamente niente, eccosi materializzato come per magia , un foglio di carta formato A1 piegato in due, faccia utile verso l'interno, e un post-it giallo appiccicato sopra riportante la scritta: 500A4-500A0. Non v'era traccia però del solito marchio - "doitfaster" - che contrassegnava ogni ordine lasciato dal signor Dutchman.

Non era abitudine del capo neanche quella di lasciare post-it, ne degli altri colleghi del turno mattutino, ma sulle prime l'unica cosa che mi venne in mente fu che il principale non si era fatto vedere per niente quella mattina, magari era entrato durante il pranzo a controllare l'operato e aveva preso in consegna questo lavoro. Forse il post-it era stato consegnato dallo stesso cliente.



Deboli ventate ora entravano in negozio ad intervalli di qualche minuto l'una dall'altra.


Su quattro macchine in funzione, nel quarto d'ora in cui ero stato via , una aveva terminato il lavoro, così aprii il cartellone A1, diedi un'occhiata senza soffermarmi più di tanto sul soggetto, una donna con un teschio al posto della testa, lunghi capelli rossi, orrenda, danzante, e un parco giochi devastato alle spalle.



In quasi due anni di servizio me ne sono capitati di lavori squilibrati, in questa zona della città ci si deve aspettare di tutto, quello per me era solo un lavoro poco più interessante degli altri.



Così resettai la macchina libera, presi il cartellone e lo misi sullo scanner, un brivido mi percosse la schiena e restai qualche secondo li fermo, chino sulla fotocopiatrice, mentre tutto quanto attorno al quadrante dello scanner si faceva buio.

Una folata di vento, stavolta tanto forte da socchiudere il finestrone di legno che da su Folt's road, a ovest, cosicché in quel momento davanti ai miei occhi non vedevo nulla se non il quadrante luminoso con la riproduzione in miniatura del cartellone, che intermittente a video, lasciando impressi nella mia cornea, negli attimi di buio, i lineamenti così macabri del volto di quella danzatrice infernale.

Per un attimo fui sicuro che se mi fossi girato l'avrei trovata alle mie spalle pronta ad uccidermi; non avessi sentito l'enorme anta di legno sbattere a causa del vento, credo sarei rimasto li per qualche ora a cercare il coraggio per girarmi.

Quindi mi girai di scatto, imprecai contro la finestra, e dando distrattamente il comando d'avvio per 500 copie piccole e 500 formato gigante andai a chiudere definitivamente la finestra, mi ero già rassegnato a passare il resto del pomeriggio con le luci accese.



Appena l'anta toccò l'infisso un urlo immane mi fece trasalire, si diffuse nel negozio puzza di bruciato, e fu come se enormi impalcature arrugginite stessero cadendo l'una sull'altra,divorate dalle fiamme, come un enorme apparato per le montagne russe che si distrugge.

Fui scaraventato a terra dall'anta stessa, che mi colpì in faccia spinta da un'altra ventata decisamente anomala per la giornata che era e che continuò così ventosa fino a notte fonda, quando la mia vita era già segnata da diverse ore.

Mentre con l'occhio offeso cercavo di mettere a fuoco la donna dai capelli rossi che ora stava dominando la mia visuale dall'alto, mentre cercavo di divincolarmi sdraiato a terra, mentre desideravo di morire all'istante pur di mettere fine a quest'orrida esperienza ai piedi della macchina fotocopiatrice, le stampe che uscivano alla velocità di 200 fogli al minuto venivano sparsi tutti per strada dall'incessante raffica che s'era scatenata in meno di un minuto, invadendo il marciapiede e spaventando i passanti che videro una catasta di fogli di dimensioni diverse esplodere dl finestrone accompagnati da urla e rumori di macchinari rotti, sul punto di scoppiare.



Alle 4.05 del 7 Maggio 2013 New York vibra di SUV dell'intelligence che sfrecciano su e giù per la città, il rumore delle ambulanze in certi momenti supera quello delle esplosioni sporadiche che stanno avendo luogo in tutta la città da questo pomeriggio, e la gente ha paura di uscire di casa, i pochi che si avventurano si guardano bene dal guardare a terra, o sui cartelloni pubblicitari.

Il presente Terence Laurent McKenna, ex impiegato alle copisterie Dutchman, ha deciso di mettere fine alla propria vita nella "cella di detenzione cautelare per soggetti in stato di shock traumatico" al manicomio di Auburn, in pieno possesso delle mie facoltà mentali inoltre confermo le confessioni deposte oggi pomeriggio, io non ho fatto niente, e stanotte metterò fine alla mia vita, prima di permettere a quella dannata puttana di prendersela, come promesso, buon inferno a chiunque abbia la sventura di incontrarla.

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