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Un giorno una ragazzina di nome Emily si svegliò nella sua stanza.

Camminando verso il bagno ed incrociando uno specchio, ella si accorse che in tutti quegli anni non era cambiata, nemmeno per il benché minimo dettaglio.

Allora andò dalla madre e le disse che voleva una camera nuova.

La madre che di solito l'accontentava andò in alcuni negozi di mobili a cercare una stanza nuova per la figlia.

Intanto Emily era rimasta da sola a casa e stava dando da mangiare al suo canarino.

Ombre sinistre sembravano muoversi negli antri della casa, ed Emily si sentì osservata.

Non dando peso alle apparenze, ella pensò che fosse tutta suggestione.

Si girò per raccogliere un pugnetto di mangime per il piccolo canarino, ma quando si fu rivoltata, vide il povero uccello a pezzi, con sangue ed interiora tutte sparse per la gabbia.

Spaventata a morte, la fragile ragazza corse verso la sua camera.

Quella notte, però si sentì chiamare.

"Emily... Emily..."

Si svegliò di soprassalto, sollevandosi non vedendo nessun altro nella stanza.

Quando richiuse gli occhi, la voce si fece di nuovo sentire nella sua testa:

"Ciao Emily..."

La povera ragazza, riaperti gli occhi, si rintanò spaventata nell'angolo del letto.

"Eh? chi sei? Fatti vedere!"

"Non mi riconosci, Emily? SONO IO... SONO LA TUA CAMERA..."

Alla ragazza, ancora spaventata e scioccata, scappò un risolino di incredulità

"Impossibile! Le camere non parlano!"


"Ah no? E, dimmi allora, chi è che fa muovere la scrivania?"

La scrivania si mosse velocemente contro Emily, bloccandola contro il muro.

Emily sentiva un terribile presentimento salire lungo la schiena come una fredda lama.

"Che vuoi da me? Non mi hai mai parlato e lo fai ora?"

"Oh Emily non preoccuparti voglio solo una cosetta piccina piccina da te"

La voce della stanza si fece cupa e profonda.

"... NON CAMBIARMI."

"Ma tu sei vecchia"

Rispose la ragazza

"e io ne vorrei una nuova."

Queste due frasi attirarono l'ira funesta della stanza, che rovesciò il letto sulla ragazza.

La voce della stanza era tonante e tempestosa come mille fulmini.

"NON CAMBIARMI! NON CI PROVARE! ALTRIMENTI LA MIA MALEDIZIONE SI SCAGLIERA' SU DI TE COME UN FULMINE!"

La povera Emily disse che il giorno successivo avrebbe convinto la madre a non comprare una nuova stanza, e così fece.

Tutto tornò come prima, solo molto più silenzioso.

Emily non entrò in camera sua per tutto il giorno, ma quando la sera lo fece la camera le apparì totalmente diversa.

"Ciao Emily... felice di vedermi?"

La ragazza, sinistramente sorridente, annuì, gettandosi sul letto, che avvolse il corpo di Emily in una stretta di lenzuola.

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