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Finalmente sono in Paradiso, dopo anni a servire e a portare la parola del Signore e dopo una lunga malattia, ho capito che la mia fede non era insensata.

Sono un vecchio prete di una piccola parrocchia, e fin da piccolo ho sempre desiderato vedere il Paradiso.

Però non è come me lo sono sempre immaginato, mi immaginavo nuvole candide e musica celestiale. Invece qui è tutto di pietra, un enorme deserto di pietra. Dove sono? Sono negli Inferi? Mi domandai.


“Non è l’Inferno, è il Paradiso!” dice una voce profonda e gentile alle mie spalle.

Mi giro per vedere chi ha parlato, e vedo un vecchio, con un barba bianca e sporca. Il suo volto è stanco ed emaciato e i suoi occhi hanno una strana luce. Chi è costui?

“Sono San Pietro, il custode delle chiavi del cancello, ti do il benvenuto, figliolo.”

San Pietro! Il primo papa. Sono felice di vederlo! Però non è come me lo aspettavo. Beh alla fine ognuno ha il diritto di essere diverso dall’immaginazione.

“Vieni, ti porto a visitare il Paradiso con me”.

Il Santo si volta e incomincia a camminare. lo seguo senza indugiare.


Non ci vuole molto e siamo al cancello del Paradiso. Stranamente non è dorato o perlaceo come descritto nella Bibbia o nei quadri, ma è di ferro normale, anzi mi sembra anche arrugginito.

San Pietro prende un mazzo di chiavi dalla cintola e apre il cancello. Emette un rumore sinistro mentre le due inferriate si muovono. Entriamo.


“Bene, qui è dove starai per l’eternità”

Mi guardo intorno e ciò che vedo mi sconcerta. La terra è colma di esseri piccoli e deformi con ali quasi smembrate o marce.

“Cosa sono quelli?” chiedo.

“Angeli” mi risponde.

“Angeli? Ma non dovrebbero essere delle creature stupende e portatrici di luce?”

Sono troppo confuso e devo sapere. Il vecchio santo mi guarda con gli occhi pieni di compassione, ma quella strana luce non vuole andarsene.

“Gli angeli sono i feti abortiti o morti durante il parto. Bambini che non hanno avuto il tempo di avere una vita cristiana. Bambini che non hanno mai visto la luce della Terra. Questo è il loro vero aspetto.


Mi avvicino a uno di questo “angeli” e appena sono a un passo da lui si mette a urlare e sbavare tirando bestemmie. Urla distorte che mi feriscono le orecchie. Indietreggio spaventato. Pietro si avvicina e schiaccia la testa all’angelo con il piede.

“Taci, immondo abominio!” gli urla per poi girarsi verso di me. Ho paura, non è possibile che sia il Paradiso.

“Continuiamo il giro” mi dice mentre si incammina. Ho paura, ma sono molto più spaventato dai feti angelici, quindi mi muovo dietro di lui.


Più ci incamminiamo più il cielo, da limpido e azzuro, diventa rosso.

“Oh incomincia a piovere” dice la mia guida.

Piove anche in Paradiso? Non lo avrei mai detto. Guardo il cielo e una goccia mi colpisce in faccia, la asciugo e guardando le mie mani noto che non è acqua, ma un liquido rosso e denso, come sangue!

“La pioggia in Paradiso sono le lacrime dei santi e dei martiri, che, a causa del loro dolore, delle torture, e dell’orrore che vedono nel mondo, piangono cercando di cavarsi gli occhi.”

Non riesco a dire niente e continuo a seguirlo.


Dopo pochi minuti smette di piovere, e ci ritroviamo vicino a una casetta povera e diroccata, dalla quale provengono urla di una donna. Urla strazianti.

“Quella è la casa di Maria vergine.”

“Ma perché urla così?” domando triste e stupito.

“È obbligata a partorire in continuazione fino a quando non ridarà alla luce un nuovo Messia.
Fino ad ora ha partorito solo mostri e creature blasfeme, nessuna degna del nome di Figlio di Dio.”

Cado in ginocchio, quelle urla riempiono il mio cuore di dolore e i miei occhi di lacrime. Non può essere, questo non è il Paradiso, è addirittura peggio di ogni inferno che io abbia mai immaginato.


“Voglio vedere Gesù” sussurro.

“Come, scusa?” mi chiede San Pietro.

“Voglio vedere Gesù!” urlo.

“Certo, nessun problema, ma per vederlo dovrai ottenere l’aureola che dimostra che sei un trapassato.

Il Santo fa un gesto con la mano e la mia testa incomincia a bruciare e dolere. Mi porto le mani alla fronte e vengono trafitte da spine. Urlo.

“L’aureola è il simbolo del dolore che provò Cristo sulla terra, un cerchio di fil spinato che ti farà sempre ricordare che si soffre per ogni peccato, anche se non sei stato tu a commetterlo. Ora andiamo.”

Mi alzo a fatica, il sangue mi cola negli occhi, ma continuo a seguirlo.


Dopo un'ora, San Pietro si ferma.

“Eccolo, Gesù, il Salvatore. Si trova qui davanti ai tuoi occhi”

Alzo lo sguardo e lo vedo. Non voglio credere nemmeno a questo.

Gesù è ancora crocifisso, le sue ferite sanguinano ancora, ma non è questa la parte più terribile, quanto piuttosto il fatto che dal suo corpo cadano brandelli di pelle e sia quasi marcito.

“Cristo… Perché?”


Sentendomi il Messia si volta verso di me, mostrandomi il profilo nascosto, un profilo quasi inesistente. La pelle non c’era più, mostrava un cranio sfondato.

“Dimmi, anima, qual è la domanda? Cosa ti affligge?”

I miei occhi sono ricolmi di lacrime, ma devo chiedergli il perché di tutto ciò.

“Perché, perché Dio ci fa tutto questo?”

“Dio?” mi risponde, “Ricordati che Dio era uno e uccidendo me avete ucciso Lui. Dio è morto. Lui ora non esiste più.


Fallen heaven.jpg
Sono passati eoni da quando sono qui. San Pietro mi ha ceduto il posto, o meglio, me lo sono preso.

Ecco, vedo dei nuovi arrivi, mi dirigo verso di loro lasciandomi alle spalle il cancello del Paradiso.










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