FANDOM


Prima di trasferirmi in città, circa 30 anni fa, vivevo in un piccolo paese sulla costa. Eravamo circa ottanta famiglie, un totale di 820 persone. Era un paese di pescatori per lo più, ma avevamo un bel cinema ed anche un'istituto mentale nel quale ogni tanto veniva rinchiuso qualcuno di città per essersi spappolato il cervello con le droghe o per aver ascoltato le voci che gli dicevano di fare a pezzi la propria famiglia.

Nonostante ci fossero pochi ragazzi in paese mi piaceva viverci. Con i miei amici andavamo spesso a giocare sulle rive del lago salato, un lago costiero grande quanto un campo da calcettp che si trovava ad un paio di chilometri dalla piazza principale, oppure, un po' mi vergogno ancora a raccontarlo, a tirare sassi verso la Pazza Del Molo.

Ecco, è di lei che voglio parlare, della Pazza Del Molo. Sin da quando ho memoria lei era lì, sola, imperterrita ad attendere. Mio padre, quando avevo sette anni, una domenica uscendo dalla chiesa mi raccontò la storia di quella donna.

Una settimana prima della mia nascita il marito della Pazza era partito con il suo piccolo peschereccio alla ricerca di qualcosa che nessuno conosceva. La moglie lo aveva pregato di non andare, che era pericoloso, ma lui le aveva assicurato che al tramonto del settimo giorno dalla sua partenza sarebbe tornato.

È inutile specificare che non lo fece. Probabilmente morì per mare o forse era solo scappato dalla vita di paese che aveva dimostrato spesso di odiare. Fatto sta che la donna, quando al tramonto del settimo giorno(che era anche quello in cui nacqui) non vide il marito tornare al molo da cui era partito, vi si stabilì per sempre.

Tutti i paesani cercarono di farla ritornare in casa, ma lei non ne voleva sapere. Continuava a rimanere lì, su quel molo dove aveva visto suo marito per l'ultima volta, a fissare il mare ed a mormorare "tornerà, ha promesso... Tornerà".

A nulla erano valsi i tentativi di chiuderla nel manicomio, lei riusciva sempre a scappare, anche in modi apparentemente impossibili. Era riuscita a stendere due guardie di sicurezza nonostante fossero degli armadi a due ante ed un altra volta aveva scavalcato un muro alto sei metri senza avere alcun appiglio.

Dopo la sua ennesima ed assurda fuga era stato deciso di lasciarla stare nel molo, tanto alla fine non dava fastidio a nessuno.

Oh, ho dimenticato un dettaglio alquanto interessante... Mio padre mi ha raccontato che dal giorno in cui il marito era scomparso la Pazza aveva cominciato ad indossare una strana collana che diceva essere ciò che il marito le aveva portato al ritorno dal viaggio. Era pazza, ovvio, ma quella collana prima di quella sera non l'aveva mai avuta ed in paese nessuno produceva monili di quel tipo.

La cosa ancora più strana era che per quanto i medici del manicomio, durante la sua permanenza in quel posto, provassero a levare quella collana alla donna, il giorno dopo gliela ritrovavano al collo. Era una novella Diabolik o la collana le si materializzava al collo? I medici persero interesse per questa questione in pochi giorni, a quei sadici bastardi interessava solo sperimentare l'elettroshock come cura da ogni male.

Ma sto divagando adesso... Dicevamo che mi divertivo a tirare sassi a quella povera disgraziata. Un giorno, ad una settimana dal mio decimo compleanno ero con il mio migliore amico, Sam, a tirare sassi alla Pazza. Quel giorno ero molto arrabbiato. Avevo appena scoperto che il giorno dopo il mio compleanno ci saremmo trasferiti in città e quindi mi stavo sfogando in quel modo stupido.

"Guarda come la becco in faccia!" dissi a Sam in un momento di frustrazione acuta e lanciai la pietra più forte che potevo. Non dimenticherò mai la conseguenza di quell'azione.

La pietra non colpì la donna in faccia, gliela sfiorò. Sam mi diede uno schiaffo, non dovevo lanciargliela così vicino, saremmo stati arrestati!

La donna subito dopo il passaggio della pietra si girò verso di noi, interrompendo la sua litania di "tornerà, ha promesso... Tornerà" e con sguardo folle(un misto di quella che ora riconosco per eccitazione sessuale e terrore puro) ed una voce incredibilmente cavernosa e mostruosa ci disse:

"Lui sta tornando! Fra una settimana, a mezzanotte, il mio amore tornerà da me!

Io e Sam restammo scioccati e spaventati. Quella donna non mostrava attenzioni per gli altri da 10 anni ed ora diceva a noi, i suoi persecutori, che il marito stava tornando!

Scappammo via, eravamo spaventati dal modo con cui la Pazza ci aveva parlato e dallo strano bagliore che la collana aveva assunto mentre ci parlava.

Non raccontammo a nessuno di ciò che era successo, ma il giorno del mio compleanno, dopo la festa riuscì a convincere mia mamma a farmi stare fuori fino a tardi. "Non fare troppo tardi, Pie. Domani dobbiamo partire!"

Avevo il coprifuoco alle 11 di sera. Erano le 10 ed avevo appuntamento con Sam alle 10 e 20 alla piazza principale. Vorrei non aver trasgredito il coprifuoco.

Incontrai il mio amico all'orario e al luogo stabilito e ci incamminammo silenziosi verso il molo. Tutto il paese era addormentato, in un posto così piccolo e a quell'epoca non c'era nulla da fare(pure il cinema chiudeva alle 21).

Arrivammo al molo che erano le 10 e mezzo e non notammo nulla di strano. La Pazza era sempre al suo solito posto a fissare il mare, ma mormorava qualcosa di diverso. "Mezzanotte, amore mio!" ripeteva come uno di quei noiosi salmi che il prete propinava sempre la domenica.

Restammo lì a fissare la donna nascosti dietro un muretto senza dir altro che "devo pisciare, stai attento che non scappi" di tanto in tanto.

Intorno alle 23:50, ricordo l'ora esatta perché la guardavo sempre sull'orologio d'oro che mi avevano regalato i miei nonni, la litania della donna cambiò, ma era ridotta quasi ad un sussurro e da dove eravamo noi non si sentiva nulla. Decidemmo così di avvicinarci restando sempre nascosti, il buio quasi totale in cui il molo era immerso ci era favorevole, ma Sam pestò un pezzo di vetro che sembrò produrre lo scoppio di una bomba in quel silenzio spettrale.

La donna interruppe la sua litania e si voltò furiosa verso di noi e con la stessa voce spaventosa di una settima prima ci urlò "Bastardi! Via! Il mio amore è qui solo per me! Via! Via!"

la collana aveva ricominciato ad emanare di nuovo quel sinistro bagliore e la donna aveva preso le stesse pietre che noi le avevamo lanciato contro e ci restituì il torto.

Una delle pietre scagliate dalla pazza colpì Sam in testa. La botta lo fece svenire ed io fui costretto a trascinarlo dietro il muretto dove eravamo prima nascosti.

La Pazza, finché non riuscii ad uscire dalla sua vista, aveva continuato a lanciarmi pietre ed a urlarmi di andare via. Non appena fui dietro il muretto smise di lanciare sassi e riprese la sua litania, quella che non riuscivamo ad udire prima, urlandola questa volta.

"Mezzanotte amore mio, mezzanotte ed avrai il mio corpo, mezzanotte amore mio e riassaporerò il tuo profumo".

Urlava queste cose come in preda ad un orgasmo, ma la voce che aveva rendeva quelle frasi ancora più spaventose e strane alle mie orecchie di bambino.

A mezzanotte in punto l'orgasmo della pazza venne interrotto da un forte rumore di acqua ribollente. Cercai di sbirciare dal mio nascondiglio e vidi qualcosa di inspiegabile:

un uomo nudo fluttuò fuori dall'acqua completamente asciutto e si posò davanti la Pazza. Era il marito della donna, lo riconobbi grazie alla foto che mio zio Mau, suo grande amico, aveva appeso nella sua taverna.

La donna si inginocchiò dinanzi al marito e cominciò a dire, con voce normale stavolta, "Sei tornato mio amore, voglio averti ora, ma mostrami ciò che amo di te!"

L'uomo si avvicinò alla moglie e fece per baciarla, ma dalla sua bocca uscirono dei piccoli tentacoli senza ventose che entrarono nella bocca della donna. Quella cominciò a mugolare di piacere. Io ero scioccato, non credevo ai miei occhi. Da quando quel "bacio paranormale" era iniziato la Pazza aveva cominciato a tornare la splendida donna che era stata prima che quasi dieci anni di sosta sul molo e le interperie la trasformassero.

Quando la Pazza tornò normale l'uomo cominciò a spogliarla continuando a baciarla e dalle sue dita cominciarono a fuoriuscire altri tentacoli. L'uomo trascinò la donna nell'acqua ed a quel punto smisi di guardare perché il corpo di quel pescatore si stava aprendo come una felpa con la zip rivelando qualcosa di orribile al suo interno.

Dal mio nascondiglio udì la donna urlare di piacere per diversi minuti fino a quando tutto smise e non la udì uscire dall'acqua. Mi feci coraggio e guardai. La donna, che mi dava le spalle, copriva la creatura alla mia vista. Vedevo solo alcuni tentacoli come quelli che erano usciti dalla bocca dell'uomo agitarsi nell'aria e ogni tanto avvolgere delicatamente il corpo della donna.

Una voce oscura, orribile, spaventosa, eterna come il tempo cominciò a parlare. Era una voce che trasudava malvagità e che faceva apparire il mondo stesso malvagio. Era la creatura. Non capii tutto quello che disse, compresi solo alcuni stralci di quella conversazione. "Dieci anni fa... marito... trovato... tempio sott'acqua... l'ho posseduto... tornato qui... incontrato te... Riuscito a imprigionarmi nuovamente... Inutile... Liberato grazie al tuo amore... inutile..."

A quel punto i tentacoli avvolsero di nuovo la donna e la voce riprese a parlare, comprensibilmente stavolta. "Il tuo amore per me ha nutrito i miei poteri divini rendendo inutile il sacrificio di tuo marito. Ma ora che sono di nuovo libero per me sei inutile! Esigo il mio sacrificio annuale, come nei tempi oscuri in cui ero venerato dall'umanità! Muori!"

Al "Muori!" la donna prese fuoco. Mi nascosi per non vedere, ma potevo udire la carne sfrigolare e la donna urlare. "Pie... SO CHE CI SEI!" Urlò la bestia. Svenni per la paura.


Mi svegliai nel mio letto. Sam era accanto a me. "Cosa? Dove sono?! C'È UN DEMONE IN PAESE!" urlai. "Ssh! Idiota! Sveglierai i tuoi!" "Sam, non hai più il taglio sulla fronte!" "Quale taglio? Sei tu che sei stato colpito dal sasso di quella Strega! Ti ho riportato a casa ché sei svenuto. Meno male che i tuoi già dormivano e non si sono accorti del tuo ritardo." "Quindi... Ho sognato?" "Credo proprio di sì" mi rispose Sam con uno strano bagliore negli occhi. Credo proprio di aver visto anche la sua tasca luccicare, quella notte.

Il giorno dopo partii e decisi di dimenticare quella storia.

Esattamente un anno dopo, mentre tornavo a casa dalla mia nuova scuola, passai in edicola per ritirare il giornale a mio padre e la prima pagina di quel giorno mi shockò. Sam era stato trovato morto carbonizzato nello stesso molo in cui un anno prima era stata trovata carbonizzata la Pazza del molo. Ero terrorizzato! Non sapevo che la Pazza era stata bruciata viva! Forse i miei non me l'avevano detto per non spaventarmi...

Ciò che mi shockò ancora di più fu però il modo in cui avevano identificato Sam: sul corpo carbonizzato avevano trovato una collana che Sam portava sempre da qualche mese a quella parte.

Il paese, dall'epoca in cui questi fatti sono avvenuti, si è ingrandito, è diventato moderno, il numero di abitanti è triplicato. Ma, ogni anno, lo stesso giorno del mio compleanno, L'Assassino Incendiario(come ormai lo chiamano i giornali) dà fuoco ad un'altra persona che viene identificata sempre tramite una collana appartenuta al morto. Collana che è, incredibilmente, sempre lo stesso tipo di quella della vittima dell'anno precedente.

Non so se oggi, giorno del mio compleanno, la storia si ripeterà. Sono qui che scrivo col mio portatile indossando una collana simile a quella della Pazza che mi è arrivata qualche giorno fa tramite pacco postale anonimo ed aspettando, seduto su quello stesso muretto di 30 anni fa, che la verità salti fuori in quella che probabilmente è la mia ultima notte al mondo.



Scritta da Gabry_Bizkit

Vota questo racconto:

Voto complessivo:

È necessario registrarsi e collegarsi dal browser per poter votare e visualizzare i risultati.