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Il corpo si accascia a terra. La mia missione è compiuta.

Ho ucciso quelli che dovevo, tutti in questo paesino stanno cominciando a comportarsi meglio.

Gli altri saranno riusciti nel loro intento?

Torno serio alla Sala, un luogo dove tutti Noi ci riuniamo e discutiamo delle prossime mosse.

-Ma davvero dobbiamo continuare?- Dice uno.

-Certo, gli umani devono essere tenuti sotto controllo, altrimenti potrebbero distruggere tutto, e lo stanno già facendo. Guardati attorno: quanti siamo? Quattro? Cinque? Ricordi quanti eravamo una volta?

-Decine, centinaia, riempivamo questo mondo e lo purificavamo, ora è finito per essere una discarica, esseri della stessa specie che guardano solo l'aspetto esteriore, si combattono tra di loro per cose futili, credono di essere i loro stessi dèi, avidi, arroganti, gelosi, invidiosi... di cosa? Soldi? Potere? Altri della stessa specie? Vestiti o modi di essere? L'umano non è stato creato per questo, doveva essere il futuro del mondo, doveva rappresentarci, doveva...

-Basta!- il Capo batte un pugno sul bracciolo della sedia e si alza. -Sappiamo benissimo tutti per cosa è stato creato l'uomo, e mi pare che qui ci stiamo comportando come tale, o sbaglio?-. Ci guarda tutti attentamente, molti abbassano lo sguardo, io che non ho ancora parlato no.

-Dimmi Raaivo, cosa pensi della situazione?

Mi alzo e mi schiarisco la voce.

-Penso che Jow abbia ragione, l'essere umano sta diventando sbagliato, ho notato una diminuzione nel quoziente intellettivo medio, stanno tornando i primati che erano prima di noi, ma con il sapere di quello che hanno fatto, è come dare la tecnologia del nucleare a due clan di scimmie rivali, sarebbe la fine di tutto, forse. D'altra parte penso che si possa ancora rimediare, non come stiamo facendo ora, eliminando gli "impuri", sono davvero troppi, e appena ne ammazziamo uno ne nascono altri due.

Jow m'interrompe. -Allora lasciamo che devastino il pianeta e che uccidano tutte le altre specie animali! Giusto!

-Jow, taci o ti strappo il nervo. Sai quale.- mi salva Kali, l'unica donna rimasta.

Per "nervo" intende il nervo che ci da i nostri attuali poteri, collocato appena sopra la quarta vertebra.

Riprendo il discorso.

-Grazie, Kali, dicevo, mentre siamo ad ammazzare uno ne stanno nascendo altri due, quindi è impossibile ucciderli tutti e lasciar vivi solo i "buoni", ormai questa specie è persa, non possiamo farci nulla, solo lasciarli ammazzarsi tra di loro, dato che gli piace così tanto, non capiscono che collaborando e lasciando perdere le ambizioni e la "natura umana" che loro tanto adorano, una falsità, una natura creata da loro, potrebbero arrivare ad esplorare lo spazio, a popolare altri mondi, senza dimenticare il miglioramento sociale che avverrebbe; datemi almeno un esempio di animale che stupra un suo simile oppure di un animale che sta a guardare e fa il tifo mentre due si aggrediscono.

Silenzio.

-Appunto, l'essere umano non è un animale, è altro, è un derivato delle miglior specie viventi, le scimmie, che sarebbero capaci di creare una civiltà migliore di questa; se solo l'essere umano avesse memoria di tutto quello che ha passato, avesse i sensi, sentisse sulla propria pelle quello che è stato durante la sua esistenza, sarebbe un essere migliore, in questo periodo stanno andando tanto di moda le guerre, non ricordano il dolore che causano, familiari morti, uccisi davanti ai loro occhi, amici, compagni, fratelli, squartati dalle bombe, le donne di casa rapite e violentate, schiavizzate, non si rendono conto di nulla, ma quando questo finirà, la memoria rimarrà per una o due generazioni, poi verrà tutto dimenticato e si ricomincerà, è un lento meccanismo di autodistruzione che corrode l'uomo da quando è nato, molto presto, con il nucleare, non esisteranno più organismi sulla terra, solo un'informe massa di... qualcosa. Ho finito.

Ancora silenzio.

-Quindi cosa si dovrebbe fare?- chiede Jow. -Raaivo, sei sempre stato il più saggio, dicci cosa pensi.

Prendo un lungo attimo di tempo per riflettere. -Sostituirli.

-Cosa?!- esclama Kali.

-Ma che diavolo dici?!- controbatte Jow.

Il Capo pensa, ha la mia stessa idea.

-Dico che non c'è speranza per l'uomo, tra non molto si dividerà in clan rivali, ne rimarrà uno e tutto riprenderà da capo, magari, facendo evolvere un'altra specie...

-No, ci abbiamo messo troppo per questa, non la lascerò andare- annuncia Jow.

-Jow, forse ha ragione- ribatte Kali.

Mi accorgo ora che manca Ktzar.

-Ma Ktzar dov'è?

L'atmosfera s'incupisce.

-L'hanno preso.

-L'hanno ucciso.

Sgrano gli occhi. Non può essere così, lui era sempre quello che ce la faceva.

-Come?- Chiedo traballante.

-Gli hanno teso una trappola, ne abbiamo trovato i resti.

-Già, si è divertito prima di morire- ridacchia Jow.

Divento scuro in volto.

-Siamo in quattro...- Stringo i pugni e li batto sul tavolo centrale -eravamo centinaia! Gli esseri che abbiamo creato ci stanno uccidendo! Sono dei bastardi ingrati! Uccidiamoli tutti e lasciamo il mondo così, faremo prima!- Urlo, tra le lacrime, lacrime del dolore continuo per la perdita di un fratello, dolore del tradimento, dolore della rabbia di un padre.

Tutti si rabbuiano.

-Li hai creati tu, sapevi a cosa saresti andato in contro.- dice Jow.

-Jow, non ha creato i loro sentimenti, solo... il corpo- notifica Kali.

Mi ricompongo e mi reggo in piedi, schiarendomi la voce. -Allora facciamoci vedere, non dalle agenzie segrete, da quelli che ci ammazzano, ma dalla gente comune, io andrò nell'Europa, Jow, nell'Asia, Kali, Americhe, Capo, Africa. Facciamo vedere che li abbiamo creati ed esistono grazie a noi, se ci ammazzeranno tanto vale, saremo morti comunque, se capiscono e ci accettano... creeremo un nuovo mondo, nuovi ideali, giusti e forti, nuove regole, leggi, comunità; creeremo il mondo ideale.

Silenzio.

-Sono d'accordo- esclama Kali.

-Facciamolo- afferma Jow.

-Mh.- dubita il Capo.

No, ci uccideranno, potremmo... sgrano gli occhi.

-Potremmo fare un'altra cosa! Insinuarci nella mente degli individui più intelligenti e farli parlare a conto nostro, voi dareste più peso a uno di Noi che dice una cosa o ad un Umano che dice lo stesso? Sì, ci insinueremo nella loro mente e li faremo agire e parlare per conto nostro, poi ci mostreremo.

Tutti annuiscono.

Lo facciamo.



Da quando è successo ci siamo moltiplicati, siamo molti, moltissimi, lentamente torniamo ad essere quelli di una volta, l'unica pecca è che una volta nelle menti perdiamo il nostro corpo materiale, diventando Spettri.


I casi di malattie mentali come isteria continuano ad aumentare, gli esseri umani sani stanno diminuendo, ma nonostante tutto sono sempre compensati dalle nascite. In ogni caso aumentano a dismisura, dicono di avere visioni, allucinazioni, aggrediscono e rapiscono persone considerate "impure", che sia nato un nuovo culto?

Non lo sappiamo, ma dicono che siamo noi i pazzi, siamo noi quelli che non sanno la verità, dicono che i veri malati mentali siamo noi, non loro, e verremo puniti non con la morte, ma con la vita.



Bene, io avrei finito qui, ma vi faccio una domanda: "Chi è il vero malato mentale? Quelli nei manicomi, che vedono ombre, urlano e aggrediscono per poi nella maggior parte dei casi pentirsi, o noi, che condanniamo queste persone, queste persone che come noi esprimono il loro modo di essere, noi che siamo conformi, siamo un gregge che non accetta errori, noi che siamo un unico blocco di metallo cangiante, prima metallo, poi sabbia, ma sempre unito, sempre lo stesso, noi, che se un singolo granello o una rifinitura esce dagli schemi noi sentiamo l'impellente bisogno morale di pulire? Pensate, spaziate nel discorso, arrivate a fare quei "ragionamenti filosofici" che tanto odiate, che di filosofico non hanno niente, è pura logica unita a pensiero razionale".


-Un ragazzo che vede ombre e sente bisbigli.


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