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Niente è più terrificante dell'infuriare di un incendio, specialmente se - nell'autentica tradizione di Firestarter di Stephen King - il piromane sta in agguato nel subconscio di qualcuno. Era questo il problema che la famiglia Willey dovette affrontare nel 1948 nella sua fattoria di Macomb, nell'Illinois. Il signor Willey mandava avanti l'azienda agricola con suo cognato e i suoi due figli. La sua nipotina Wanet stava gironzolando intorno alla casa. Sembrava che non stesse accadendo nulla di anormale finché in casa delle strane macchie marroni cominciarono a comparire sulla carta da parato. Esse diventavano incredibilmente calde, spesso raggiungendo i 240°C prima di sprigionare fiamme. Gli incendi erano così frequenti che i vicini dei Willey tenevano in casa secchi colmi d'acqua, in attesa di gettarla su un incendio non appena scoppiava. Qualche fiammata divampava quasi ogni giorno.

Nessuno sapeva spiegarne la causa, neppure la locale stazione dei pompieri. "L'intera faccenda è talmente stramba e fantastica che provo quasi vergogna a parlarne", confessò il capo dei pompieri Fred Wilson ai giornalisti.

Col passare dei giorni gli incendi si fecero sempre più frequenti e bizzarri. Ben presto cominciarono a divampare dalla veranda, dalle tendine e da altri punti della casa e le ipotesi si fecero più numerose. Secondo dei rappresentanti della vicina base dell'aeronautica militare, le combustioni erano causate dalle onde radio ad alta frequenza, mentre i funzionari del servizio antincendi ipotizzavano che nelle pareti della fattoria potessero formarsi dei gas infiammabili. Nonostante queste ingegnose spiegazioni, non emerse nessuna soluzione pratica al problema dei Willey.

Alla fine, dopo aver assistito agli incendi per giorni, gli stanchi e frustrati vigili del fuoco tartassarono la piccola Wanet fino a farle confessare, come dissero ai giornalisti, che era stata lei ad appiccare i fuochi tirando fiammiferi accesi mentre gli altri voltavano l'occhio.

Nessuno credette a questa spiegazione. La valutazione più attendibile venne da Vincent Gaddis, che studiò il caso nel 1962. Nel suo libro "Luci e Fuochi Misteriosi" affermò che la piccola Wanet "avrebbe dovuto avere una costanza incredibile, e una scorta illimitata di fiammiferi, nonché parenti e vicini eccezionalmente miopi". In altre parole, come l'eroina di Firestarter, doveva aver appiccato gli incendi con mezzi paranormali, in un modo che andava molto al di là della comprensione delle autorità locali.


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