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Non so perché, ma mi appassiona davvero l'alba, ne sono quasi ossessionato. Quel magnifico momento in cui la dolce luce della luna cede il passo a quella brillante e calorosa del sole.

Ogni mattina, ormai da dieci mesi, mi alzo davvero presto per osservarla, per ammirarla in tutto il suo splendore. Ormai però, è arrivato l'inverno e, se d'estate dovevo svegliarmi presto per osservarla, adesso posso riposare quel poco tempo in più che mi è concesso. Ormai è la mattina del diciannove novembre. Una mattinata come le altre, si direbbe, passata nel mio villino di proprietà a pochi chilometri dalla città di Macon, solo e disperso nell'immensa natura che circonda la mia casa. Come ogni mattina, sono solito appostarmi sulla sedia a sdraio che ho posizionato in camera da letto, l'unica stanza situata in direzione del sorgere del sole e da qui ogni volta posso ammirare e stupirmi nuovamente davanti a questo magnifico processo.

La flebile luce di un piccolo lume sulla mia scrivania illumina la stanza. Fuori c'è ancora parecchio buio, sono le cinque e mezza della mattina, ma un piccolo movimento, quasi impercettibile in un primo momento, attira la mia attenzione, là, nei prati lontani. Una piccola sagoma sembra salutarmi... mi chiedo come abbia fatto a vedermi da così lontano. Magari sarà a causa del fatto che ho tutto il balcone della camera spalancato, eppure sembra così strano. Per un attimo un rumore proveniente dalla mia stanza, un piccolo scricchiolio della sedia di legno situata vicino la scrivania, distoglie il mio sguardo turbato verso di essa. La piccola sagoma non c'è più. Sembrerebbe essersi dileguata nel nulla, sparita da un momento all'altro, eppure non c'è riparo dove ci si possa nascondere, non si sono campi di grano in cui infilarsi e giocare a nascondino, né tantomeno alberi dietro la quale trovare rifugio.

Inizio a pensare di essermi immaginato tutto, certo è che svegliarmi sempre presto la mattina e passare una stressante giornata di lavoro non aiuta la salute. Ormai ci siamo, eccola, l'alba in tutto il suo splendore. Dopo tanti minuti di attesa, finalmente, ecco sorgere il sole splendente del mattino. Quegli attimi di quiete ebbero breve vita. La luce del mio lume si era spenta, un altro scricchiolio si udì nella camera, ma questa volta non sono sicuro provenisse dalla sedia. No, ne sono certo, non era la sedia, la porta della camera si era leggermente aperta... beh, sarà stata la leggera brezza mattutina. Non sono affatto confortevole, però. Sento come se qualcuno mi osservasse, come se stesse analizzando ogni mia singola azione a chi sa quale scopo. Meglio non farci troppo caso, lo stress fa brutti scherzi, e credo sia anche arrivato il momento di riaccendere il lume. Niente. La luce è come se si fosse fulminata, eppure ho cambiato da poco la lampadina, magari sarà difettosa, questa è l'unica cosa possibile.

La luce del mattino illumina parzialmente la mia camera e li, nel buio, c'è qualcosa. Ne sono certo, qualcosa si è mosso. Sento il respiro di un essere...umano? Come ha fatto ad entrare in casa mia senza che me ne accorgessi? Un mal di testa affligge il mio capo d'improvviso, è come se qualcuno premesse sulle mie meningi con ferocia ed estrema forza, ma nessuno mi sta toccando. Cosa mi succede? Perché tutto d'improvviso? Il dolore passa dalla testa al petto, sembra che qualcuno stia letteralmente stringendo il mio cuore palpitante tra le sue mani. Sento come se delle lame mi stessero lacerando dall'interno. Lascia il mio cuore, passa ai miei polmoni. Mi manca il respiro, sento che la vita sta per abbandonarmi, ed è proprio nel momento in cui esalo il mio ultimo respiro, che allenta la presa. Nessun dolore, tutto d'un tratto non sento più niente.

Ed ecco che l'essere si muove nell'ombra, quella che da lontano sembrava una piccola sagoma, si rivela essere un enorme figura mostruosa, ricurva su se stessa, ha il volto sfigurato con quelle che sembrano cicatrici o con ustioni, ma non ne sono molto sicuro, la mia vista si è appannata e non riesco quasi più a vedere. Mentre avanza verso di me, sul suo volto si stampa un sorriso che mette in mostra i suoi denti, sporchi e affilati come rasoi, le sue lunghe braccia si protendono verso di me, le lame che ha al posto delle dita ormai mi hanno raggiunto, sono penetrate nelle mie braccia. Sono bloccato ormai, faccia a faccia con quest'essere, occhi vitrei, pupille nere come la pece, mi guarda sorridendo, come se provasse un immenso piacere in quello che sta per fare. Eppure non ho paura, non so come non mi preoccupo della morte o di quello che mi succederà. L'ultimo pensiero che mi sfiora è solo la consapevolezza del fatto che... non potrò vedere l'alba di un giorno nuovo.


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