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Chi è stato sul sito rotten.com sarà sicuramente incappato nella foto di un cadavere segato a metà all'altezza della pancia. La vittima è una ragazza, Elizabeth Short, detta Black Dahlia (la dalia è un fiore) per via della sua bellezza e del suo modo di vestire tendente al nero.

La storia di questa ragazza è molto triste. Il suo sogno era quello di diventare una stella di Hollywood, e infatti per questo motivo si recò a Los Angeles nel 1946, ma all'epoca l'industria del cinema era un po' fiacca per via della guerra appena finita ed Elisabeth non riuscì nel suo intento, nonostante, si dice, abbia fatto da comparsa in Casa Blanca e girato qualche film pornografico (all'epoca era reato partecipare a queste pellicole e produrne).

Si può definire la Dalia Nera come una ragazza spensierata, uno spirito libero, e si pensa che sia stata proprio la sua intraprendenza e sfrontatezza a portarla alla sua fine. Elizabeth sfruttava la sua bellezza per conquistare gli uomini in divisa, per i quali aveva una vera e propria fissazione, e molto probabilmente avrà pestato i piedi alla persona sbagliata perché venne rapita, seviziata e uccisa. La mattina del 15 Gennaio del 1947 una donna stava passeggiando insieme alla figlia di tre anni, quando le parve di scorgere un manichino a qualche metro da lei. Guardando meglio si accorse che non si trattava di un semplice pezzo di plastica dalle fattezze umane, ma bensì di un cadavere. Presa dalla paura coprì gli occhi della figlia e corse al primo telefono pubblico per chiamare le autorità.

Il corpo si trovava in condizioni terribili. Nudo e segato a metà all'altezza della vita, completamente dissanguato; le viscere accuratamente sistemate sotto le natiche per nasconderle alla vista. Il viso era deturpato da due squarci che partivano dagli angoli della bocca fino alle guance (stile Joker di Batman per intenderci, viene chiamato sorriso di Glasgow). Il corpo era stato lavato e messo in posa. La parte superiore aveva le braccia sollevate e il capo inclinato. La parte inferiore, che si trovava collocata leggermente più lontano, aveva le gambe spalancate come a voler simulare un amplesso. Dopo l'esame dell'autopsia vennero accertati altri particolari, fra cui degli ematomi sulla testa e lacerazioni da corda sui polsi. Fu dichiarato che la causa della morta era dovuta alla perdita copiosa di sangue dalle ferite sulle guance e dallo shock dovuto alla concussione celebrale.

Ironicamente, Elizabeth divenne molto famosa. I giornali erano affascinati dalla sua morte e interessati a scoprire la sua vita passata. Iniziò una confusa ricerca dell'assassino, cosa non facile visto che la scena del crimine era stata contaminata da curiosi e giornalisti, e dai poliziotti stessi. Dimenticavo di dire che nessuno seppe l'identità di Elizabeth fino al 23 gennaio 1947, quando il killer si fece sentire. Il sadico assassino mandò una missiva al Los Angeles Examiner, preoccupato che la notizia della morta della Black Dahlia stesse perdendo interesse, dichiarando che avrebbe inviato alcuni effetti personali della vittima alla polizia. Il giorno dopo, alla sede del giornale, arrivò un pacchetto contenete il certificato di nascita della Short, vari biglietti da visita, fotografie, nomi scritti su pezzi di carta e un'agenda con il nome "Mark Hanse" scritto sulla copertina. Logicamente Mark Hanse divenne il primo sospetto anche perché era stato l'ultimo a vedere Elisabeth viva (il 9 gennaio). Il killer scrisse altri messaggi firmandosi sempre come "il vendicatore della dalia nera". Il 25 gennaio vennero ritrovati una scarpa e la borsetta della vittima in un cassonetto vicino al luogo del ritrovamento del cadavere.

La notorietà del caso fece gola a molte persone in cerca di fama. Più di 50 fra uomini e donne confessarono di aver commesso l'omicidio, che non venne mai risolto. Un report del Los Angeles Daily News dichiarò che la colpa era tutta da affibbiare ai reporters che avevano contaminato le prove in cerca di informazioni. Infatti non si facevano affatto problemi a "razziare" le scrivanie dei poliziotti e a rispondere alle telefonate della centrale. Molte dichiarazioni dei civili che potevano aiutare sul caso non vennero mai verbalizzate proprio per questo motivo. La signorina Short venne seppellita al cimitero di Mountain View in Oakland, California.

Ci sono molte teorie sul perché di questo omicidio. Alcuni criminologi speculano che sia persino legato ad altri omicidi e quindi che si tratti di un assassino seriale (Mad Butcher of Kingsbury Run meglio conosciuto come Cleveland Torso Murders, 12 vittime smembrate fra il 1934 al 1938). Altri dicono che si tratta di opera di un ex della Short. Ma il fatto principale che fa tentennare quest'ultima ipotesi è che l'autopsia non mostrò segni di violenza sessuale sebbene la posa del cadavere, e molti ipotizzano una specie di macabra lezione data da qualche fondamentalista o da un'altra donna. L'ipotesi del delitto per gelosia è anch'essa interessante. Elizabeth Short era molto bella e molto spesso attirava la gelosie delle altre donne. Ciò spiegherebbe la posizione del corpo e il viso deturpato.

Questa è una piccola summa dei fatti. Ho scritto ciò che mi ricordo, ma se avete voglia di approfondire ce n'è di roba da leggere e da vedere.


Ha ispirato il film del 2006 "The Black Dahlia", tratto a sua volta da un romanzo scritto nel 1987 da James Ellroy, prendendo spunto proprio dal caso di Elizabeth Short. Viene citato nel videogioco L.A. Noir e ripreso nel telefilm "American Horror Story".

Non penso di poter postare direttamente le foto del caso (sia perché non le tengo sul pc sia perché sono molto grafiche), ma se siete curiosi basta scrivere su un motore di ricerca Black Dahalia's murder e vedrete. Qui c'è una foto di Elizabeth quando era ancora in vita. Come potete vedere (sperando che si veda) era un bellissima ragazza. http://i41.tinypic.com/2a7u8g8.jpg

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