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Voglio raccontarvi quanto accaduto a me ed alla mia fidanzata l’inverno scorso, durante la visita ad un paese “fantasma”. Il paese è ormai disabitato da più di cent’anni, ed è posto sulla sommità di una collinetta chiamata “colle delle pene” della gente dei paesi vicini. Già il nome della collina diceva tutto; ho poi raccolto voci secondo le quali lassù venivano bruciati gli eretici nel medioevo (dolciniani, credo, quelli de “il nome della rosa”), e le streghe attorno al XVII secolo, da qui il nome della collina. Sono rimaste in piedi solo poche case, ricoperte da rampicanti e vegetazione varia. All’interno dei ruderi si possono ancora vedere resti di mobili, di sedie, tavoli e arredi, ci sono persino cocci di vasellame! Il tutto insieme alle travi del tetto crollate. A mio avviso, le case furono abbandonate in tutta fretta… ed a buon motivo! Abbiamo iniziato a visitare le rovine, alla ricerca di qualche particolare da fotografare, quando dai ruderi di una cappelletta è spuntata una figura nera, molto bassa, che veniva verso di noi strisciando. Impietriti dallo spavento non ci muovevamo e quella cosa avanzava verso di noi. Ad una decina di metri ha cacciato un urlo tremendo, che poi si è trasformato in un rantolo prolungato e una serie di sospiri; un essere umano non poteva urlare così. Si è avvicinata ancora e a pochi passi da noi si è come schiacciata a terra. Tra un sospiro e l’altro sembrava voler “parlare”, probabilmente. Io non ricordo di aver capito quello che diceva, ma la mia fidanzata dice di aver capito bene “fratris”, “honesto”, “pietate”, “viribus”, “flamma” e altri termini latini (studia al liceo classico, e penso che sappia quello che dice). La figura è poi letteralmente schizzata via verso le rovine dalle quali era sbucata cacciando un secondo urlo, ancora più violento del primo. Siamo fuggiti dalla collina verso l’automobile, senza voltarci indietro. Durante il viaggio di ritorno abbiamo parlato di quanto accaduto, ma non ci siamo dati nessuna spiegazione. Alcuni giorni ci siamo rivolti ad un amico che ci ha messo in contatto via e-mail con uno psicologo appassionato di studi paranormali. Costui ci ha spiegato che le anime strappate alla vita in modo violento ed anche ingiusto non raggiungono la pace, ma restano aggrappate al loro corpo, anche se questo non c’è più. Quello che abbiamo visto (o pensato di aver visto) è la proiezione del dolore di quell’anima che voleva in tutti i modi tornare alla vita. Ci ha anche spiegato che non è affatto bello che quell’entità si sia dimostrata così cattiva nei nostri confronti, e ci ha diffidato a tornare in quel luogo. Questa cosa mi ha davvero spaventato.

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