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Un fruscio lontano. Solo un semplice fruscio lontano. Un Fastidioso fruscio lontano.
"Cosa diavolo è?"
Il pensiero ti rimbalza nella testa, incapace di essere pronunciato. Qualcosa si muove intorno a te, ma tu non hai ancora la forza di alzarti. La testa di gira, senti una forte nausea attanagliarti lo stomaco.
Ieri sei stato in discoteca, hai ballato tutta la notte, hai bevuto nonostante mamma ti avesse detto di non farlo. Hai ballato con altre cento persone intorno a te, troppo ubriaco per capire con chi stessi entrando in contatto. Eri eccitato, molto eccitato. Hai ballato senza freni, senza preoccuparti di strusciare il tuo corpo contro quello degli altri, senza preoccuparti di pensare a chi ti stesse trascinando in macchina e lasciarti ricadere come un peso morto sul sedile del passeggero.
Semplicemente non pensavi. Non pensavi a cosa potesse succederti, infondo sei solo un diciottenne.

Vuoi goderti la vita, vero?
Ti sei divertito, eh?

Finalmente riesci ad aprire gli occhi. O forse no?
Una strana sensazione ti assale, qualcosa non va. Batti le palpebre, avvicini le dita al tuo viso per renderti effettivamente conto che hai davvero gli occhi aperti.
E allora perché non vedi niente?

Divertente, non credi? Deve esserci una spiegazione, magari è notte fonda, anche se ne dubiti. Quando hai lasciato la sala dovevano essere circa le quattro del mattino, adesso dovrebbe già aver fatto luce.
Magari sei in una stanza chiusa.

Perché non ti guardi intorno?

Decidi di alzarti. La testa ti gira, perdi quasi l'equilibrio. "C'e nessuno?" la tua voce riecheggia nell'oscurità, mentre un brivido ti percorre la schiena.
Innaturale.
Aspetti che gli occhi si abituino, scrutando intorno alla ricerca di un oggetto familiare. Non ci riesci, non puoi. Il buio è totale.

Molti pensano che non esista una condizione di totale buio. Anche chiudendosi in una stanza, bloccando tutte le fonti di luce possibili, l'occhio umano riuscirà sempre a captarne quanto basta per distinguere il contorno degli oggetti. Invece no. Esiste una condizione di buio totale. La chiamano "Il buio delle grotte". È un'oscurità tanto fitta da sembrare quasi densa, palpabile. Il buio delle grotte è assoluto.

Proprio come quello in cui ti trovi immerso.
Eppure, non pensi di essere in una grotta, il pavimento sotto di te è liscio, quasi caldo. No, non può proprio essere una grotta. Ma allora cosa?
Senti il respiro mancarti mentre i tuoi occhi iniziano a giocarti brutti scherzi.
Strane figure si aggirano ai margini del visibile, il tempo di voltarti e sono già sparite.

Incredibile come la mente umana sia suggestionabile. Basta un po' di buio per rendere un uomo paranoico.

Inizi a sudare freddo.
Sembra un incubo. "Dove diavolo sono finito...Devo uscire da qui" il tuo respiro accelerato è l'unico rumore percepibile. Inizi a correre senza seguire una direzione prestabilita, non sembrano esistere confini in quello che si auspica come un labirinto di infinita oscurità.
Sembra un incubo. No, è un incubo. Ma adesso lo sai, perché non riesci a svegliarti? Eh?
Ti tiri i capelli, ti mordi le dita. Provi un immenso dolore, ma non ti svegli.

Ti sarebbe piaciuto, vero?

"Merda!" L'aria si fa pesante, quasi stantia, un fetore ti sconvolge e ti piega in due, in preda ai conati. "Devo uscire da qui" ripeti ancora. La tua voce ti appare stridula, affannata. I tuoi polmoni cercano ossigeno che sembra mancare. Potresti morire asfissiato, e tu non vuoi morire asfissiato. Non ci hai mai pensato, chissà cosa si prova. Cercare dell'aria che si fa sempre più rarefatta, i polmoni ne trovano sempre di meno, finché non ne trovano più.

Solo in un secondo momento ti accorgi che quella puzza è sparita, velocemente come era arrivata. "C'È NESSUNO?!" ormai sei in preda alla disperazione. Sono ore che cammini, o forse minuti, non lo sai, ma non hai ancora trovato un ostacolo, un muro, un sasso. Qualcosa che ti dica dove sei realmente, che ti dia un indizio. Inizi a correre, speri di poter andare a sbattere contro qualcuno o qualcosa, almeno per renderti conto di essere in luogo chiuso.
Sei sudato e stanco, ma continui la tua corsa.

È divertente. Si, è molto divertente osservare gli umani che tentano di sopravvivere. Non capiscono che, per quanto si affannino, alla fine periranno. Tutti.

Sicuramente qualcuno ti ha rapito ieri sera, un serial killer che adesso ti sta osservando da quei visori notturni. Li vedi brillare nell'oscurità, una sola luce. Due punti rossi proprio di fronte a te. "EHI MI SENTI? DANNATO LIBERAMI HAI CAPITO? LIBERAMI!" ansimi, respiri, colpi di tosse.
Ti senti mancare quando quelle lucine spariscono. Sei di nuovo solo.
Le lacrime iniziano a rigare copiosamente il tuo viso, gemi. Hai solo diciotto anni, non può finire così. "Non può finire così... Non può finire così, non può finire... Non può... Non..." Come una litania le tue parole riecheggiano nelle pareti invisibili, ai limiti infiniti del luogo in cui ti trovi. Disperazione, ansia, tormento. Tossisci e decidi di rimetterti in piedi. Hai sentito delle voci alla tua destra, le devi raggiungere.

Nuovamente in piedi cammini verso quelle voci. Urlano, piangono, si lamentano. Sembrano come dei fantasmi, degli spettri. "Demoni! Lasciatemi in pace! Liberatemi. Liberatemi vi prego" urli, portandoti le mani sul viso, graffiandoti le guance. Le unghie lasciano dei solchi profondi, bruciano a contatto con le lacrime calde. Ancora una volta crolli a terra, raggomitolato su te stesso piangi. Ti fa male la testa, ti fa male tutto il corpo. Le guance ti bruciano, il naso ti cola ed il tutto si confonde tra saliva e lacrime. Il silenzio, l'oscurità sono ormai opprimenti, ti senti schiacciato da tutto questo nero, senti un peso sulla tua schiena, sul tuo ventre, vorresti smettere di piangere per poter respirare meglio, ma non ce la fai. Ed i tuoi lamenti si confondono con quegli altri.
E sei solo. Per sempre.






Mi dispiace signora, suo figlio è in coma. Le grida di tua madre, disperata, si mescolano alle tue. Ti sei divertito ieri, vero? Adesso pagane le conseguenze.


Buio.jpg











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