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Il Vermehyena (o Verme Iena) è una creatura serpentiforme, probabilmente un invertebrato, che si dice abiti nelle foreste della Francia meridionale e dell'Italia centro-settentrionale. Pochi credono all'esistenza di questa creatura, ma diversi avvistamenti e prove creano dubbi.

CaratteristicheModifica

Sul suo aspetto ci sono diversi dibattiti. Si dice sia un enorme verme con una decina o ventina di tentacoli sotto la bocca e lungo poco più di un metro. Le leggende invece lo descrivono come un verme mastodontico con più di 100 tentacoli e lungo centinaia di metri. I tentacoli sotto la sua bocca, in entrambe le versioni, sarebbero gli stomaci dove digerisce le carcasse delle vittime: secondo gli scienziati questi stomaci avrebbero dei particolari acidi capaci di digerire le carcasse senza subire infezioni o malattie. Il suo corpo è verde o bianco, e emana tossine capaci di far impazzire chiunque le inali, come fossero droga. È descritto come un verme, ma alcuni pensano siano addirittura un rettile, probabilmente per la sua forma serpentiforme che nella notte non è facile scorgere.

L'animale ha una vista eccessivamente sviluppata: c'è chi dice abbia due enormi occhi senza pupille, chi dice ne abbia sei o otto come gli aracnidi. Questi occhi sembrano avere una vista ottima, soprattutto nel buio della notte. C'è chi invece sostiene non possieda proprio occhi, e che sia cieco e si basi solamente su olfatto e udito sovrasviluppati.

Anche se molte volte è stato raffigurato con zampe come quelle di un millepiedi, sembrerebbe che non ne abbia e che sia appunto più simile a un lombrico gigante.

Scritta da: LeoHateDispenser96.

Abitudini Modifica

Il Verme Iena è un animale notturno: non è mai stato visto di giorno. Vive in foreste molto fitte e fredde, e spesso paludose e con fango o bacini di acqua salmastra dove spesso ci fa tana e ci porta le carcasse. E' probabilmente fotofobico, e durante il giorno potrebbe nascondersi sottoterra, probabilmente nelle sue tane. E' saprofago, come gli avvoltoi o appunto le iene. Esso non uccide mai direttamente le vittime attaccandole con la sua enorme bocca o stritolandole con il suo corpo o i suoi enormi tentacoli, cosa che potrebbe permettersi date le sue dimensioni: secondo la scienza ricorrerebbe a tali metodi solo se attaccato, ma poi non mangerebbe la vittima e lascerebbe il corpo li come fosse sporco. Quando invece vuole mangiare, si limita ad avvicinarsi alla vittima per farle inalare le sue potenti tossine. La vittima inizia a perdere il controllo e a sentire angoscia fortissima, tale da farla morire di panico o incitarla al suicidio. Quando la vittima muore per questo motivo, il verme iena la prende con i suoi tentacoli e la porta con se nella sua tana. Giorni o mesi dopo, quando il corpo si è decomposto, la sbrana. Come già detto, mangia solamente prede morte con le sue tossine, mai carcasse già morte o vittime uccise da lui in altri modi. Il motivo di ciò, non è ben chiaro. Secondo gli scienziati, le sue tossine non solo rendono la preda più gustosa per il verme, ma accellerano anche la decomposizione post-mortem. Secondo le leggende invece, il verme iena è un animale demoniaco e malvagio che prova gusto a mangiare solo vittime morte col suo veleno per puro sadismo e per trasformarle in anime per sempre dannate.

Scritta da: LeoHateDispenser96.

Il veleno del Verme-iena Modifica

La tossina del verme iena è di origine a dir poco ignota. Essa sembra molto simile a diverse piante velenose indiane, che hanno veleni simili capaci di far impazzire le persone e in parte anche a quello del Pesce Pietra, un pesce che col solo contatto può causare arresto cardiaco. La tossina attacca a livello neurologico e cardiaco: non colpisce nervi del sistema motorio, pertanto la vittima non rimane paralizzata, ma si diffonde sino ad arrivare al cervello e a distruggerne i neuroni e al cuore, accellerandone i battiti Questa fase crea creare uno status di pazzia mista a terrore incontrollabile e tachicardia di livelli eccessivi, che può far non solo perdere il senno ma anche arrestare il battito cardiaco. La tossina agisce subito su mammiferi di piccola taglia, come lepri volpi ratti cani ecc., che perdono subito il sennò e muoiono collassando. Gli animali più grandi ne sono un po' più resistenti, ma non ne sono affatto immuni: un umano può resistere al veleno perchè ci mette più tempo ad arrivare al cervello e al cuore e può non arrivarci se non troppo, ma se il veleno è in grosse quantità ne viene tranquillamente colpito e può morire. Stesso vale per animali più grandi, come mucche o cavalli.

La tossina, oltre a dare effetti neurologici, sembra agire sulla pelle del corpo post-mortem: ne accellera di molto la decomposizione, e lo rende appetitoso per il verme Iena. E' probabile anche che questo veleno ne cancelli ogni battereo velenoso e permetta l'ingestione del corpo putrefatto, anche se per molti questo veleno "purificatore" è contenuto nelle sue sacche dentro i tentacoli. Il veleno decompone tanto velocemente che di molti cadaveri di bestie ritrovate non è stato proprio possibile riconoscere la specie. Sembra che dopo 10 giorni un cadavere colpito da questo veleno sia già decomposto come fosse passato più di un anno.

Non sono conosciuti antidoti per curare questo veleno, ma se è esso non è fatale il suo effetto svanisce poco dopo. Le vittime sopravvissute ad esso però non scordano la forte tachicardia che esso ha procurato loro, e il senso di angoscia e follia che provavano in quel momento. Pare che il veleno nei sopravvissuti non abbia raggiunto del tutto il cervello, perchè se esso lo avesse fatto non avrebbero avuto speranza. Le vittime invece morte, sia animali che umani, sono morte senza dubbio per un improvviso arresto cardiaco, dovuto probabilmente alla enorme tachicardia causata dal veleno e dall'enorme senso di angoscia. Il veleno dopo la morte si è sparso sull'intero corpo, e inizia a deteriorarlo e decomporlo in circostanze completamente ignote per favorire il pasto all'enorme verme.

Scritta da: LeoHateDispenser96.

Prove dell'esistenza Modifica

Non ci sono prove effettive della sua esistenza, a parte degli avvistamenti e delle carcasse. Le carcasse non sono tanto di persone, ma più spesso di piccoli mammiferi tipo conigli, uccelli, cani o volpi. Non sono mai state trovate carcasse di animali che non siano mammiferi: rettili, anfibi e insetti sembrano non essere nella sua dieta. I corpi trovati erano stati avvelenati da una tossina mai vista prima e ancora non studiata, molto simile a quella di alcune piante indiane. (il che è appunto non erano presenti in quelle foreste). Oltre a questo, vicino alle carcasse c'erano impronte serpentiformi e a volte un liquido verde che pare essere proprio quella tossina. Le persone che hanno avuto un contatto con la creatura, la descrivono esattamente come un verme dai lunghi tentacoli verde o bianco e dicono di essere impazziti e di essere svenuti. Sono state trovate anche varie buche tonde (appunto, perfette per far entrare un verme o un serpente) piene di piccoli mammiferi morti. Nonostante ciò, nessun esemplare di verme iena è mai stato preso per essere studiato, ne tantomeno alcun campione biologico che possa dare una prova certa dell'esistenza di questa creatura.

Scritta da: LeoHateDispenser96.

Avvistamenti e episodiModifica

  • Nel 1984 una coppia emiliana, andati in una foresta in Piemonte per vacanza, ha detto di aver avvistato una creatura simile a un serpente, avente diversi tentacoli e che emetteva versi orrendi, lungo circa 1 metro e mezzo. I due sono scappati subito all'avvistamento, ma in quel momento sentivano un grandissimo senso di angoscia.
  • 1986, Aosta: Un facchino intento a portare una pizza a domicilio, mentre è in moto per strada intravede tra le fratte una creatura abbastanza grossa simile a un verme. Credendo fosse uno dei tanti serpenti di bosco della sua regione, non si avvicina. Il giorno dopo decide dubbioso di andare a controllare quella zona, e trova diversi i cadaveri di un'intera famiglia di lepri accastati e mutilati selvaggiamente come fossero stati masticati. Avvisò subito la polizia, ma il caso non fu considerato importante: poteva essere una qualsiasi creatura del bosco. Per questo motivo, i cadaveri delle lepri non furono controllati e non si sa se avessero appunto in corpo le tossine tipiche del verme iena. Non ci sono stati altri avvistamenti locali, e l'unico a ricordarsi del fatto è quell'uomo che quando passa in quella strada con la moto per le sue consegne guarda sempre quel punto con discrezione.
  • Nel 1992 scompare un ragazzo italo-arabo: era andato in Francia in vacanza, e si era addentrato in una zona boschiva. Viene ritrovato due giorni dopo privo di vita, mutilato e vicino al corpo delle impronte, probabilmente appartenenti ad un grosso corpo serpentiforme.
  • Nel 1992 due ragazze 19enni, si addentrano verso mezzanotte in una foresta ancora in Val d'Aosta. Una di loro si imbatte in una creatura enorme e strisciante, che nel buio non riusciva a inquadrare. Si era avvicinata tantissimo ed era stata presa da talmente tanta ansia che stava per svenire, ma è riuscita a scappare lanciando un sasso alla bestia. L'altra ragazza la vide nulla e tentò di calmare la sua amica dicendole che forse era solamente un serpente, magari non velenoso, ma lei era convintissima di aver visto una creatura simile a un verme sanguisuga con qualche tentacolo. La sua amica non sapeva che dire, e da allora non son più tornate in quel bosco. Nonostante ciò, la creatura non è ricomparsa in nessun altro caso.
  • Nel 1998 è scomparsa una famiglia intera in una foresta a Chieri, Piemonte. Di essa è stato ritrovato solo il figlio piccolo, in stato di semichoc e cosparso di liquido verdastro, ancora in vita. Il piccolo, dopo 7 giorni di trauma si è ripreso e ha detto di essere stato attaccato da una creatura piccola e viscida, e di aver perso i sensi poco dopo. Tale episodio ha fatto venir su molti dubbi sull'esistenza dell'animale, ed è senz'altro uno dei più grandi massacri della bestia.
  • Nel 1999, presso Viterbo (Lazio) una signora anziana rischiò di cadere in una buca trovata in una piccola foresta locale. Solo un piede della signora cadde, e lei giurò di aver schiacciato qualcosa simile a un osso. Suo figlio venne in soccorso, e riusci a toglierle la gamba dalla buca. Poco dopo osservò meglio la buca, e si rese conto che sua madre aveva ragione: nella buca c'era una carcassa molto grande, forse di un cane. Chiamò la polizia per un'ispezione, e la buca fu scavata: li sotto c'erano almeno una decina di cadaveri di piccoli mammiferi di vario tipo, molti dei quali irriconoscibili perchè troppo decomposti e dilaniati. Vicino alle bestie vi erano impronte di qualche creatura, probabilmente un rettile o un grosso verme. I cadaveri in questo caso furono ispezionati, e fu trovata proprio la tossina che sembra appartenere al Verme iena intrisa tra le ossa e la carne, che probabilmente stava decomponendo velocemente i corpi cosi come dicono gli scienziati. La zona è stata poi setacciata: diverse guardie ambientali sono rimaste giorno e notte davanti la tana e nei pressi della zona, ma nessun animale tornò in quella tana ne tantomeno in quella zona. Probabilmente questo potrebbe essere dovuto anche al fatto che la sua tana fosse stata distrutta e il suo cibo portato via. Questo è uno dei due unici avvistamenti che non ha interessato una zona francese o vicina alla Francia.
  • Nel 2001, vicino a Nizza (Francia) sono scomparsi tre studenti universitari, due ragazzi e una ragazza, che avevano noleggiato una casa in mezzo al bosco per vacanza dove ne approfittavano anche per studiare. I corpi sono stati trovati dopo dieci giorni, dilaniati e mezzi decomposti in un enorme buco vicino casa Liquido verde e impronte che sembrano di un grosso serpente, o forse del Vermehyena, hanno portato alla tana. Una particolarità di questo massacro è che i ragazzi avessero dei vestiti da casa addosso (nei cadaveri si vedevano dei pigiami e delle ciabatte) e che la porta di casa fosse stata trovata aperta ma non scassinata ne distrutta al momento della loro sparizione: questo potrebbe far pensare che i ragazzi fossero usciti con abiti da casa all'esterno forse per fumare una sigaretta (dato che c'era un posacenere su uno dei tavolini) o semplicemente per stare fuori senza vestirsi perchè sarebbero poi rientrati in casa poco dopo. In quel momento il verme li avrebbe attaccati: in questo caso i ragazzi sono morti poco dopo l'inalazione della tossina, probabilmente per attacco di panico violento dovuto alle tossine neurologiche. Senza dubbio il massacro più crudele della creatura, assieme a quello accaduto in Piemonte nel '98.
  • Nel 2002, a Manziana, un'altra zona del Lazio ma questa volta molto paludosa. Un turista americano era nella zona assieme a sua moglie, essendo una parte turistica, nota delle impronte striscianti sul fango che portano a un grosso buco fatto in mezzo al fango della zona palustre. Il buco era troppo grande per essere di un normale serpente o verme, e quindi chiama i controllori della zona. Aprono il buco, e trovano un grosso cadavere. Il corpo era di un mammifero enorme ma talmente putrefatto e dilaniato che non si è riuscì a capire di quale animale fosse, ma non poteva essere di certo di un cane o una volpe. Poteva essere un'altra tana di verme iena, dato che è molto simile alla stessa tana trovata a Viterbo. Il corpo fu ispezionato, si giunse alla conclusione che apparteneva a una delle mucche di un allevamento poco li vicino: come fosse stato portato li dentro non è ben chiaro, pare appunto che fosse stato portato solo una volta morto e dilaniato in più parti. In questo caso non sono state trovate tossine, ma il corpo era pieno di fango ed è probabile che esso le abbia tolte o "nascoste". La creatura non ri apparve in altri contesti, e quindi il caso rimane oscuro.
  • L'ultimo avvistamento è stato fatto nel 2005 da una coppia intenta ad amoreggiare d'estate, in un parco nel passo del Gran San Bernardo, Valle d'Aosta. Entrambi sostengono di aver visto una creatura grossa e piena di tentacoli muoversi tra le erbacce, che inizialmente sottovalutavano, credendo si trattasse di qualche animale della foresta. Tuttavia in quel momento non si sentivano molto bene, e il giorno dopo la ragazza è stata ricoverata in ospedale per attacco cardiaco. La ragazza è resistita allo choc, e ancora oggi sostiene che la creatura esista davvero nonostante le risate degli scettici.
  • Il 22 Maggio 2016, Spinea: in un'oasi vengono ritrovati un migliaio di corpi di animali dilaniati e alcuni anche decapitati, tra cui conigli anatre e galline. Non si hanno tracce o campioni biologici che riportino al Verme Iena, ma il fatto è uguale a quanto successo a Ivrea e nel Lazio, e gli animali sono stati trovati uccisi nello stesso modo. Inoltre, quell'oasi è un posto naturalistico molto grande che potrebbe tranquillamente ospitare una creatura cosi rara. Questo è l'unico sospetto che interessa una città del nord non confinante con la Francia.

Gli avvistamenti in Europa sono accaduti solamente in Francia e in luoghi vicini ad essa, a parte il Lazio e il Veneto per quanto riguarda Spinea. Luoghi molto interessati sono stati il Piemonte e la Valle d'Aosta, e poi dopo sono state trovate varie tane della creatura nel Lazio. Che in ogni regione sia stato sempre lo stesso esemplare a colpire? E' probabile che ci sia un solo esemplare in Valle D'aosta, uno in Piemonte e uno nel Lazio, che però si sposta in varie parti delle regioni lasciando tracce, vittime e tane. Questo potrebbe far pensare a uno stile di vita nomade e non sedentario della creatura, che lo porta in diversi boschi di varie regioni. C'è addirittura chi pensa che si tratti proprio di un solo esemplare che si sposta tra Francia e Italia: questo spiegherebbe perchè nelle foreste dove è stato trovato poi non sia stato più rivisto.

Scritta da: LeoHateDispenser96.

OriginiModifica

Gli avvistamenti non sono l'unica prova della sua esistenza. Già nel Medioevo molti scritti parlavano di vermi tentacolati che si cibavano di carcasse. Un manoscritto redatto da un amanuense benedettino dice:

"Una orrende fiera si fece viva nel cuor della notte. Era un enorme serpente, ma dalla sua bocca lunghi tentacoli tenevano i cadaveri di altri miei fratelli. Quella creatura era un demone venuto dall'abisso. Grosse sensazioni di sofferenza, angoscia e languore essa emanava: essa era ammantata di morte! Con la forza delle luce riuscimmo ad eliminare questa malvagia creatura, ma molti di noi persero Dio combattendo contro essa. Le nostri menti non scorderanno mai cosa successe quella notte"

Nessuno sa se il monaco parlasse di una leggenda o di una vicenda realmente accaduta. La scienza invece la vede in modo diverso. Sostiene che, se dovesse esistere, potrebbe essere una creatura primordiale ancora non estinta, probabilmente un mollusco o un rettile, che emana tossine capaci di mandare in tilt il sistema nervoso. Ad ogni modo, anche la scienza dovesse aver ragione, rimane comunque una creatura criptozoologica e leggendaria.

Scritta da: LeoHateDispenser96.

Scienza contro religione e mitologia: i dibattiti Modifica

Ovviamente, ci sono stati diversi dibattiti a riguardo di questa creatura. Secondo il folklore cristiano, i vermi iena sarebbero delle creature demoniache nate con l'avvento della peste nera: infatti, ci sono stati avvistamenti proprio in Francia, dove la peste in passato si diffuse molto. Le cause della peste, secondo i cristiani, erano gli "untori": persone considerate accusabili di stregoneria e di essere capri espiatori e portatori di catastrofe. Queste persone, secondo i preti dei tempi, erano diverse: venivano accusati spesso gli ebrei, alcune ragazze o bambini accusati di stregoneria, gli handicappati in particolare i malati di mente e ovviamente sette e congreghe dedite al Satanismo acido e alla magia oscura. Secondo l'ottica cristiana, queste creature furono evocate dagli untori dal fango della paludi e direttamente dagli Inferi per cibarsi delle carcasse delle vittime della peste: secondo le leggende cristiane, l'anima di chiunque fosse stato mangiato da un Verme Iena non sarebbe finita nell'Aldilà, ma sarebbe diventata un'anima per sempre dannata e tormentata. Sempre secondo la mitologia, queste creature potevano essere uccise lanciando loro dell'acqua santa, che annullava interamente le loro tossine e le rendeva inoffensive. . Quando questa tecnica fu scoperta, i vermi iena furono decimati e uccisi e ciò spiegherebbe il perchè oggi questi animali siano cosi rari. Le leggende cristiane parlano di animali enormi, vermi lunghi centinaia di metri, di colore verdi e dai tanti occhi, priva di zampe e con una cinquantina di tentacoli.

La scienza invece, arriva ad altre conclusioni. Crede solo in parte alle versioni dette dal cristianesimo. La versione scientifica lo descrive come fu descritto dagli avvistamenti: un verme bianco lungo poco più di un metro ma molto massiccio, con dieci tentacoli e privo di occhi o con solo due occhi. Molti scienziati invece sono certi che gli scritti cristiani fossero veri, e che in quelle epoche i vermi iena fossero esistiti contrastando tuttavia i collegamenti con gli untori e i demoni. Secondo gli scienziati, i vermi iena possono essere semplicemente creature arcaiche e primordiali che ai tempi ancora non erano estinte, e che sono state decimate per via della superstizione e della loro pericolosità. L'acqua santa secondo gli scienziati era semplicemente acqua pulita, che appunto eliminerebbe le tossine velenose dal suo corpo e lo renderebbe quasi innocuo. Il fatto che le leggende abbiano parlato di vermi enormi e invece gli avvistamenti parlino di vermi grossi, ma lunghi "solo" circa un metro, potrebbe far pensare che quelle specie antiche si fossero trattate di una sottospecie diversa e più grande di verme iena e ormai completamente estinta. La coincidenza con la peste nera è molto curiosa: secondo alcuni (ma pochi) biologi i Vermi Iena potevano essere un'altra causa della peste oltre ai topi, o addirittura la sola causa. Secondo altri, i Vermi Iena in quei tempi uscivano più spesso proprio per cibarsi delle carcasse di persone morte a causa della peste. Il tutto sembrerebbe incredibilmente verosimile: ci sono molte creature del genere estinte e mai studiate, sia nel mare che nella terraferma. Sfortunatamente però non sono stati trovati campioni biologici di questi animali, a parte presunte impronte e le sue tossine. Per questo motivo, non è possibile ne confermare l'esistenza di queste creature ne poterle studiare meglio. Gli scienziati aspettano ancora di trovare campioni o proprio corpi di questa creatura, soprattutto nei luoghi dove sono state avvistate: non è chiaro quanto vivano, ma prima o poi l'animale se esistesse dovrebbe per forza morire di vecchiaia.


Scritta da: LeoHateDispenser96.

Debolezze e resistenze Modifica

Da quanto si è saputo dalle leggende, il verme iena odia l'acqua "santa", che per gli scienziati sarebbe semplicemente acqua pulita. Questo spiegherebbe perchè la creatura viva spesso in acque salmastre e fangose, che invece sembrano fare bene alla sua pelle e incrementare le tossine nel suo corpo. L'acqua pulita invece le indebolisce e annulla, ed è nociva per la sua pelle viscida. L'animale sembra anche essere fotofobico e odiare la luce del sole, in quanto è sempre stata vista di notte e vive in foreste nebbiose e oltre che palustri anche oscure. Le regioni dove è stato trovato sono anche abbastanza fredde, per questo sembra essere un animale a sangue caldo o che comunque vive nel freddo e detesta il caldo. (il che potrebbe smentire collegamenti coi rettili).

Non è chiaro se la bestia muoia se sparata, perchè nessuno ha mai avuto il modo di farlo. Pare che però possa morire se colpita da armi bianche come spade, coltelli o frecce, poichè secondo le leggende i soldati durante la Peste Nera uccidevano queste creature prima lanciando loro dell'acqua santificata da preti per togliere le tossine e il loro potere "nero", e poi le avrebbe uccise tranquillamente con armi.

Ad ogni modo, molti son sopravvissuti al verme solo grazie al fatto di essere umani. Le tossine prendono più facilmente mammiferi più piccoli (anche se hanno ucciso una mucca, come avete già letto) ma invece la tossina entra più lentamente e difficilmente in creature più grandi come umani, anche se ciò come abbiamo già visto non ne garantisce l'immunità. Nessuno ai tempi di oggi è mai riuscito ad uccidere un Verme Iena: se ciò accadesse il corpo potrebbe essere studiato, ma se si trattasse di un unico esemplare si rischierebbe di estinguerlo completamente. Vedremo se questa stupenda e misteriosa creatura apparirà di nuovo, e cosa succederà questa volta...

Scritta da: LeoHateDispenser96.


Baco

Il baco da seta Amata Phegea, presunto parente del Vermehyena


Vermeiena

Vermehyena

Curiosità e cultura di massaModifica

  • Poichè l'ultimo avvistamento vero e proprio è risalito al 2005, si potrebbe pensare che si fosse trattato sempre dello stesse esemplare e che possa essere morto. Nonostante ciò, non sono stati trovate tracce della bestia: potrebbe essere comunque stato sbranato o ingoiato da un suo predatore naturale, oppure essere morta di vecchiaia sotto terra in una delle sue tante tane e ormai decomposta.
  • Le zone di avvistamento sono state controllate, ma della creatura nessuna traccia.
  • Il vermehyena appare in diversi videogiochi fantamedievali e nel gioco da tavolo "Dungeons & Dragons". Una creatura simile appare in uno dei libri della saga "Deltora", come custode di un'ametista sacro. In questi giochi appaiono come le leggende, ovvero mastodontici vermi tentacolati, ma oltre ad essere saprofagi attaccano anche per uccidere.
  • Una creatura simile appare nell'album "From The Abyss" della band Black Metal "Drowning The Light", in questo caso però come creatura marina e ancora più grande di centinaia di metri (nell'album si vede l'enorme verme in mezzo al mare e sotto di lui una nave che sembra una formica rispetto a lui). Che Azgorh, cantante della band, sia a conoscenza di una specie ancora più primordiale e marina della creatura?
  • Molti sostengono sia bianco, altri viola, altri credono sia verdastro.
  • Sono alti circa quanto un bambino, ma sono molto massicci. Come già detto nella mitologia però viene descritto come lungo centinaia di metri.
  • Come già detto, è quasi sicuramente una creatura primordiale. Potrebbe essere un anello mancante tra organismo unicellulare e rettile, o un parente di vermi conosciuti come i bachi da seta.
  • Le sue tossine sono simili a quelle di un genere di diverse piante indiane, capaci di mandare in tilt il cervello. Sono state rilevati sintomi simili a quelli anche di alcune droghe, come l'eroina.
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"Il labirinto della bestia", libro della serie Deltora dove appare una creatura molto simile al Verme Iena.


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"From the Abyss", album black Metal dove appare una creature molto simile al Verme Iena ma decisamente più grande e marina.

Scritta da: LeoHateDispenser96.