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Circa 150 anni fa c'erano due torri ad Amarantopoli, una non aveva nome e l'altra era la Torre Di Latta.

Un tempo nella Torre Di Latta, andavano molti allenatori per allenare i loro pokemon, grazie al rigore dei monaci, solo i pokemon più veloci e più forti erano ammessi. Nella torre senza nome, invece, venivano accolti pokemon feriti o anche sani, che vivevano tutti insieme, e venivano curati dai Monaci, infatti questa Torre era da molti chiamata “La torre del riposo”.

E in questa torre, tre Pokemon si sarebbero incontrati in circostanze tragiche... e sarebbero diventati ottimi amici.

Vaporeon e il suo allenatore formavano una squadra invincibile, noti per la loro agilità, e avevano sconfitto quasi tutti i capipalestra di Kanto, quando l'allenatore di Vaporeon decise di fare un viaggio a Johto, insieme a Vaporeon, per mettere alla prova il loro legame e allenarsi insieme ai monaci.

A quel tempo non c'era ancora la famosa MN Anna, c'era un piroscafo conosciuto come Azul, che rendeva possibile il viaggio tra le due regioni.

Vaporeon e il suo allenatore erano a bordo della nave per arrivare ad Olivionopoli, ignari del fatto che quello sarebbe stato l'ultimo viaggio dell'Azul.

Quella notte, una terribile bufera, spinse la nave in una costa rocciosa, e provocò la rottura dello scafo, così chi poteva si gettò in mare, per salvarsi, usando i propri Pokemon d'acqua.

Purtroppo Vaporeon fu separato dal suo allenatore e risucchiato sotto la nave. Lì ebbe un incontro molto

spiacevole con due esemplari di Feraligtr.

Vaporeon riuscì a scappare, ma perse una zampa posteriore, e metà coda...ma era ancora vivo. Nuotò con tutte le sue forze, fino ad Olivionopoli, e poi svenne sulla spiaggia, indebolito per la quantità di sangue che aveva perso.

Purtroppo l'allenatore di Vaporeon non era tra i superstiti...ma Vaporeon trovò qualcuno che si occupò di lui, gli abitanti del posto lo presero, gli fasciarono le ferite, e lo portarono ad Amarantopoli, dove sarebbe stato curato dai monaci.

Pikachu e il suo allenatori erano di Violapoli, e il suo allenatore era considerato da tutti un ragazzo prodigio. Erano convinti di essere abbastanza forti per andare ad Amarantopoli, e farsi addestrare dai monaci del posto, così si incamminarono, ma essendo un viaggio un po' lungo, lo divisero in giorni.

Di notte, mentre si erano accampati in una grotta, qualcosa, probabilmente un Onix turbolento, provocò una violenta frana. Pikachu e il suo allenatore, avendo i riflessi molto pronti, riuscirono a scappare, però poco prima di uscire dalla grotta, una roccia inchiodò al suolo Pikachu. Era ancora vivo, ma perdeva molto sangue. Il suo allenatore lo prese in braccio e corse ad Amarantopoli, visto che a quel tempo non esistevano i centri Pokemon.

Il ragazzo corse tutta la notte, e arrivò stremato con Pikachu.

I monaci lo curarono, e gli disinfettarono le ferite, e dissero all'allenatore, che Pikachu sarebbe rimasto paralizzato dai fianchi in giù, anche se c'era una minima possibilità che potesse in futuro recuperare un po' di utilizzò nelle gambe, non sarebbe più stato in grado di combattere, né di correre.

Il ragazzo allora abbandonò il Pikachu, perchè non sapeva che farsene di un Pokemon invalidò.

Pikachu ci soffrì molto, ma venne anche lui accolto dai monaci della Torre del riposo, che gli diedero cure e affetto, e gli costruirono delle piccole stampelle di legno fatte su misura.

Vulpix invece era stato preso, ancora cucciolo, da una coppia di anziani, che vivevano con la loro nipote a Olivionopoli.

Vulpix dimostrò fin da piccolo di essere molto veloce, tanto che la coppia, gli affidò il ruolo di consegnare lettere e pacchi ai cittadini di Olivionopoli, mentre la nipote nel tempo libero allenava Vulpix.

La ragazza diceva spesso a Vulpix che l'avrebbe portato alla torre di Latta, per mostrargli come era bella.

Una sera, mentre la coppia era fuori, successe qualcosa con la stufa, che scoppiò e incendiò la casa.

Rapide le fiamme circondarono Vulpix e la sua padroncina.

La ragazza con un braccio ruppe la finestra, per uscire, mentre Vulpix cercava di far spostare il fuoco con altro fuoco...ma del resto anche se era un Pokemon di Fuoco, non aveva il potere di controllarlo.

Vulpix vide una trave del soffitto che stava per cadere addosso alla sua allenatrice, quindi saltò addosso a lei, cercando di spostarla, e riuscì a salvarle la vita, ma si ferì gli occhi con dei pezzi di vetro.

La ragazza prese Vulpix in braccio e scappò da lì, ma non prima di subire delle ustioni molti gravi.

Talmente gravi, che la ragazza fu portata in fretta a Zafferanopoli a Kanto, dove c'era un ospedale molto buono.

Anche Vulpix fu curato, ma ad Amarantopoli, dove i monaci dissero alla coppia di anziani che sarebbe rimasto cieco per sempre.

Vulpix sapeva di essere vicino alla Torre di Latta, ma non sarebbe mai stato in grado di vederla, come voleva la sua padroncina, che a causa del suo delicato stato di salute, sarebbe rimasta a Zafferanopoli per il resto della sua vita.

Così la Torre del Riposo divenne ufficialmente un luogo di riposo per Pokemon Feriti. I casi meno gravi, lasciavano la torre, una volta guariti, tuttavia Vaporeon, Pikachu e Vulpix, a causa delle loro condizioni debilitanti e fragili, divennero residenti permanenti della torre.

I tre cominciarono a conoscersi fra loro, e avendo tutti e tre un passato doloroso e traumatico, fatto di abbandoni, morti, e sogni infranti, si consolarono a vicenda, diventando in poco tempo inseperabili, tanto che i monaci svilupparono una predilezione particolare per loro, e li viziavano spesso, con cibo extra e coccole.

Ogni sera, il trio veniva visto zoppicare fino alle scale, per la più grande finestra del secondo piano, che aveva la migliore vista sulla Torre di Latta.

Quel luogo, che era legato a tutti e tre, e che sarebbe stata la loro destinazione, eppure non potevano fare a meno di ammirarlo, e immaginare come sarebbe stato, allenarsi lì, insieme ai loro padroni, di solito Vaporeon e Pikachu descrivevano a Vulpix la torre nei minimi particolari.

Una notte ci fu una terribile tempesta.

Un fulmine colpì la torre, e causò un violento incendio. Alcuni Monaci rimasero feriti, o peggio, morirono tra le fiamme, mentre tutti gli altri pokemon, scapparono dalla torre, chi volando, chi scavando buche, chi correndo... tuttavia, Vaporeon, Pikachu e Vulpix, non riuscivano a correre come gli altri. Per loro era già difficile camminare. Inoltre, quell'incendio risvegliò tutti i loro traumi e quindi furono paralizzati dalla paura.

Vaporeon tentò di domare le fiamme, mentre Pikachu cercava di guidare Vulpix verso il piano inferiore, però l'incendio era troppo potente.

Quando riuscirono a domarlo, fu troppo tardi. La torre era ormai semi-distrutta, e Vaporeon, Vulpix e Pikachu, morti.

I monaci erano addolorati per la perdita dei tre Pokemon, che avevano imparato a conoscere ed amare, e allora invocarono l'aiuto di Ho-Oh. Il Pokemon leggendario, che spesso sceglieva la Torre Latta, come posto di ristoro.

Ho-Oh sapeva molte cose dei tre Pokemon, e aveva sempre ammirato il loro coraggio e la loro amicizia.

Così Ho-Oh decise di concedere loro un grande onore. I tre si reincarnarono come Suicune, Raikou ed Entei, che sarebbero diventati famosi per la loro forza e la loro velocità.

In seguito, Amarantopoli per via dell'incendio perse molta della sua popolarità, ma nel frattempo, Raikou, Entei e Suicune, corsero per tutta la regione, più veloci di qualsiasi Pokemon esistente, e soprattuto, finalmente LIBERI.
Trio







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