FANDOM


Erano circa le 4:50 del mattino. Mia moglie doveva andare a lavoro presto all'ospedale locale, e partiva da casa più o meno a quest'ora ogni mattina. Era ancora tutto completamente buio fuori in quel momento della giornata, e siccome non lavoravo fino alle 2:30 quel pomeriggio, tornai a dormire dopo che lei si svegliò.

Ma quella mattina in particolare era diversa. Questa mattina rimase con me per anni.

Come al solito, la sentii avviarsi per il corridoio dalla nostra stanza da letto dopo avermi salutato, e sentirla trafficare nel salotto, davanti alla porta principale. Tendevo sempre l'orecchio ascoltando il suono della serratura scattare per assicurarmi che se ne fosse andata. E, come sempre, la ascoltai mentre accendeva il motore dell'auto e partiva. Un silenzio morto. Era così che ogni mattina si svolgeva dopo che lei se ne andava.

Ad eccezione di questa mattina.

Nella nostra cucina, avevamo una porta sul retro. Conduceva ad un piccolo patio nel nostro giardino. Dopo che se ne andò, sentii la controporta sbattere forte, come se la porta sul retro fosse già stata aperta. La paura cominciò a congelarmi lentamente. Anche se fosse stato uno scassinatore, cosa avrei potuto fare? Io non sono affatto un uomo aggressivo. Forse era solo mia moglie, tornata indietro ed entrata dal retro? No, non aveva senso.

Il pavimento nostra cucina era in linoleum. Potevo sentire qualcosa aggirarsi lì sopra. Non erano passi. Questo era un suono particolare, che avevo riconosciuto subito. Erano gli artigli di un animale, e sembravano le zampe di un cane che camminavano per la cucina. Sentii il rumore delle zampe attraversare la stanza, e poi il suono divenne attutito dal tappeto del salotto. Il ticchettio riprese più udibile quando l'animale raggiunse il corridoio, era di legno massiccio all'epoca, che portava alla mia stanza da letto.

Potevo sentire ogni passo mentre si avvicinava. Ero ancora rigido con una paura asfissiante in corpo, incapace di immaginare cosa aspettarmi. Quando finalmente raggiunse la porta, mi volsi verso la soglia per vedere cosa stava vagando in casa mia.

Era effettivamente un cane, ma dissimile da ogni cane che ho visto in vita mia.

Era di un nero denso, con un pelo ispido. Non aveva alcun segno distinguibile sul muso, come se fosse soltanto la silhouette di un animale. Non c'era alcun naso, una bocca aperta, o occhi. Solo la figura della testa di un cane, molto simile ad un dobermann. Le orecchie si rizzarono dritte.

Ero lì steso, ancora raggelato, e guardai la scura forma canina che rimaneva ferma sull'uscio. Sembrava che mi stesse guardando, ma privo d'occhi, era difficile da capire. Non c'erano neppure cavità oculari, solo macchie omogenee di pelle nel punto in cui avrebbero dovuto esserci. Dopo che passarono quelle che a me sembrarono ore, la creatura cominciò ad emettere un rumore, ma non un suono comune che avrebbe prodotto un cane.

Quello che udii era un lento e soffocato lamento, e sembrava che si irradiasse direttamente dal centro del corpo del cane. Il lamento aumentò di volume, ma era ancora soffocato. Non era il tono di lamento di un bambino, ma di un uomo adulto.

Suonava come se fosse dolorante.

La stanza divenne sensibilmente più fredda, e riuscivo sentire i brividi che mi scendevano lungo la schiena. Rimasi a fissarlo inespressivo, senza sapere cosa fare. Il lamento si mantenne ad un volume sorprendentemente alto, non aumentava e non diminuiva. Il letto cominciò a scuotersi leggermente.

Finalmente presi il coraggio di distogliere lo sguardo dal cane, e mi coprii la testa come un bambino spaventato. Quando lo feci, il lamento si femò. Il letto non vibrava più. Pensai che fosse passato. Forse avevo sperimentato un acuto stato di paranoia durante una paralisi notturna, che mi causava il senso di terrore, e finalmente mi sentii meglio.

Dopo quasi un minuto, il mio incubo riprese. Sentivo qualcosa di grosso accanto a me nel letto e che si stendeva su di me. Non produceva alcun suono percepibile, solo silenzio. Non potevo muovermi, non riuscivo a parlare. Ero totalmente e completamente impotente. Ero sicuro che questa sarebbe stata la mia fine, perché qualsiasi cosa si fosse stesa su di me stava cercando di soffocarmi.

Pieno di panico, feci l'unica cosa che sapevo di poter fare per confortarmi. Cominciai a recitare a me stesso nella mia testa le scritture della Bibbia.

"Chi segue le esortazioni della Sapienza vivrà nella stabilità e nella sicurezza, perché avrà come baluardo contro ogni avversità e assalto esterno la protezione di Dio" Proverbi 1.33

Me lo ripetei molte volte nella mia testa, senza sapere perché. Era tutto quello che ero riuscito a pensare di fare.

A quel punto, la pressione su di me cessò. Potei muovermi e parlare liberamente. Mi sedetti svelto sul letto, accendendo la lampada e mi guardai intorno. Nulla. Nessun segno del passaggio di qualcuno che fosse mai stato nella mia stanza. Ero libero.

Oggi non so ancora chi o cosa c'era nella stanza con me. Non sono mai stato un tipo religioso, e perfino ora schivo quest'argomento. Tutto ciò che so è che quel passo della Bibbia mi salvò nel momento del bisogno.


Vota questo racconto:

Voto complessivo:

È necessario registrarsi e collegarsi dal browser per poter votare e visualizzare i risultati.


Correlati

Horror Creature

Cane Nero