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Oggi io ed un paio di amici abbiamo iniziato un nuovo gioco.- Nick lo chiama: Nascondino dai mostri. Lo chiama così perché, secondo lui, nell'oscurità vivono delle creature a noi sconosciute le quali attendono silenziose il momento giusto per saltare fuori dai loro nascondigli e ucciderci. Farebbero ciò solo per poterci mangiare e così nutrire la loro fame. Essa però, è differente dalla nostra. Una vita umana è in grado di placare la loro fame anche per anni, ma il gusto che essi provano nell'uccidere, è la causa della loro voglia implacabile di mietere vittime. Una vera e propria Sete di Sangue.

Questi mostri però hanno un punto debole. Non possono uccidere, se prima la loro vittima non li teme. Essi sono praticamente invisibili e quindi impossibili da vedere agli occhi umani. L'uomo non teme, ciò che non vede, perché fino a quando non avrà prova della sua esistenza, crederà che sia solo il frutto della fantasia di qualche sciroccato. E nessuno da peso alle fantasia di qualche sciroccato, anche se possono sembrare veritiere al cento per cento.

I mostri di cui Nick parla, perseguitano le loro vittime, facendoli cadere lentamente nel profondo abisso della follia. Piccoli suoni, rumori, oggetti che si spostano da soli o spariscono per riapparire solo dopo qualche giorno. Visioni mistiche o demoniache, presenze ostili ed estranee. Sfortunati eventi che circondano la vita del perseguitato fino al momento della sua morte.

Naturalmente io non credo a queste stupidate. I mostri non esistono e, anche se resa molto credibile, questa storia resta solamente tale: una storia. Creata per mettere paura nelle menti delle persone. Quando ho detto ciò però, Nick mi ha proposto di giocare ad un suo “gioco”. Esso consiste nel chiudersi al buio in una stanza della propria casa, tenendo poche scorte di cibo con se e altrettante poche scorte di acqua. L'individuo deve sapersi arrangiare per una settimana con le poche scorte che può portare con se in questa avventura. Ad ogni giocatore è concesso di usare il telefono, ma esso sarà privo della possibilità di collegarsi ad internet e privo della possibilità di effettuare chiamate o inviare messaggi. L'unico scopo del telefono è quello di farsi luce nel buio. Ogni giocatore possiede fra l'altro un caricatore portatile per il cellulare, il quale possiede energia per sole due ricariche possibili.

Quando il gioco ha inizio, ogni giocatore deve appuntarsi su un foglio tutto quello che vede, sente o percepisce attorno a se. La stanza non deve avere finestre e deve essere buia come se fosse una cassa da morto, solo più grande. Un solo ingresso che deve essere bloccato dall'esterno. Una persona non giocante ha il compito di aprire la porta, passata la settimana di reclusione.

Questo è il mio primo giorno di reclusione, e secondo l'orario che il telefono mi indica, sono le 21:58. Sto scrivendo questo perché possiedo un intero taccuino per appuntarmi tutto quello che voglio e di inchiostro ne posseggo in quantità industriale. Oggi non ho sentito nulla, non ho visto nulla e non ho percepito nulla di strano, spaventoso o anomalo. Domani aggiornerò.

Secondo giorno, ore 8:31. Sono stato svegliato di soprassalto dalla voce di un gatto che miagolava. Questo è molto strano visto che in casa mia non vi sono animali di alcun tipo, ma con il fatto che mi trovo nella soffitta, ho supposto che un gatto si fosse arrampicato sul tetto della mia villa e io lo abbia sentito come se mi fosse accanto. Aspetta, proprio ora che sto scrivendo, posso sentire come uno spiffero d'aria. Però questo dovrebbe essere impossibile. Non ci sono finestre e le pareti della soffitta sono composte da mattoni e calcestruzzo. Non dovrebbero esserci feritoie o buchi dal quale potrebbe passare dell'aria. Lo spiffero mi colpisce proprio sul collo, come se venisse dalle mia spalle, ma quando mi giro, esso svanisce. Come se melo stessi immaginando.

Terzo giorno, ore 00:24. Ho appena avuto un'allucinazione, è stato spaventoso ed a causa di essa, ho perso quasi metà contenuto della seconda bottiglia d'acqua che mi sono portato. Stavo bevendo tranquillamente un sorso d'acqua perché mi era venuta sete, ma mentre bevevo, ho guardato il fondo della bottiglia e, pur se non vi era luce in quel momento, ho potuto vedere chiaramente un viso che illuminava il fondo della bottiglia. Non saprei descriverlo perché sembrava fosse stato carbonizzato, ma sono sicuro che si trattasse di un viso umano. Per lo spavento ho fatto cadere la bottiglia e dell'acqua si è rovesciata sul pavimento. Ora che però lo sto scrivendo mi rendo conto che è impossibile quello che ho visto, devo per forza essermelo immaginato. Questa è tutta causa di questo stupido gioco che Nick mi ha proposto di fare e sono stato uno stupido io ad aver voluto accettare. Ora appoggio la mia penna e mangio qualcosa che mi è venuta fame. Terrò il display del cellulare acceso, così da avere un minimo di luce.

Ore 16:08. Qualcosa di spaventoso sembra essersi appena arenato. Stavo sdraiato a guardare il soffitto della stanza, senza la ben che minima luce, quando ho sentito il rumore di passi. Mi sono messo seduto per ascoltare meglio e il rumore veniva dalla stanza. Precisamente alle mie spalle. Per un attimo mi sono paralizzato, e se qualcuno si trovasse nella stanza insieme a me? Se fossero realmente questi mostri di cui Nick ha parlato? Non sapevo cosa fare, così ho fatto la cosa più stupida che potessi scegliere. Ho atteso che i passi si fecero molto vicini, come se la persona stesse a pochissimi centimetri da me. Quando ciò accadde, mi voltai di scatto illuminando la direzione con la luce del mio cellulare, ma non vi era nessuno. Ho pensato di essermelo solo immaginato e che il buio e la noia mi stessero solo giocando brutti scherzi, ma appena ho spento la luce del telefono, i passi sono ricomparsi, nuova direzione, ma sempre alle mie spalle. Anche questa volta ho seguito il metodo precedente, ma ancora una volta, quando mi sono voltato illuminando con il cellulare, nessuno si trovava nella stanza. Ho deciso quindi di mettermi in piedi e di fare un giro di trecentosessanta gradi per controllare che non vi fosse nessuno. Così era. Mi stavo solo immaginando quelle cose, così appoggiai il cellulare per terra affianco a me e tornai a fissare il soffitto. Speravo sarebbe tutto finito, ma così non è stato. I passi sono ricominciati e io ripetetti la stessa operazione. È andata così per una decina di volte ancora, dopo di che, il silenzio. Sto annotando questa cosa dopo circa cinque minuti dall'ultimo rumore di passi che ho sentito. Credo che il buio stia giocando dei brutti scherzi alla mia mente.

Ore 20:35. Il telefono ha raggiunto appena adesso il cinque percento. Intendo attendere che arrivi al due percento dopodiché effettuerò la prima ricarica. Ho appena finito di cenare e di bere. Mi sono rimaste ancora tre bottiglie di acqua da dovermi suddividere per ben quattro giorni. Il cibo invece dovrebbe bastare senza dover scendere a compromessi.

Quarto giorno, ore 23:51. Oggi è stato tutto molto calmo. Nessuno strano rumore, nessuna apparizione sul fondo della bottiglia e nessuna sensazione strana. Come quarto giorno sembra essere abbastanza tranquillo, notando i primi tre. Ma questo credo dipende dal fatto che forse io mi aspetti che tali cose accadessero dopo i racconti di Nick. Ora però credo di aver capito che tali cose fanno parte della fantasia e non possono quindi esistere.

Ore 23:53. O mio Dio. Stavo scrivendo quando affianco a me ho potuto vedere la figura di una testa che volteggiava nel vuoto. Quegli occhi gialli mi stavano scrutando. Non sarò mai in grado di dimenticarmeli. Che razza di cose stanno succedendo? Stava andando così bene, ma ora questo? Dalla paura sono scappato dall'altra parte della stanza, mantenendo lo sguardo terrorizzato, fisso su quel volto galleggiante. Lui era inespressivo, come fosse il volto di un morto. Ma quegli occhi erano tutto tranne umani. Un giallo così intenso che farebbe rabbrividire la pelle anche ad un troll. Temo di non riuscire a dormire questa notte. Ho troppa paura di rivedere quella macabra scena. Solo il pensarci mi fa rabbrividire la pelle e scriverla non fa altro che peggiorare la situazione. Appoggerò la penna e proverò a dormire. Terrò gli occhi chiusi, stringendo le palpebre così forte che non riuscirò in alcun modo a vedere qualcosa. Spero di dormire.

Quinto giorno, ore 5:13. Sono stato svegliato da una sensazione orribile. Come se un topo mi avesse appoggiato la sua lunga e orrenda coda sulla faccia facendomi il solletico al naso con la punta di essa. Svegliandomi di soprassalto, ho mosso le mani sul mio viso per scacciare qualunque cosa ci fossi, ma quando ho appoggiato la mano sul mio naso, essa si è come sporcata di qualcosa di denso. Non sembrava essere acqua o gelatina, così sono ricorso alla luce del cellulare e per poco vomitavo. Quello che avevo sul naso era sangue. Ho pensato fosse mio, ma mentre stavo seduto, ho sentito una goccia cadermi sulla testa. Pensavo si trattasse di acqua. Fuori potrebbe piovere e magari vi è qualche perdita. Alzo lo sguardo sopra di me, ma non vedo nulla. Alzo lo schermo del telefono per vedere se con la luce avessi potuto vedere qualcosa che non riuscivo a vedere. Non avrei mai dovuto farlo. Sopra di me, posto su di una croce appiccicata al soffitto della stanza, vi era un cadavere. Per lo spavento ho urlato. La mia voce ha quasi perforato un mio timpano per quanto il suono di essa fosse acuto. Il cadavere presentava uno grosso taglio sulle guancie che fungeva da prolungamento delle labbra. Ora il cadavere presentava un grosso sorriso macabro, spaventoso ed inguardabile. Sul corpo nudo, con il pube a penzoloni, vi era stata incisa una parola: “Timor”. Grazie al corso di latino che ho seguito so che la traduzione di tale parola è: “paura”. Ma cosa voleva dire questa allucinazione? Ho strizzato gli occhi per capire se mi stessi immaginando tutto e così è stato. Il corpo era sparito e con esso anche la croce. Il sangue che avevo sulla mano, sul naso e sulla testa è scomparso. Questa cosa mi ha lasciato scosso e oltre a questo, cosa ancora più preoccupante, la carica del telefono non ha durato molto ed esso è al tre percento. Aspetto che arrivi a due e eseguo l'ultima carica, sperando che basti abbastanza. Mentre sarà in carica tenterò di dormire ancora per un paio d'ore.

Ore 22:59. Dopo quello che ho visto stamattina, nessun'altra cosa strana si è verificata. In compenso però, oggi ho avvertito una strana fame ed un forte caldo che mi ha costretto a mangiare e bere la quantità equivalente a due giorni. Questo potrebbe essere un problema. Mi resta solo una bottiglia d'acqua da mezzo litro e poco cibo. Devo sopravvivere ancora due giorni e l'acqua è veramente poca. Il telefono per giunta si è scaricato rapidamente e si trova già al cinquantun percento senza che io lo abbia neanche toccato. A questo punto mi auguro che esso duri fino al settimo giorno.

Sesto giorno, ore 08:31. Oggi sono riuscito a dormire bene. Niente incubi o presenze. L'unico problema è che la bottiglietta d'acqua che mi era rimasta è sparita e con essa anche più della metà del cibo che mi era avanzato. Questa cosa sarà molto dura per me, sopratutto perché dopo la bella dormita che mi sono fatto, mi è venuta una grande sete, e purtroppo anche una grande fame. Il cellulare si trova al quarantasei percento, quindi non si è scaricato molto durante la notte, questo è un bene. Mangerò verso le 14:00. Mentre per la sete mela dovrò tenere fino a quando non uscirò da questa stramaledetta stanza, vincendo questo stupido gioco dell'orrore.

Ore 13:56. Stavo per prendere il cibo che mi era rimasto, ma esso è completamente sparito. Ho finito di cercarlo un minuto fa, e non l'ho trovato da nessuna parte. Ho una grande fame e il mio stomaco continua a borbottare. La sete mi sta prosciugando la lingua. Essa è infatti secca ed anche la saliva si crea molto lentamente. Non posso fare altro che attendere la fine di questa partita.

Ore 15:42. Ho sentito nuovamente i passi del secondo giorno, ma questa volta non ho voluto attendere che essi si avvicinassero a me. Ho acceso il telefono e mi sono voltato. Per lo spavento sono caduto e le mie grida penso abbiano richiamo l'attenzione anche nella villa più lontana da casa mia. Dietro di me, alle mie spalle quindi, un ragazzo che avrà avuto si o no sette anni a giudicare dalla statura si stava avvicinando verso di me. E fino a qua tutto bene, più o meno. Il vero dettaglio, particolare o come tu lo voglia chiamare, è che esso era privo di testa. Al suo posto vi era una fontana di sangue. Un altro dettaglio anche più terrificante è che il bambino mi stava parlando. So che può sembrare impossibile ed io stavo urlando. Potrei anche essermelo immaginato, ma sono sicuro che esso abbia parlato. Mi a detto, anzi domandato: “aliquando monstrorum veresis?” un'altra frase in latino. Questa vuol dire: “Hai paura dei mostri?”. Al momento non ho neanche risposto a quella domanda. Ero troppo impegnato a piangere, essere spaventato, aver bagnato i miei pantaloni e le mie mutande con l'urina e a non vomitare per il sangue che mi stava schizzando addosso. Preso dalla paura ho chiuso gli occhi e quando gli ho riaperti era sparito tutto, eccezion fatta per l'urina.

Ore 17:28. Stavo rannicchiato sul pavimento quando ho sentito una voce a me sconosciuta chiamarmi per nome. Ho alzato lo sguardo, ma non vi era nessuno. Questa volta avrei veramente voluto non acceso la luce del cellulare. Davanti a me, a pochi centimetri dalla mia faccia. Una essere tutto ingobbito, con una orrenda faccia piena di pustole e carne putrefatta stava ridendo in faccia, mentre io urlavo dalla paura. E più io alzavo la voce delle urla e più lui rideva. Ho tentato di colpirlo, ma è sparito poco prima di venir colpito. Non capisco cosa stia accadendo, ma spero vivamente che tutto questo svanisca per sempre. Non cela faccio più. Non penso di essere in grado di sopportare altro. Fra l'altro il cellulare è appena arrivato al trenta percento di carica. Sono ormai sicuro che lui duri più di me in questa stanza. Sono troppo spaventato. Quello che sto vedendo mi sta terrorizzando a morte.

Ore 19:14. Di nuovo. Ho visto nuovamente quel volto fluttuante dagli occhi gialli. La mia reazione è stata diversa. Non ho urlato, non sono caduto o scappato. Mi sono pietrificato. Ogni mio osso o muscolo non si muoveva. Io intendevo farlo, ma ciò non accadeva. È stato orribile, come se qualcuno o qualcosa mi obbligasse a fissare quegli occhi gialli di quella orrenda faccia cadaverica. Ma non è finito qua. La faccia si è trasformata nel viso del cadavere crocifisso. Lentamente si è avvicinato a me. Giuro sulla mia vita che avrei voluto allontanarmi, gridare o provare a scappare da quella orrenda faccia, ma non ci riuscivo. Il mio corpo restava immobile, mentre quella cosa si avvicinava sempre più rapidamente. Mi è arrivata a pochi millimetri da me e, so che può sembrare impossibile da capire, ma ti posso assicurare che lei mi ha leccato. Ho sentito perfettamente la sensazione di venir leccato. Dappertutto. Non sono la mia faccia, ma tutto il mio corpo, in ogni singolo millimetro quadrato che lo compone. Dopo di che essa è sparita nel nulla e insieme a lei anche la sensazione di essere stato leccato. Sono riuscito a muovermi e sto appuntando quello che sta accadendo. Sono terrorizzato a morte e temo di non riuscire affatto nella mia impresa.

Ore 21:00. Va bene, anzi no, non va bene per niente. Ormai è morta. La mia sanità mentale, quella poca che mi era rimasta è morta dopo questa cosa che sto per scrivere. Una voce mi stava chiamando, ma questa volta conoscevo la voce. Apparteneva a mia mamma. Ho acceso il cellulare, ed era realmente lei. O almeno lo è stato fino a quando non ha spalancato la bocca. Da essa sono usciti milioni di pipistrelli e quando anche l'ultimo di loro è uscito dal corpo di mia madre, ella è caduta a terra come se fosse un costume per halloween. Niente sangue, ossa, nervi o muscoli. Niente cuore e niente cervello. Niente occhi e niente denti. I pipistrelli che hanno volteggiato per qualche secondo sopra la mia testa, si sono tramutati in serpenti, facendomi assistere ad una pioggia di animali striscianti e maledettamente inquietanti. Loro si sono radunati al centro della stanza, lontano da me. Dopo di che, si sono avventati su di me, accerchiandomi. Dalle loro bocche sono usciti miliardi di scarafaggi che mi hanno assalito, sommergendomi. Mi sono entrati dentro, passando per il naso, la bocca, le orecchie e il mio ano. Ho potuto sentire che mi mangiavano le interiora, i denti, i nervi, i muscoli, le ossa, gli occhi, il cuore ed il cervello. Mi hanno reso come ciò che è rimasto a mia madre dopo che i pipistrelli sono usciti dal suo corpo. Ma poi niente. Come sempre: come se nulla fosse accaduto. Giuro su Dio, la mia vita, quella di mia mamma e di tutti i miei cari, che non mi riesco più a spiegare niente. Forse i mostri esistono realmente e mi stanno facendo paura per potermi uccidere. Non so cosa fare e come fare, ho troppa paura e non riuscirò a dormire. Sono letteralmente terrorizzato da quello che mi sta accadendo. Sono affamato, assetato, stanco, impaurito e con ormai gravi lesioni alla mia psiche. Il cellulare possiede solo il dieci percento. Resterò vigile per le prossime 27 ore rimanenti. Devo ammettere però, che la speranza di riuscire a sopravvivere, è pressoché inesistente.

Settimo giorno, orario sconosciuto. Il cellulare si è scaricato non so quanto tempo fa, ma sono sicuro di trovarmi al settimo giorno. Attorno a me sento voce, passi, struscii e bisbigli. Sono loro, i mostri, sono qui per prendermi. Mi uccideranno, ed infine mangeranno. Nick aveva ragione, loro esistono e sono stato uno stupido a non credergli. Me ne pento. Mi pento di non aver creduto al mio migliore amico. Ma ormai è tardi per dire questo: loro sono qui. Mi hanno accerchiato ed io sono indifeso. La mia fine è giunta.

GAME OVER.

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