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Un pomeriggio io ed il mio migliore amico Manuel stavamo bighellonando come al solito per la città. Da quante stupidaggini stavamo dicendo, e anche in parte dal nostro essere distratti di natura, ci ritrovammo improvvisamente in periferia. Per fortuna una goccia d'acqua piovana cadutami in fronte riuscì a farmi fermare un attimo e a farmi rendere conto che eravamo parecchio distanti dal centro città. Stava iniziando a piovere e non avevamo portato gli ombrelli dato che non era prevista pioggia per quel giorno...

Scrutammo a destra e a sinistra, al fine di trovare un riparo dall'imminente acquazzone, e il mio sguardo cadde su un cartello in legno rovinato posto all'entrata di un vicoletto buio, riparato dagli ampi balconi degli appartamenti sovrastanti, e che recitava la frase "Q... si ven..n. gi..at.oli". A quanto pare nel vicolo c'era un negozio di giocattoli e Manuel propose di entrare a farci una visitina, in attesa che la pioggia si calmasse un po'. A passo spedito entrammo nella viuzza. Il buio regnava sovrano, quando all'improvviso la luce di un lampioncino apparve dinanzi a noi. Dopo un leggero sussulto continuai a camminare. Manuel era già davanti alla porta sotto il lampioncino e, senza esitare ulteriormente, entrammo. Ad accoglierci ci fu un omino minuto dietro a un polveroso bancone che, appena ci vide entrare, ci diede un caloroso benvenuto con un sorriso alquanto inquietante. Il negozietto era pieno di scaffali stracolmi di giocattoli vari. Soldatini, colorati carillon, bambole di pezza e altri variopinti giocattoli regnavano su quei ripiani. Insomma, in quelle quattro mura sembrava come se fossimo andati indietro nel tempo. Il vecchietto era vestito con un maglioncino rosso porpora e un paio di jeans a scacchi e non potei fare a meno di osservare i suoi occhialetti tondi vecchio stile. Quel magico silenzio venne spezzato dalla voce rauca del vecchietto, che attirò la nostra attenzione prendendo da sotto il bancone degli orsacchiotti di vari colori, affermando che erano le sue ultime creazioni. Decisi di comprarne uno. La cosa che destò la mia attenzione era una grottesca porta di ferro sul muro dietro al bancone. Mi sembrava come avvolta nel mistero...

Uscimmo stranamente rilassati da quella baracchetta e smise anche di piovere. Stavamo tornando a casa, quando un'auto della polizia ci sfrecciò vicino. La cosa non ci sorprese molto, poteva essere accaduto di tutto. Salutai Manuel e corsi immediatamente in camera a piazzare il mio nuovo orsacchiotto appena comprato. Non sono mai stato un grande amante dei peluche, ma quell'orsacchiotto mi rapì immediatamente. Dopo essermi disteso sul divano, accesi la TV e misi sul telegiornale per rimanere aggiornato sulle ultime notizie. A quanto pare due bambini erano scomparsi da ieri sera e la polizia stava continuando le ricerche. Questo spiegò l'auto della polizia di poco prima...

Nei giorni seguenti piovette in continuazione e non ebbi l'occasione di incontrare Manuel. Inoltre, stando molto in camera mia, quei giorni notai che nella mia stanza si stava espandendo un orribile odore di marcio e putrido, fui costretto ogni volta ad aprire la finestra per una buona mezz'ora... Riguardo alle sparizioni, la situazione peggiorò di giorno in giorno, cinque bambini scomparsi nel giro di pochi giorni...

E poi... quella mattina... c'era il sole, provai a telefonare Manuel per uscire, ma niente, nessuna traccia di lui... abitava di fronte a me per cui decisi di andarlo a chiamare. E lì... la tragica notizia... Manuel era morto... sì, morto. Trovarono il suo corpo in un burrone fuori città. La sua morte fu atroce... Lo trovarono senza bulbi oculari e sventrato... Non oso immaginare la cattiveria con cui l'assassino uccise il povero Manuel!

La notizia mi addolorò a tal punto che mi iniziò a girare la testa e le gambe mi cedettero. Mi ritrovai in ginocchio a osservare il vuoto. Mia madre fu costretta a riportarmi con la forza in casa, perché non riuscivo minimamente a muovermi. La mia testa in quel momento si incasinò molto... ero peggio di uno zombie, in quel momento. Non so perché, non mi scese nemmeno una lacrima. Mio padre stava seguendo la partita della sua squadra del cuore, ma riuscivo a vedere che anche lui stava soffrendo per la morte di Manuel. All'improvviso la partita venne interrotta dal notiziario che aveva una notizia scioccante dell'ultimo minuto. A quanto pare, il responsabile delle scomparse di quei bambini era stato catturato grazie a un raid della polizia nella periferia a nord della città. Ebbene sì... la mente folle dietro alle sparizioni... era proprio lui... il giocattolaio! La polizia trovò resti umani in avanzato stato di decomposizione e bulbi oculari sottovuoto nel retro del negozio.

Il giocattolaio in manette col suo solito sorriso folle che osservava la telecamera... che vista orribile!

L'indomani, la notizia shock. Durante l'interrogatorio il giocattolaio affermò che fabbricava i suoi teneri orsacchiotti con le parti umane che ricavava uccidendo i poveri bambini malcapitati. All'ascolto di quella notizia impazzii. Corsi in garage a prendere l'accetta di mio padre, presi l'orsacchiotto e lo feci in mille pezzi. Pezza e resti di budella erano sparsi in tutta la camera...

Allora avevo 14 anni, e ancora a distanza di 20 anni mi ricordo questa storia perfettamente. Non compro orsacchiotti nemmeno ai miei figli, non voglio più entrare in un negozio di giocattoli.

Ancora adesso mi ritorna in mente... il sorriso folle e macabro di quel minuto e pazzo giocattolaio...

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