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Il Virus Della Felicità Modifica

Nella quarta punta della terza stagione del cartoon, vedremo Gumball e Darwin di pessimo umore mentre fanno colazione prima di andare a scuola.

Felicità

Anais, vedendo i fratelli in quello stato, obbliga il padre Richard ad andare ad abbracciarli e subito dopo, senza un motivo apparente, i due vengono infettati da una strana malattia che li rende felici a dismisura. Nell’episodio, alla fine i due bambini vanno a scuola finendo per contagiare tutti i loro compagni.

In molti affermano che questa storia abbia un fondamento di verità e che sia ispirata ad un fatto di cronaca realmente accaduto. Si narra che in una scuola elementare del Nord Europa, un bambino si presentò nella sua classe con un enorme sorriso stampato in volto e le pupille insolitamente dilatate. Non faceva altro che sorridere e canticchiare per tutto il giorno e, proprio a causa di questo comportamento, fu portato in infermeria in modo tale da essere sottoposto a vari controlli preliminari quando, d’un tratto, scoppiò a ridere. Rideva così forte che quasi non riusciva più a respirare, allarmando in questo modo il personale della scuola che si mosse velocemente in suo soccorso, commettendo così il primo errore: il bambino cominciò a stringere spontaneamente l’infermiere a sé e, inspiegabilmente, anche l’uomo incominciò a ridacchiare non riuscendo più a trattenersi e controllarsi. È così che ebbe inizio tutto.

School

Molto presto tutta la scuola venne infettata da questo strano virus che, solo dopo l’intervento delle autorità specifiche, per fortuna venne completamente debellato. Ovviamente tutto l’accaduto venne insabbiato in fretta e di quel bambino non se ne ebbe più traccia. Nessuno fece domande sulla sua sorte… forse perché apparteneva ad una famiglia che si spostava frequentemente per il lavoro o forse per qualche altro strano motivo che nessuno tenne opportuno spiegare…

Cosa c’è di “creepy” in questa storia? Forse non tutti sanno che ridere incessantemente per un lungo lasso di tempo può provocare gravi lesioni permanenti al cervello e, in alcuni casi, può addirittura portare alla morte.

Ancora non si sa se quello strambo virus sia del tutto scomparso insieme al primo portatore.

Il Paziente 203 Modifica

In un manicomio, un ragazzo che non aveva mai visto Il Fantastico Mondo di Gumball in vita sua affermò di

Paziente 203

vedere delle strane figure aggirarsi per la sua stanza. Più precisamente si trattava di un T-Rex parlante, un pesce rosso con braccia e gambe, gatti umanoidi e così via, tutti personaggi stranamente presenti anche nel cartoon in questione. Naturalmente nessuno gli diede credito, almeno fino a quando il ragazzo cominciò a disegnare le strane figure sul muro della propria cella: molte erano incomprensibili, mentre altre raffiguravano chiaramente alcuni protagonisti del cartone animato di Gumball.

Fortuna volle che al suo psicologo personale venne in mente il cartoon guardato molto spesso dalla sua adorata primogenita, scoprendo l’uguaglianza tra i personaggi raffigurati dal ragazzo e quelli del cartone. In questo modo finì col credere a ciò che il paziente vedeva ed iniziò ad indagare sulla questione. Quello che emerse fu sconcertante: il malato mentale ricoverato in manicomio molto tempo prima dell’uscita della serie animata, affermò di aver visto le puntate del cartoon in un sogno. Tuttavia non si riferiva alle puntate normali che anche molti di noi hanno visto, bensì ad un remix delle scene più inquietanti del cartone e, si sa, ce ne sono davvero parecchie.

Il come questo ragazzo potesse averle sognate resta ancora un fitto mistero. Pochi giorni dopo, il paziente 203 nonché il protagonista di questo lugubre racconto tentò il suicidio strappandosi la lingua a morsi, in un ultimo straziante tentativo di non avere più quelle visioni.

Se Il Fantastico Mondo di Gumball non fosse solo un luogo immaginario del cartone animato, ma fosse un luogo reale che risiederebbe nei nostri incubi?
Forse anche noi potremmo fare la terribile fine del paziente 203.

Il Robot Modifica

Questa leggenda parla delle vicende di un uomo sulla quarantina esperto di informatica, ma fallito nella vita. Si dice che questo dottore fosse conosciuto dalla comunità dei programmatori di robot come un pazzo, forse

Robottino

perché il suo obbiettivo principale era quello di riuscire a creare un robot che sapesse emulare le emozioni di un altro essere umano: voce, movenze e quant’altro.

Tentò di crearlo senza successo per vari anni, finché non venne definitivamente cacciato dall’Università nella quale lavorava. Preso dall’ira si rifugiò nella sua casa e continuò il progetto per conto suo. Gli anni trascorsero e i risparmi che gli consentivano di vivere e mandare avanti le ricerche cominciarono a scarseggiare sempre più, ma proprio quando era sul punto di arrendersi il figlio di 10 anni di sua sorella lo invitò a guardare un cartone animato insieme a lui. Il caso volle che la puntata trasmessa in tv fu proprio una di Gumball, in particolare quella intitolata “Il Robot”.

L’episodio in questione trattò le vicende di un essere cibernetico che voleva a tutti i costi diventare un bambino vero e che finisce, poi, ad assumere le sembianze proprio di Gumball assimilando anche la sua voce e i suoi comportamenti nel tentativo di sostituirlo completamente uccidendolo.

Lo scienziato pazzo ebbe un’illuminazione, si mise freneticamente a lavoro ed infine ricreò proprio quel robot. Lo scopo dell’androide era quello di assumere l’atteggiamento del nipotino dello scienziato ed effettivamente così fece.

Coso

Lo studioso lo regalò al bambino facendolo sembrare solamente un giocattolo innocente, ma non ci mise molto a portare a termine il suo piano. Inizialmente l’androide registrò la voce del bimbo, poi ne memorizzò gli atteggiamenti ed i comportamenti, infine provò ad ucciderlo strozzandolo con le sue fredde braccia cibernetiche. Fortuna volle che il padre del bimbo intervenne in tempo distruggendo il cyborg a martellate, sconvolto da ciò che aveva appena visto.

La leggenda afferma, però, che l’incubo non finì con la distruzione del robot: lo scienziato fallito cadde in depressione e, preso dai sensi di colpa, decise di suicidarsi. Una volta esaminato lo studio del dottore le autorità vennero a scoprire che lo studioso aveva creato più di un robot.

Se in ogni storia c’è un fondo di verità, è davvero possibile che i cyborg dello scienziato stiano girovagando per il mondo alla ricerca di bambini da emulare e da sostituire.

Occhi Neri Modifica

Questa storia è molto inquietante siccome narra le vicende di Emily, una bambina di 12 anni molto appassionata de Il Fantastico Mondo di Gumball. Una sera organizzò un pigiama-party con due sue amiche e ad un certo punto della serata decise di vedersi alcune puntate del cartoon in loro compagnia. Emily aveva selezionato tutti gli episodi nei quali era presente Nocciolina, ovvero la bambina di cui Gumball è follemente innamorato.

Nocciolina

Sicuramente questo personaggio è caratterizzato da un particolare, presente anche in altri protagonisti del cartone animato, nonché gli occhi scavati e completamente neri. Emily era ossessionata da Gumball, era arrivata al punto di amarlo ma al tempo stesso parlava poco di questo argomento con le sue amiche in quanto si vergognava di essersi infatuata di un personaggio dei cartoni animati.

Ma quella sera successe qualcosa di inaspettato: dopo alcuni episodi, le amiche della bambina incominciarono a fare apprezzamenti su Gumball dicendo che, se fosse stato un bambino vero, avrebbero voluto fidanzarsi con lui. Emily incominciò ad ingelosirsi e rimase in silenzio per un’intera ora, finché una delle sue amiche esclamò: ”Se Gumball fosse reale sceglierebbe me!”. La bambina non riuscì più a trattenersi, andò in un’altra stanza con la scusa di andare in bagno e prese le forbici da cucito della madre, forbici molto più grandi del normale. Tornò nella sua stanza cominciando a sferrare fendenti sugli innocenti corpi delle amiche, utilizzando tutta la forza che aveva.

Le ragazzine pietrificate non fecero nemmeno in tempo ad urlare, permettendo alla pazza omicida di colpirle nei loro punti vitali, come la gola o il petto dove risiedeva il loro cuore. Dopo questo atroce atto, Emily si sedette sul letto zuppo di sangue e con le amiche accasciate ai suoi piedi senza vita strinse forte le forbici con la mano destra, guardò intensamente Nocciolina un’ultima volta e si infilò l’arma del delitto nei suoi occhi, cavandoli.

Forbici

La ragazza è tuttora in vita, ceca e sfigurata, imbottita dai medici di antidepressivi e ansiolitici. Non si sa praticamente nulla di lei, se non che adori tenere in mano delle forbici da cucito per tutto il giorno. Il fatto più inquietante di tutta questa storia è che la giovane non è mai stata assegnata ad un manicomio o ad un ospedale psichiatrico, cosa alquanto strana date le circostanze dell’accaduto.

Ma soprattutto perché tiene ancora in mano quelle forbici? Cos’altro starà premeditando?

 

Carrie Il Fantasma Modifica

Nella puntata Il Fantasma della prima stagione di Gumball, vede come protagonista un essere paranormale, nonché compagna di classe del giovane gatto blu, che desidera a tutti i costi provare l’ebrezza di mangiare del cibo e, dato che il suo corpo da fantasma non glielo permette, decide di impossessarsi proprio del corpo di Gumball facendolo diventare uno zombie vorace di cibo.

ZombieG

Un ragazzo che girava per il Web e che frequentava assiduamente i gruppi ed i forum dedicati al cartone animato di Gumball, un giorno iniziò una discussione strana con gli altri membri. Pubblicò un post con scritto “Sapete qual è la vera storia del fantasma Carrie?”, come ovvio che sia molti utenti furono incuriositi e risposero di negativamente. A quel punto l’insolito individuo pubblicò la sua storia.

Secondo lui Carrie era una bambina di 5 anni morta di fame nel 1943 a causa della sbadataggine della madre tossico dipendente, che la lasciò chiusa in casa senza cibo per molti giorni. La madre venne poi arrestata e la casa sgomberata per essere rimessa, successivamente, all’asta. Quest’ultima venne abitata da una tranquilla famigliola composta da madre, padre e tre figli. Il capo famiglia si chiamava proprio Richard Watterson che, coincidenza vuole, era proprio il nome del padre di Gumaball.

L’abitazione tuttavia era stata maledetta dal fantasma della bambina Carrie, ma sfortunatamente la famiglia ancora non ne era a conoscenza. L’utente non spiegò i particolari, ma disse che il finale di questa storia era talmente raccapricciante che nemmeno lui aveva il coraggio di raccontarlo, tuttavia affermò solamente che i membri della famiglia morirono uno dopo l’altro e tutti per lo stesso motivo, eccetto uno. I componenti del nucleo famigliare avevano mangiato così tanto da far collassare il loro cuore per eccesso di zuccheri e colesterolo.

I membri del gruppo online furono scettici sulla veridicità di questo racconto, così chiesero allo strano utente

Necro-3

come facesse a sapere tutti questi particolari accusandolo di essersi inventato tutto. Di risposta il ragazzo rise molto nel commento e scrisse “Non vi siete accorti del mio vero nome, siete stati troppo occupati a leggere la storia.” A quel punto tutto si fece più chiaro: l’utente misterioso si chiamava Darwin Watterson. In conclusione si può intuire che l’intero cartone animato, da molti tanto amato, si ispira a questa storia vera.

Ma questa casa, sarà ancora abitata? E soprattutto, chi saranno le prossime vittime dell’affamato fantasma?

Crediti: Doctor Vendetta


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