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Basilisco 1
Il basilisco può provocare la morte con un solo sguardo. Il suo nome deriva dal greco βασιλίσκος (basilískos), "piccolo re": questo era infatti il re dei serpenti e la creatura più velenosa esistente sul pianeta Terra. Le testimonianze riportano che ogni essere che incrocia lo sguardo con questo uccello letale, si trasformi immediatamente in pietra. Altrettanto mortali sono la sua saliva velenosa, che può addirittura uccidere un elefante, e il suo respiro, in grado di sgretolare le pietre. Viene spesso considerato un simbolo negativo. 

Aspetto e caratteristicheModifica

Le caratteristiche fisiche principali del basilisco sono spesso state messe in discussione, dal momento che non vi sono esemplari di questa specie rimasti in vita. Si dice però che abbia la testa e le zampe somiglianti a quelle di un gallo; la coda, invece, è simile a quella di un serpente. Il corpo giallo, talvolta tendente a tonalità nerastre, simile a quello di un uccello, è dotato di due ali, ricoperte di piume o scaglie. Sulla testa presenterebbe una macchia bianca, che potrebbe essere confusa con un diadema o una corona. Altri, invece, sostengono che in quel punto abbia tre spine. 


Basilisco 3

Si narra che questa creatura sia nata da un uovo fecondato da un gallo di sette anni, deposto durante la luna piena e infine covato per nove anni da un serpente o da un rospo. La prima creatura vittima del suo sguardo letale è quindi l'animale che si sarà preso cura di lui, quando ancora era un uovo.

In molti concordano che l'Africa sia il suo paese d'origine. Si dice che abiti in zone desertiche, ma non per il fatto che voglia viverci, ma piuttosto perché il suo respiro e il suo sguardo sono così distruttivi da rendere deserto tutto ciò che è intorno a lui. 

Riferimenti storiciModifica

Il basilisco è stato spesso citato in alcuni manoscritti risalenti al medioevo, ma veniva perlopiù raffigurato negli affreschi delle chiese.

Dai Romani veniva spesso chiamato "regulus", ovvero "piccolo re", poiché ogni creatura lo temeva e fuggiva non appena notava la sua presenza.

Secondo Plinio il Vecchio e Solino, il basilisco sarebbe un piccolo serpente lungo meno di venti centimetri, e nonostante questo sarebbe la creatura più mortale in assoluto. È infatti velenosissimo ed è in grado di uccidere con il solo sguardo. Qualunque essere vivente entri in contatto con il suo fiato o venga morso muore sul colpo. Il basilisco vivrebbe nel deserto da lui stesso creato, perché ha la capacità di seccare gli arbusti oltre che con il contatto, con il solo sguardo. Un cavaliere che colpì il basilisco con una lancia fu ucciso insieme al suo cavallo dal veleno che si infiltrò attraverso l'arma, come racconta anche il poeta Lucano.

Basilisco2

Proteggersi da un basiliscoModifica

Basilisco

Ci sono alcuni metodi per proteggersi da un basilisco. Uno di questi è portare un oggetto in grado di riflettere, come uno specchio, e rivolgerlo verso la creatura, in modo che il mortale sguardo le torni indietro. Un altro ancora è lo stare vicini a una donnola o un gallo. Si dice che la donnola sia la nemesi mortale del basilisco, ma che il canto di un gallo sia più efficace, dal momento che provoca convulsioni fatali al basilisco, fino a farlo morire.