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E' ormai pubblica la leggenda dei mattoni di Aranciopoli...
La formula è abbastanza semplice: Pokémon Verde Foglia, batti la Lega 100 volte ti danno un mattone, vai dal vecchio che sta costruendo l'edificio ad Aranciopoli che ti dirà "Mi manca un mattone per fare il mio edificio! Se qualcuno lo avesse, potrei anche regalarglielo... Solo se fosse un allenatore di Pokémon, però. Questa sarà una grande palestra, sai?". Consegnato il mattone la palestra sarà tua.
Crederci o meno, non ne abbiamo le prove.

La storia però cambia, quando tempo fa sentii parlare di un certo Giovanni.
Tra i miei amici, all'epoca (parliamo di 8/9 anni fa) questa storia della palestra era molto in voga, ma la variante "Giovanni" ci ha sconvolti.
Parlavamo appunto del fantomatico mattone, al punto che un amico (amico appena conosciuto, il classico amico-di-amico...) ci dice:
- Sai giovanni?
- Ma chi?
- Giovanni, quello del santuario!
- Ma che cazzo dici?
Inizia così la storia:
preso il mattone dalla lega, Giovanni (un altro amico-di-amico-di-amico..), decide di creare la propria palestra. Prima di andare ad Aranciopoli, però, Giovanni decide di catturare Cubone. Catturato Cubone, Giovanni, vede sparire dal menù oggetti il "Mattone". In furia alla rabbia spegne la console e la riaccende.
Riaccesa la console si trova nello stesso luogo dove aveva spento (anche se non aveva salvato) sempre senza mattone, ma questa volta anche senza Cubone. Va allora ad Aranciopoli.
Lo spettacolo che si trova davanti è questo: nella città non c'è nessuno ma solo un edificio dove prima c'era il vecchio col suo Machop.
Entrando si accorge di essere nel Santuario di Cubone. Tutto diventa buio. Si riaccendono le luci e Giovanni è circondato dai Cubone.
Improvvisamente il gioco si spegne.
Cambia le pile e riaccende.
Si ritrova davanti alla lega, poco prima di batterla per la 100 volta.

Questa è la storia. Nessuno di noi ha mai voluto provare.
Ricordo inoltre, che Giovanni trovò un'altra sorpresa: Lavandonia era scomparsa dalla mappa.


Nessuno ha più notizie di Giovanni.
Peccato.


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