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Che bello il sabato sera, puoi uscire con gli amici, fare baldoria in qualche locale, o magari passarlo con il tuo o la tua consorte. Si trova sempre qualcosa di bello da fare il sabato.

Tutto finisce quando torni a casa. Apri il portone, accendi la luce e te lo chiudi a chiave dietro. Sali una o due rampe di scale e finalmente arrivi alla grande porta blindata, che apri delicatamente per non fare rumore. Appena metti i piedi dentro casa vieni invaso da un leggero tepore, che ti fa comparire sul volto un leggero sorriso.

Entri in camera, ti spogli ed infili il pigiama. Un'ultima controllata al tuo cellulare, che nella furia abbandoni sulla scrivania, poi accendi la tua lampada da comodino, ti infili sotto le coperte e chiudi gli occhi.

Lo senti.

Il tipico suono che il tuo cellulare emette quando si scarica, e tu pensi -No!! Ho sonno!! - ma sai che se non ti alzi tu, non spegnerà quel cellulare nessun'altro.

Senti le gambe pesanti. Senti faticoso lo spostarti le coperte di dosso e di portare le gambe fuori dal materasso. Ma lo fai, perché nel frattempo il tuo cellulare ha suonato altre due volte.

Un po' contro voglia allunghi le mani verso la scrivania, fino a quando non lo senti fra le mani.

Premi un tasto.

La luce dello schermo invade la tua stanza e riesci a vedere dove metti i piedi. Con gli occhi assonnati non riesci a distinguere bene tutto, ma riesci senza eccessive difficoltà a spegnere il cellulare.

Stai coprendo con le mani i fori del suono perché il rumore che fa ti dà fastidio. La luminosità inizia a diminuire, per alcuni secondi sei capace di vedere come quei muri bianchi inizino a perdere tono e come gli oggetti inizino a sfumare nell'oscurità della stanza.

Succede tutto all'improvviso.

Il cellulare che tenevi in mano ora è spento, e tu sei con i piedi scalzi sul freddo pavimento. Sei in piedi, rigido, tendi un braccio nel buio per poggiare quel che tenevi in mano di nuovo sulla scrivania. Lo fai con cautela, ma è tutto normale, o almeno pensi che tutto lo sia. Lo senti poggiare, solo allora ritiri la mano verso il tuo busto. Cerchi di ritornare verso il letto. Ti giri dietro di te con l'intenzione di ritornare sui tuoi passi, che muovi con incertezza nell'oscurità della tua piccola stanza.

Un piede dopo l'altro in successione e con estrema lentezza. Pensi di esserci vicino, ma non lo sai con certezza. Avresti bisogno di luce.

Lasci un lungo respiro dalle tue labbra e scolli il tuo braccio dal busto dov'era, per tenderlo in avanti e poi chinarti, per tastare il materasso e per poter gettartici sopra.

Eccola! È la tela delle coperte! Non vuoi fare il giro e allora decidi di rimetterti nel letto gattonando verso il cuscino.

C'è qualcosa che ti turba? In fondo è solo il tuo letto. Il tuo vecchio letto. Non badare a ciò che senti sulla pelle, è solo il tuo letto.

Giaci verticalmente sul materasso ma non riesci a trovare le coperte. Hai freddo. Un brivido ti sta percorrendo e tu hai bisogno di corprirti. I tuoi occhi vedono nero e non distinguono nulla.

Stanco tendi la mano.

Perché hai spento la luce?

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