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È qui. Tu non lo sai, ma potrebbe essere ovunque. Per la strada mentre cammini con altre trecento persone ma tra tutte fissa te. Ti sembra un’idiozia ma quegli occhi seguono solo te, tra tanti solo tu. Ti mette a disagio quel volto freddo e morto privo di espressioni, ma è solo una brutta sensazione tutto qui. Dopo una lunga e pallosa giornata di lavoro torni a casa tranquillo e ti sdrai sul divano pensando ai fatti tuoi quando senti un tonfo dall’esterno. Ti affacci alla finestra e in mezzo alla strada vedi … una statua. Si è proprio la statua di un angelo che piange. La cosa ti stupisce al punto da farti strabuzzare gli occhi, ma quando riguardi la strada la statua ha le mani conserte e ti fissa, qualcosa dentro di te sente un disagio che cresce sempre di più finché non batti gli occhi e la statua sembra aver avanzato di parecchi metri. Vai nel panico chiudi le persiani e corri a chiuderti nel bagno di casa. Dopo qualche minuto una finestra si spacca e dei tonfi sordi riecheggiano nel corridoio. Il tuo cuore pompa a mille e ti chiedi che cosa ti aspetta dietro quella porta. Non riesci più a muoverti ogni tuo muscolo ti si intorpidisce mentre il terrore più assoluto ti attanaglia l’anima. Dall’altra parte qualcuno inizia a grattare la porta. Il rumore smette di colpo e una voce roca sussurra “chiudi gli occhi”. Ormai non ragioni più la paura ti ha fatto perdere la lucidità afferri una spranga della tua doccia e spalanchi la porta infuriato e pronto alla morte. Ma appena aperto trovi la statua dell’angelo … è diversa. Ha grossi denti aguzzi, le ali spalancate e le mani protese verso di te. Non riesci a smettere di fissarlo. Poi però il tempo passa e inizi a chiederti come una statua possa muoversi e cosa abbia grattato la porta. Ed è in quell’istante che una voce ti riempie la testa “chiudi gli occhi”. Allora realizzi che è la statua e ricordi di averlo visto su quel grande grattacielo in centro, era appollaiato sulla cima e piangeva, ma a pensarci bene non centrava niente con lo stile moderno dell’edificio. È possibile che quella statua sia viva, che si muova, ma allora perché sei ancora vivo. La voce aumenta e decidi di indietreggiare e sbattere le palpebre solo una volta. Quando riapri gli occhi l’angelo è a pochi centimetri dal tuo viso con la bocca aperta come se stesse per strapparti la carotide da un momento all’altro, le sue mani hanno artigli spessi e taglienti e sembra quasi provare odio per te. Di nuovo quella voce, quella orrenda malvagia voce “chiudi gli occhi e ti darò la pace”. Un sorriso malizioso ti appare sul viso “lascia che te la dia io” afferri la spranga e la scaraventi sul cranio di quella cosa ancora e ancora ma senza risultati, non è pietra è qualcosa di più. La tensione è a mille se per un solo istante dovessi prenderti il lusso di distogliere lo sguardo quella cosa ti spezzerebbe in due. Il tempo passa ma voi due rimanete fermi a fissarvi. Ti chiedi perché tra milioni proprio tu sei in questa situazione ma non ti riesci a rispondere e alla fine capisci che non potrai fuggire da quel bagno. I minuti diventano ore e ormai non riesci più a reggerti in piedi cosi ti accovacci mentre le tue palpebre si fanno sempre più pesanti …

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