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La leggenda Modifica

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Una leggenda metropolitana della Pennsylvania racconta di un uomo verde, luminescente e terrificante, che si aggira per le strade solamente di notte. Venne chiamato “The Green Man”, o anche “Charlie No Face“, e la sua origine si pensa essere soprannaturale. Inutile dire che gli incontri con esso sono spesso documentati e reali. Questa storia veniva raccontata dai genitori ai figli per spaventarli, in modo tale che essi rimanessero a casa. A prova di ciò, questo Uomo Verde venne associato a morti improvvise, mutilazioni ed altri fatti raccapriccianti in modo da convincere la prole a rimanere all’interno delle zone di sicurezza.

La verità Modifica

Tuttavia, la leggenda ha origine da una vera realtà. Raymond Robinson, un abitante di Pittsburgh, nel 1918 rimase gravemente ferito durante un incidente con l’elettricità, restando completamente sfigurato in volto. Ciò gli procurò la perdita degli occhi, del naso, delle orecchie e gli venne anche amputato metà del braccio con il quale si era aggrappato al cavo, mentre il suo petto poteva considerarsi una cicatrice unica. Raymond nacque nel 1910 e crebbe come una sorta di mostro, infatti, venne soprannominato “The Zombie” dagli altri ragazzini, finendo così per vivere una vita da isolato, diventando reietto di quella società che aveva l’assurda necessità di miti e leggende per mantenere al sicuro i propri figli. Per non scioccare e terrorizzare i bambini più piccoli, Robinson usciva a passeggio solo di notte anche se la pelle cicatrizzata assumeva un riflesso verdastro al chiaro di luna.

L'incidente Modifica

Il 18 Giugno 1918, Raymond assieme ad altri ragazzini volevano recasi al fiume Beaver, quando giunsero al ponte di Morado che si innalzava sopra alle acque del Wallace Run.

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Si trattava di un grande ponte in legno su cui passava una linea di tram elettrici che mettevano in comunicazione le cittadine di Beaver Falls e Big Beaver. Questa possente struttura suscitava curiosità per la gioventù del luogo, che spesso si avventurava nel tentativo di scalarla. Quel giorno, Raymond e gli altri ragazzini avvistarono un nido che qualche uccello aveva costruito proprio fra le assi più alte del ponte. Cominciarono a sfidarsi su chi avrebbe avuto il coraggio di andare a controllare quanti uccelli c’erano in quel nido e, dando grande prova di coraggio, fu proprio Raymond a salire in cima al ponte. Sul Morado Bridge, purtroppo, passavano due linee elettriche: una della potenza di 1.200 volt continui e, l’altra, di 22.000 volt di corrente alternata. Il bambino per salire si aggrappò ad un cavo, restando folgorato dall’immensa scossa, il suo corpo letteralmente stava bruciando nei secondi prima che si staccasse dai cavi, precipitando nel vuoto.

Dopo l'accaduto Modifica

Ritornato a casa sua dopo i lunghi mesi in ospedale a Pittsburgh, Ray si preparò a vivere una vita da recluso, consapevole che il suo aspetto avrebbe terrorizzato le persone. Anche se era cieco non si tirava mai indietro per dare una mano in casa costruendo cinture, portafogli e altri oggetti da vendere. Era solito collezionare rompicapi di metallo, fatti di ferri di cavallo, tubi e molle, che risolveva per stupire i propri nipotini. Adorava passare una vecchia falciatrice sull’erba del giardino di tanto in tanto e, anche se qualche punto del prato non era ben rasato, i familiari non correggevano mai i suoi errori. Raymond, a detta di tutti i suoi parenti, era una persona di una gentilezza unica; tutti coloro che lo conoscevano desideravano proteggerlo dal mondo esterno, crudele nei suoi confronti. Se Raymond doveva mostrarsi in pubblico indossava sempre un naso prostetico assieme ad un paio di occhiali da sole. Preferiva non discutere dei suoi problemi e non si lamentò mai del proprio aspetto, così riporta uno dei suoi nipoti.

Le passeggiate Modifica

Tuttavia, Raymond avvertì la necessità di ritagliarsi qualche ora solo per sé, fu così che cominciò a passeggiare di notte lungo la strada statale 351 fra Koppel e New Galilee. Grazie al sostegno di un bastone, camminava mettendo un piede sull’asfalto e uno sui sassi a bordo carreggiata: in questo modo avanzava seguendo il percorso della strada. Solitamente usciva verso le 10 di sera, così facendo presto si sparse la voce che c’era un uomo mostruoso che camminava la notte, sempre lungo la stessa strada, e per i ragazzini locali una storia simile era ovviamente un’attrattiva irresistibile. Nelle sere d’estate in cui non c’era nulla da fare, i ragazzini cominciarono a guidare su e giù per il tratto di statale, in cui era solito camminare l’uomo, per riuscire a vederlo. Ogni tanto riuscivano nel loro intento, e la storia si ingigantiva.

A causa di ciò, Raymond si nascondeva dietro gli alberi nel momento in cui sentiva una macchina avvicinarsi, inoltre dava poca confidenza agli estranei mostrandosi poco incline al dialogo. Spesso, questi ultimi, lo insultavano e beffeggiavano in modo sadico. Altre volte, invece, alcune persone si approfittavano di lui, facendogli bere diversi bicchieri di birra e facendogli fumare sigarette, in cambio di una foto o di uno scambio di parole.

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Raymond, incurante della leggenda che si stava creando attorno alla sua figura, continuò a passeggiare quasi ogni notte, dagli anni ’50 fino alla fine degli anni ’70. Negli ultimi anni della sua vita venne trasferito al Beaver County Geriatric Center, e lì morì nel 1985 a 74 anni. Tuttavia, ancora oggi egli è a suo modo presente, vero e proprio mito popolare moderno, nelle storie e nei racconti tramandati di generazione in generazione.