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Sei stato fuori tutto il giorno e quel lavoro sfiancante non fa per te.

Quando rincasi è già tardi, e saltando la cena per la svogliatezza, decidi di sdraiarti sul divano per leggere il libro che cerchi da mesi di finire.

I pensieri ti assalgono.

Non hai avuto modo di legare con qualsivoglia altro essere umano, la tua asocialità ti ha sempre bloccato.

Ma sei, a tuo modo, felice. Una casa vuota è accogliente, il silenzio, riposante.

E forse è proprio questa continua ricerca di silenzio che ti ha permesso di legare con un gattino, Frank.

Nero come la pece, lo trovasti dentro una scatola in cartone rovinata, probabilmente abbandonato da qualche mostro senza cuore.

Dopo un centinaio di pagine, inizia a farsi sentire un languore. Sono due ore che leggi, sarebbe ora di mettere qualcosa sotto i denti.

Abbassando il libro, noti due piccoli fari gialli, occhi vivi, che ti osservano.

Lo sguardo di un gatto.



"Frank?"

Dici con voce tremolante.

Eppure, un brivido ti percorre la schiena.



Frank è morto tre mesi fa.



 
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