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Il grande Mistero di Amherst è un famoso caso di Poltergeist documentato da Walter Hubbel, un attore con la passione per il paranormale.

L’anno è il 1878, il luogo Princess Strett ad Amherst, una piccola cittadina al centro-nord della Nuova Scozia. Il mistero di Amherst è incentrato su Esther Cox, che viveva in una casetta con la sorella Olive, suo marito Daniel e i loro due bambini. Nel piccolo cottage abitavano anche Jennie e William (sorella e fratello di Esther ed Olivia) e John, fratello di Daniel.

Secondo gli appunti di Hubbel, gli eventi cominciarono alla fine di Agosto 1878 dopo che Esther, appena diciottenne, venne quasi violentata da un suo amico. Benché sfuggì alla violenza con ferite minori, l’attacco contro di lei sembrò in qualche modo aprire la porta ad altri attacchi, questa volta però ad opera di entità invisibili. È così che ebbe inizio il caso più terrificante della storia dei Poltergeist. Esther cominciò a soffrire di attacchi epilettici, durante i quali le saliva la febbre esponenzialmente. La famiglia pensò che fosse dovuto allo shock del tentato stupro, così chiamarono più volte il medico per somministrarle dei sedativi.

Una notte, poi, delle urla improvvise svegliarono la casa. Esther e la sorella Jennie dichiaravano di aver visto qualcosa muoversi sotto il letto. La colpa venne data inizialmente ai topi, ma le ricerche non produssero risultati. Una volta calmate, le ragazze tornarono a dormire e, per quella notte, tutto rimase tranquillo. Quella seguente però fu interrotta da grida ancora più isteriche: le due sorelle, spaventatissime, dissero di aver sentito dei rumori provenire da una scatola piena di stracci e stoffe riposta sotto al letto. Dopo aver tirato fuori la scatola, questa fece un balzo e cadde, rovesciandosi su un lato. Quando avevano provato a raddrizzarla, saltò nuovamente per aria e qui iniziarono a gridare. Ma la famiglia attribuì la cosa alla loro fervida immaginazione e lasciò perdere. Quello che accadde la terza notte, però, convinse tutti che Esther era perseguitata da qualcosa di assai lontano dalla normalità.

Quella sera, la ragazza si recò a letto presto, perché si sentiva poco bene e, dopo qualche ora (le testimonianze dicono intorno alle 22) la sorella Jennie la raggiunse. Appena si mise a letto, Esther scese con un balzo, strappandosi di dosso la camicia da notte e urlando “Mio Dio, sto morendo!”. Olive accorse subito e Jennie accese la luce, che mostrò il corpo di Esther gonfio e di un rosso acceso; le sorelle tentarono di rimetterla a letto mentre lei sembrava lottare per riuscire a respirare. Tutta la famiglia corse nella camera e assistette a ciò che stava succedendo. Poi, improvvisamente, si udirono tre colpi provenire da sotto al letto di Esther; una volta cessati, lei si sgonfiò e si addormentò profondamente, sembrava quasi in coma.

Tutto ciò si ripeté quattro notti dopo; a quel punto Daniel, il marito di Olive, totalmente basito da ciò che stava vedendo, decise di chiamare il dottore del paese, il dottor Carrite per fargli esaminare la cognata. Mentre il medico la visitava, vide il cuscino della ragazza muoversi senza che nessuno lo avesse toccato; udì i tre spari da sotto il letto, tanto forti da far tremare la casa, ma non ne trovò la fonte; i vestiti furono sparpagliati in giro per la camera da mani invisibili e sentì il rumore di qualcosa di metallico che graffiava l'intonaco sopra alla testa del letto. Si voltò e vide con orrore che si stava formando una scritta dai caratteri molto grandi. Finiti i rumori, poté leggere “Esther Cox, tu sei mia e ti ucciderò”. Nei giorni a venire, il dottor Carrite assistette ad altri fenomeni inquietanti, tra cui: rumori fortissimi provenire dal letto di Esther, patate che venivano lanciate con estrema violenza per le stanze, oggetti che si muovevano senza motivo e strane voci attraverso i muri. Provò ad indagare su questi avvenimenti, ma non giunse mai ad una conclusione scientifica e razionale e, purtroppo, non poté fare nulla per aiutare Esther.

Col passare dei giorni, i fenomeni aumentarono d'intensità, diventando anche più aggressivi e minacciosi: coltelli ed altre armi da taglio si conficcavano nelle pareti, scoppiavano piccoli incendi in casa e fuori, i mobili si spostavano schiandandosi poi contro le pareti. C'erano fiammiferi che si accendevano da soli nel mezzo della casa e spilli che volavano e pungevano Esther in pieno viso. Una volta, addirittura, la ragazza si trovava fuori casa e venne colpita alla schiena da un temperino, strappato dalle mani del vicino da una forza misteriosa. Ormai l'entità la seguiva ovunque andasse, nonostante Esther provasse a scappare; una domenica, durante la predica del prete in una Chiesa Battista, si cominciarono a udire rumori assordanti che coprivano la voce del parroco. Esther uscì dalla chiesa e i rumori cessarono improvvisamente.

Il proprietario del cottage dove abitavano, spaventato dalle manifestazioni distruttive causate da Esther, voleva sfrattare tutta la famiglia, ma la ragazza non lo ritenne giusto, così si trasferì da sola in una fattoria. Ovviamente, l'entità la seguì. Una notte il granaio prese fuoco e il contadino a cui apparteneva la fattoria la fece arrestare per incendio doloso. Venne condannata a quattro mesi di carcere, ma vi trascorse solo un mese per poi venire rilasciata. Uscita di prigione, i fenomeni diminuirono fino a sparire del tutto. Esther si sposò due volte e da entrambi i mariti ebbe due figli; morì nel 1912 all'età di 52 anni. L'entità non si fece mai più viva con lei.

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